La tesi di laurea e la legge di Murphy: la fine dell’epopea

Quando si pensa per la prima volta alla tesi, si ignora del tutto che cosa sia una domanda di laurea, un questionario dei laureandi ed il caricamento della tesi in PDF (A). Al contrario, l’ultimo giorno disponibile per il suo caricamento, questi nomi sono invece tremendamente familiari e solerti sono pronti a ricordare il fatto che ci si è ridotti all’ultimo a fare una cosa oltremodo importante.

Vi siete ridotti all’ultimo giorno a caricare la tesi?! Ebbene sì. Certo, inizialmente avevate calcolato tutto nei minimi particolari ed i vostri piani originari prevedevano un caricamento definitivo una settimana prima, ma poi le cose sono andate in modo profondamente diverso: “Puó cominciare a scrivere ora” aveva detto il relatore ad avventura in biblioteca conclusa. Così il lavoro di scrittura era cominciato sotto le migliori prospettive, con vicino il libro del buon Umberto Eco sempre pronto a tirarci su il morale nei momenti di sconforto.

La volta che si avevate portato da leggere il primo capitolo al relatore vi sentivate oltremodo nervosi e avevate trascorso la settimana successiva a controllare ossessivamente tutto il testo prodotto, le note, gli spazi ed i margini. Nel colloquio successivo il relatore aveva socchiuso gli occhi assumendo un’ espressione meditabonda.

Il vostro relatore, vedendovi, si era ricordato di una cosa che doveva fare, ma che poi si era dimenticato. Ebbene sì, la reminiscenza riguardava proprio il vostro capitolo da correggere.

La correzione del capito era infine arrivata mentre la concezione di tempo infinito da dedicare al lavoro di tesi si era dileguata pian piano. Vi siete infatti trovati ad inoltrare la domanda di laurea e l’iscrizione al questionario dei laureandi, che pone un centinaio di interessanti domande come:  “Qual è il tuo stipendio ideale?”.

I colloqui settimanali sono poi diventati parte della vostra vita. Avete ormai fraternizzato con gli altri tesisti, vi siete scoperti persone vissute parlando con i nuovi, spaventati alla prospettiva della tesi come le matricole al loro primo giorno di università, presto questi vi hanno chiesto consigli e suggerimenti, per poi scoprire le rigide regole necessarie per poter avere un colloquio rapido al posto di aspettare il proprio turno per ore. Negli ultimi colloqui si è fatta la conoscenza di un altro tipo di tesista che è possibile trovare in queste circostanze: colui il quale in due ore di colloquio a disposizione per tutti rimane nell’ufficio del prof per una mezz’ora abbondante, ovviamente il giorno che subito dopo il colloquio avete un appuntamento importante ed era proprio prima di voi. Mentre il nervosismo con lo scorrere del tempo si fa palpabile tra i presenti, tutti carichi di materiali, capitoli e svariate ricerche, questo individuo porta così alla progressiva solidarietà tra i tesisti sconosciuti che intanto cominciano a parlare delle loro vite, a mostrare come hanno impaginato la tesi o a raccontare le proprie disavventure precedenti con passati relatori, coloro che a conclusioni finite di tesi decisero di respingere i propri tesisti con motivazioni assurde. Quando la porta dell’ufficio si apre l’individuo viene accolto con un muto silenzio carico di un malcelato odio per il tempo fatto perdere a tutti.

Sembrava di avere ancora tutto sotto controllo un mese prima dalla scadenza ufficiale della tesi. Le bozze del lavoro successivo si erano lentamente trasformate in capitoli, mentre la bibliografia si era ingrossata. Bisognava solo aspettare la correzione dell’ultimo capitolo, quando mancavano ancora tre settimane: questo margine temporale vi dava fiducia e stabilità. Uno stato d’animo messo pericolosamente in dubbio dopo i due ricevimenti sospesi ed una mail a cui non era mai pervenuta risposta, guardando il calendario  scoprite che l’ultimo giorno utile per caricare la tesi coincideva anche con l’ultimo ricevimento previsto dal professore ed allora vi convincete che tutto andrà bene: siete infatti certi che il capitolo andrà bene e che presto sarà possibile caricarlo. Si è solo perplessi dal fatto che la tesi vada caricata in modalità PDF (A), ma confidate nel fatto che il video tutorial proposto dall’università risolverà ogni vostro dubbio.

Il giorno fatidico siete i primi a varcare l’università ed i primi a mettersi in fila per il colloquio. Sorridete all’interlocutore mentre è concreta la sensazione di aver finito l’epopea sul lavoro di tesi, finché all’improvviso il tempo si blocca, il relatore fruga nei cassetti della scrivania ed intorno a voi, ma del capitolo non c’è traccia. Subito apprendete che l’ultima parte del lavoro non è stata nemmeno visionata.

Un silenzio carico di tensione inonda il piccolo ufficio del relatore, di colpo la prospettiva di laurearsi nella sessione successiva non fa poi così ribrezzo, pensate anche che alla nonna che ha già preparato le bomboniere ed informato tutti i conoscenti della vostra imminente laurea si potrà dire che si è solo rinviata di pochi mesi.

Il professore invece vi riporta forzatamente alla realtà, con pragmatismo vi apre una stanza attigua al suo ufficio con dentro le tesi di almeno cinquanta ex studenti, oggetti che vi ricorderanno con solerzia la vostra posizione pericolante.

Come accade nelle favole arriva a soccorrervi poi un fido assistente del relatore pronto a lavorare con voi nelle successive ore sul capitolo maledetto.

Dopo ore pare tutto finito: l’ultimo scalino è stato sorpassato, entrambi sudati e stanchi vi guardate come due combattenti alla fine di un guerra ed ognuno andrà per la propria strada.

Ora rimane davvero solo il caricamento. Ormai siete in università da quasi dieci ore, non avete mangiato né siete più andati in bagno, ma non si percepisce nulla del mondo esterno. Se in questo momento sentite la necessità di avere vicino un amico o il vostro partner pensateci bene, dopo tutto non siete mai stati tanto nervosi e presto scarichereste tutto il nervosismo accumulato sul povero individuo che avete davanti.

Entrate allora su Unimia per apprendere che il sito al momento non è agibile, mancano alla fine del giorno solo poche ore, disperati riprovate dieci volte sino a quando le vostre credenziali vengono infine accettate, trasformare la propria tesi in un PDF (A), ciò che all’inizio di questa giornata ci spaventava tanto ora viene eseguito in modo automatico come se fosse una cosa eseguita da tutta la nostra vita.

Il file viene caricato, ricevete una ricevuta, ma non fate in tempo a realizzarlo perché subito dopo cadete svenuti dalla sedia della biblioteca in sede Centrale che in quel momento è nella sua ora di punta serale.

Greta Fossati
Laureanda in Beni Culturali e tata part-time. Penso ai temi degli articoli mentre preparo torte ed improbabili frullati Detox. Da grande mi piacerebbe girare per il mondo e scrivere reportage.

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