Niente alcool, niente fumo, niente droghe. Intervista a chi ha preso a calci i vizi del passato

Matteo Lo Presti
Cercare la via di mezzo
, è la soluzione preferita da chi voglia smettere con un vizio. Per coloro i quali il consumo di alcolici è diventato un peso difficile da sostenere, per i quali un percorso di assoluta astinenza non sarebbe fruttuoso, si è ricorso al piano B. In commercio, infatti, è possibile reperire birra e vino “de-alcolizzati”, la cui gradazione alcolica è pari o vicinissima allo 0. Non solo, ma anche il mondo dei superalcolici ha trovato i suoi corrispettivi purificati. Parliamo di sciroppi rispecchianti i sapori di rhum, whiskey e tanti altri liquori, per chi vuole concedersi un cicchetto senza compromettere il fegato.

Nel mondo dei tabagisti, si è voluto virare su due elementi in particolare: la sigaretta elettronica e l’IQos, un dispositivo introdotto nel giugno 2017, che non prevede più la combustione, bensì il semplice riscaldamento del tabacco, cosa che diminuisce drasticamente i rischi per la salute.

Tutto ciò denota quanto possa essere difficile mettere definitivamente in cassaforte le vecchie abitudini: è più facile ricercare scorciatoie che emulino il più possibile i vizi del passato.

In effetti, un fattore che possa garantire ciò deve avere un impatto devastante sulla coscienza della persona colpita.

Un carissimo amico del sottoscritto, che ha deciso di rimanere anonimo, è uno di questi. Da tabagista accanito nonché bevitore e fumatore occasionale, la sua scelta di interrompere tutto ciò è stata drastica ed immediata, una enkrateia squisitamente socratica. Il motivo? La completa immersione in qualcosa consistente nel fine ultimo della propria vita.

D: In cosa consiste la tua scelta? Da quali sostanze e da quali stili di vita hai deciso di praticare astinenza?

R: Lo stile di vita da me perseguito è morigerato, frugale. Relativamente alle “abitudini” giovanili (di alcuni “giovani”, naturalmente), vi è la scelta di non assumere stupefacenti e di astenersi dal bere alcolici e dal fumare. Complessivamente vi è stato un abbandono di abitudini, azioni, etc. ritenute superflue o dannose.

D: Quanto tempo fa hai fatto questa scelta? L’hai fatta in concomitanza con qualche avvenimento che ti è accaduto? Perché? È stata tua propria oppure ti ha coinvolto qualche persona ad esercitarla?

R: Quasi due anni fa. La scelta è stata presa dopo prolungate valutazioni relative agli obiettivi della mia vita. Nessun evento o persona in particolare ha influenzato tale decisione. Il mio atto di volontà ha come obiettivo quello di perseguire sempre e comunque il fine da me posto a capo della mia esistenza: servire il mio Popolo. Si può dunque definire “politico” il mio obiettivo.

D: Come sono stati i primi mesi in cui hai rinunciato ad alcol, tabacco, cannabis etc.? Sei riuscito a tenerti pulito, o talvolta ci sei ricascato (bevuto una birra/fumato una sigaretta)?

R: Qualche volta ho avuto, all’inizio, tentazioni momentanee del corpo, ma la mente è rimasta imperturbabile, decisa.  Sono riuscito a dominarmi completamente perché molto determinato a perseguire questa scelta non costretta.

D: Quali sono stati i benefici comportati dall’astinenza?

R: Oltre alla salute dell’organismo, ho drenato energie, risorse e tempo, prima investiti in altri ambiti, in campi da me ritenuti più utili e importanti rispetto al fine ultimo.

D: In questo periodo di astinenza, hai sviluppato nuovi piaceri per qualcosa (esempio: sei diventato amante del the e del caffè)?

R: Ho perseguito il mio fine ultimo senza tentennamenti. Da questo punto di vista vi è stato un grande balzo in avanti in termini di curiosità, studio, etc.

D: Hai giudizi negativi su chi beve, fuma, si droga…?

R: No, ognuno investe tempo e denaro come e dove desidera. Ognuno fa delle scelte e le valuta positivamente o negativamente in base alla propria sensibilità e ai propri obiettivi. Semplicemente, i miei risultano incompatibili con questi citati, a mio modesto avviso.

D: Vorresti coinvolgere le persone vicino a te, come amici o parenti, ad intraprendere questa scelta?

R: No, ognuno sceglie di vivere la vita come desidera. Ognuno è artefice del proprio destino, nel bene e nel male.

D: Un giorno, potresti mai rigettare questa tua astinenza e ricominciare?

R: Dubito altamente; cestinare una visione del mondo o una filosofia senza motivo è insensato. Cerco continuamente di confutare la mia, per ora non ci sono riuscito. Magari in futuro ciò accadrà e seguiranno scelte.

D: Vuoi dire qualcosa a coloro che staranno leggendo questo articolo, e magari staranno pensando ad intraprendere un percorso simile al tuo?

R: C’è un momento della vita in cui ciascuno interiormente valuta (si spera in giovane età, e non in punto di morte) ciò per cui vive o ha vissuto, in cui si tirano le somme della propria esistenza passata e si programma quella futura. Alla fine, ognuno sceglie ciò che ritiene opportuno e confacente alle proprie capacità e ai propri desideri.

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