Annus horribilis: il peggio del 2017

Il 2017 è stato un anno denso di avvenimenti: la nomina come presidente degli Stati Uniti di Donald Trump, le trattative per la Brexit, le elezioni in Francia, il referendum per l’indipendenza catalana; per l’Italia è stato l’anno della riforma elettorale e di quella sul biotestamento, del tentativo di una nuova legge sulla cittadinanza (lo ius soli) in seguito ai continui flussi migratori, della riforma della Buona Scuola e dell’alternanza scuola-lavoro.
In università abbiamo assistito alla proposta del numero chiuso a Studi Umanistici, fortemente voluta dal rettore Vago e contrastata con forza e decisione dagli studenti, che alla fine sono riusciti, grazie a un ricorso al Tar, a non far passare la riforma e a salvare l’inclusività e l’apertura della facoltà umanistiche.

È stato, inoltre, un anno segnato da numerosi attentati: Parigi, Manchester, Londra, Barcellona, Marsiglia sono solo alcune delle città europee colpite da attacchi terroristici. La strategia della paura sembra dura a morire.

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Politica ed economia

I Rohingya sono l’etnia più perseguitata del mondo
di Elena Cirla

A detta dell’ONU i Rohingya sono l’etnia più discriminata del mondo: motivo della discriminazione è la loro fede musulmana, in contrasto con quella buddista, che porta a quotidiani assassinii, stupri e torture nei loro confronti. Anche se il numero esatto delle vittime non è stimabile, non si può non parlare di una vera crisi umanitaria, se non di un vero e proprio genocidio, che spinge questa minoranza religiosa a migrare verso il Bangladesh o la Thailandia.

La rivoluzione fallita di Carles Puigdemont
di Michele Pinto

La Repubblica catalana è stata proclamata il 27 ottobre ed è durata meno di tre giorni: il suo presidente Carles Puigdemont è stato accusato di sedizione dalla procura e i ministri suoi collaboratori si sono rifugiati a Bruxelles. Ma dove ha sbagliato?

(Not) Welcome Back, Voodoo Economics 
di Marco Canal

The Trump tax reform is a clear regressive plan. Basically, it costs 5.6 trillion to the national debt and, fundamentally, will require a shift in the tax burden from business to people, to the poor and middle class in particular. Examining the whole new law in depth we have to admit we’re not dealng with economics, but with first-class political marketing and propaganda.

Israele e Palestina, la risoluzione del conflitto sembra allontanarsi ogni giorno di più
di Federico Sarchiapone

Il riconoscimento di Gerusalemme come capitale di Israele da parte degli Stati Uniti di Trump è solo l’ultima tappa di una crisi che dura da tempo. A marzo la Commissione economica e sociale delle Nazioni Unite per l’Asia occidentale pubblica un rapporto che accusa Israele di aver instaurato un regime di apartheid nei confronti della popolazione palestinese. Per tutta risposta il governo di Netanyahu approva una legge che regolarizza in modo retroattivo gli insediamenti costruiti nei territori palestinesi in Cisgiordania.

Italia

L’Alternanza Scuola-Lavoro raccontata dagli studenti
di Edoardo Bozzi

Durante la manifestazione del 31 ottobre contro l’alternanza scuola-lavoro abbiamo chiesto ad alcuni studenti delle scuole superiori il perché della protesta, cosa ne pensano e le loro esperienze personali della riforma della Buona Scuola.

G8 di Genova, l’Italia riconosce le proprie colpe
di Susanna Causarano

Sedici anni dopo il G8 di Genova il governo ha riconosciuto le proprie colpe alle sei vittime di torture da parte della polizia nella caserma Bolzaneto di Genova.

Università

Magma 181: Numerus Clausus
della Redazione

Durante la seduta del 23 maggio, il Senato Accademico ha deciso che, a partire dall’anno 2017/2018, la Facoltà di Studi Umanistici dell’Università Statale di Milano introdurrà il numero programmato. Questa misura è stata adottata per poter rientrare nel parametro AVA 2.0, ad oggi non rispettato, che stabilisce che per ogni 200 studenti siano necessari 9 docenti di riferimento.

Mondo

Hanno arrestato Taner Kılıç, presidente di Amnesty International Turchia
di Gaia Lamperti

È stato arrestato Taner Kılıç, presidente di Amnesty International Turchia, la mattina del 6 giugno nella città di Smirne. Assieme a lui sono in stato di fermo anche altri ventidue avvocati, accusati di avere «legami con l’organizzazione terroristica di Fethullah Gülen» (così cita il mandato), l’imam a capo del movimento che aveva tentato il colpo di stato dello scorso 15 luglio. Il suo arresto diventa l’ennesima prova delle purghe e del clima repressivo avviato in Turchia dopo il fallito golpe.

In Cecenia gli omosessuali non devono più esistere
di Elena Cirla

Il quotidiano russo Novaya Gazeta porta alla luce, grazie alla testimonianza di due prigionieri, l’esistenza di un campo di concentramento per omosessuali in Cecenia, il primo in Europa dopo la caduta di Hitler.

La svolta anti-democratica in Turchia
di Matteo Torri

L’introduzione di un presidenzialismo forte, la realizzazione di una rivoluzione culturale che mette al bando lo spirito laico tanto caro ad Atatǘrk , il licenziamento di molti docenti universitari, la limitazione delle libertà civili delle minoranze, la messa in discussione dei diritti umani: la Turchia di Erdogan sembra voler rinunciare al ruolo di paese-ponte in grado di fare da mediatore tra Oriente e Occidente.

Londra, Torino e l’ennesima psicosi
di Susanna Causarano

Editoriale sugli attentati di Londra e Torino, sulla psicosi e la paura in cui siamo spinti inevitabilmente ogni giorno.

Decreto Minniti: l’obiettivo è espellere
di Federico Sarchiapone

La politica italiana, anche a causa dell’enorme pressione alla quale è sottoposta nella gestione dei migranti, ha optato per una soluzione a breve termine. L’ormai noto DL Minniti-Orlando, nei riguardi di immigrazione e protezione internazionale, risulta essere di una semplificazione eccessiva, arrivando fino ad assumere profili di evidente incostituzionalità. Emerge chiaramente che il principale obiettivo sia l’espulsione, e non certo l’attuazione di più auspicabili soluzioni di lungo periodo.

L’aborto con Trump non avrà vita facile
di Gaia Lamperti

Il presidente statunitense Donald Trump fra i suoi primi ordini esecutivi ha introdotto un bando ai finanziamenti del governo federale per quelle organizzazioni non governative internazionali che sostengono l’interruzione di gravidanza. Il primo paese a legalizzare l’aborto fu l’Islanda, nel 1935: 82 anni dopo sembra che la strada per ottenere un adeguato trattamento sanitario sia ancora lunga e tortuosa.

Magma 186: il caso Weinstein
della Redazione

Dopo le inchieste del New York Times e New Yorker, che hanno divulgato le ripetute molestie sessuali, se non veri e propri stupri, da parte di Harvey Weinstein, si è scatenato un ciclone mediatico intorno alla figura del noto produttore cinematografico e fondatore di Miramax e The Weinstein Company. Spinte dalla denuncia di Asia Argento, molte attrici del calibro di Angelina Jolie e Gwyneth Paltrow hanno deciso di raccontare le molestie subite agli inizi della loro carriera, svelando il modus operandi di Weinstein, che, grazie all’ampio potere in suo possesso, era riuscito a mettere tutto a tacere per circa 20 anni.
Si riapre quindi il dibattito circa la società in cui viviamo, secondo la quale – come provano anche alcuni commenti della stampa italiana, ma non solo – le molestie sul lavoro sono percepite come normali e le vittime diventano subdolamente dipinte come colpevoli. Ne parliamo insieme a Caterina Sarfatti, membro del Gabinetto del sindaco di Milano, che con un articolo su Gli Stati Generali ha aderito alla campagna #quellavoltache.

 

Cultura

Giornalismo sessista
di Angelica Mettifogo

Capita molto di frequente di imbattersi in articoli di vario genere rivolti specificatamente ad un pubblico femminile, ma quello che emerge leggendoli è una certa dose di maschilismo che infastidisce (e non poco) il lettore. Dai consigli sull’alimentazione a quelli sul fashion, fino ai suggerimenti per compiacere il proprio lui, sembra che le donne siano ancora considerate delle bamboline che ci si aspetta vogliano compiacere gli altri e il giornalismo (quello di bassa qualità, si intende) alimenta questa visione distorta.

Lavorare gratis non deve essere una cosa naturale
di Sheila Khan

Una ricerca di Accenture Strategy afferma che l’83% dei neolaureati sarebbe disposto ad accettare un lavoro gratis dopo la laurea. Sembra che questa tendenza sia percepita sempre di più come un naturale: con la scusa di “fare gavetta” e con la speranza di una possibile assunzione dopo il periodo di prova o stage, i giovani accettano lavori non retribuiti, permettendo alle aziende di non dare valore alle capacità acquisite in anni di studio e sacrifici.

Democracy in the time of the rejection of expertise
di Marco Canal

We are morphing into a society of people who dismiss the voice of the experts in any way possible. The allarming consequence is that sheer ignorance about basic facts, let alone policy issues, threatens the correct functioning of our Republics. Without a turnaround in our regression as a species, made clear by our attitude toward knowledge, science, facts and, even before than that, learning, it is difficult to see a way out.

Ricordati di oggettivare le feste
di Sheila Khan

È giusto che centri commerciali e negozi restino aperti durante le festività? È giusto che commessi e cassieri siano schiavi del consumismo sfrenato tanto quanto chi, in quei giorni, vuole soddisfare il suo bisogno di acquistare sempre di più? Una riflessione non tanto sulla riappropriazione spirituale del Natale quanto, piuttosto, sull’etica del lavoro.

I librai, esemplari in estinzione. Intervista a Cristina Zeppini
di Maria Marcellino

Intervista a Cristina Zeppini, libraia che ha dovuto a malincuore chiudere la propria libreria (Libreria Scaldapensieri) alla periferia di Milano.

Ambiente e scienza

L’essere umano è vittima e carnefice dell’inquinamento del pianeta
di Camilla Castellani

Destabilizzatore geopolitico e fonte diretta di energia, il petrolio è la patata bollente che da anni è motivo di guerre, alleanze, conflitti e pacificazioni temporanee. Il protocollo di Kyoto argina il problema, senza costituire una soluzione definitiva alla devastazione ecologica che sta avanzando sotto agli occhi di tutti. Mettiamo un punto a questa situazione, ma che non sia di non ritorno.

Pop

La scienza dice: il numero di film in cui appare Nicolas Cage corrisponde al numero di persone affogate in piscina
di Nicolò Tabarelli 

Apri l’articolo per sapere di cosa si tratta! (spoiler alert: non è un titolo clickbait).

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