Bonino e Cappato: conferenza su un futuro più europeo

Lorenzo  Rossi

«Uniti siamo più forti dell’odio.» Con questo slogan è iniziato l’incontro con Emma Bonino  leader di +Europa  e Marco Cappato presso Palazzo Parigi il 20 Febbraio. Presente alla conferenza una variegata audience, da giovani universitari a “veterani” del partito radicale, tutti interessati o volenterosi di supportare il progetto europeista di Emma Bonino.

Di rilevanza è stata la presenza di alcuni dei candidati alle regionali lombarde e al Senato, come Simona Viola organizzatrice, insieme alla figlia, dell’incontro , Benedetto Della Vedova, Valerio Federico e Bruno Tabacci, i quali sono intervenuti, quasi come un’introduzione, spiegando l’importanza di una politica più aperta a legami transnazionali, con riferimenti a traguardi già raggiunti come la valutazione di impatto ambientale (VIA) o le gare per gli appalti pubblici e rimarcando l’assurdità di applicare un sistema nazionalistico al giorno d’oggi.

«L’Europa non è altro che armonizzazione e integrazione di regole» ha detto Simona Viola.

Non sono mancate ovviamente frecciatine ai partiti rivali, premendo sulla questione Flat Tax e sulla tendenza a evocare ogni problema del Paese per cavalcare l’onda della paura, mettendo in mostra la politica come qualcosa di negativo e nocivo per l’Italia.

Credo che noi dobbiamo, in questi giorni, riuscire a trasmettere il senso di un’energia positiva, che non significa negare i problemi, ma significa lavorare sulla parte sana di questo Paese anche per avere le energie per affrontare e risolvere i problemi.

Così afferma Benedetto Della Vedova sull’argomento, il quale si focalizza anche sulla questione di Milano, presentata come la città italiana simbolo della società aperta e una tra le prime che risentono di più dei rapporti con l’Unione Europea.

Terminato l’intervento dei candidati, è stata l’ospite d’onore, Emma Bonino, a prendere la parola. Facendo riferimenti al suo passato e ai suoi esordi tra i radicali, ha espresso l’importanza dell’impegno diretto, della mobilitazione, verso qualsiasi causa si voglia perseguire. Di conseguenza, si rivolge direttamente ai sostenitori e ai presenti: «O diventate anche voi militanti di questa causa, oppure se delegate solo a noi, abbiamo già perso.»

Ha rivendicato poi che sarebbe impensabile adottare una politica sovranista e controproducente, soprattutto dal punto di vista economico, chiudere le frontiere e tornare alla lira, specialmente nel mondo attuale, in cui numerose potenze economiche stanno sorgendo, come la Cina. Al contrario, bisogna rafforzare i rapporti con Francia e Germania e iniziare un processo di omogeneità finanziaria per espanderlo e rafforzare l’intero continente.
«Ci vuole un’Italia forte in un’Europa necessaria», conclude la leader del partito.

Marco Cappato, il quale pur decidendo di candidarsi per nessun partito ha comunque voluto sostenere la campagna di +Europa, si è poi concentrato sul tema scientifico ed etico. Ha condannato l’impossibilità in Italia di eseguire il suicidio assistito o anche solo approvare il trasferimento in un istituto estero dove sia possibile praticarlo rimandando al caso di DJ Fabo  e la perseguibilità penale contro la ricerca e sperimentazione sulle cellule staminali. È intervenuto anche sulla questione studenti e giovani lavoratori, focalizzandosi anche qui sui limiti e sugli scarsi fondi per la ricerca scientifica in Italia. Secondo lui, i giovani non devono essere riportati in Italia promettendo loro stipendi più alti ma incentivando e finanziando i settori lavorativi legati alla scienza.

Denominatore comune di tutti i discorsi è stata l’importanza dell’Unione Europa come l’avverarsi dei sogni dei suoi padri fondatori; la fine, dopo anni, di sanguinosi conflitti tra Stati e la necessità della militanza, specialmente politica, di credere in un progetto e nella sua realizzabilità, indipendentemente dal proprio orientamento politico.

Riguardo al 4 Marzo, il messaggio più importante espresso durante l’evento è stato di votare sicuri della propria scelta.


Intervista a Simona Viola, candidata per il Senato e le regionali e organizzatrice dell’evento.
L’intervista è stata editata per questioni di brevità e chiarezza.

Cosa l’ha spinta a candidarsi per +Europa?

Non potevo più assistere impotente a questo scontro tra le forze nazionaliste, protezioniste, razziste e xenofobe e le forze che invece chiedono di restare con forza senza se e senza ma nella comunità europea. Non volevo essere complice dell’eventuale soccombenza dei liberali, dei federalisti e di coloro che credono nel progetto europeo.

Quali sono i punti del programma di +Europa che condivide di più?

+Europa per me è l’espressione del desiderio profondo e invincibile di restare vicini ai nostri fratelli europei in un progetto comune, che è il progetto dei padri fondatori della patria. Io dico, ai lettori, che questo progetto è nato sulle ceneri di due guerre mondiali e di uno sterminio, su decine di milioni di morti. I nostri nonni, bisnonni e trisnonni sono morti sui campi di battaglia dove si sono sterminate le nazioni europee. Il progetto di Unione Europea ci serve per volerci bene, ci serve per non odiarci, ci serve per abbattere gli steccati e le barriere. È un progetto indispensabile e quindi di questa lista, ciò in cui credo di più è un argine all’odio, all’aggressività e alla violenza che sta devastando la nostra vita politica. Noi dobbiamo fermare questa deriva.

Riguardo all’argomento dei nazionalismi, a cosa crede sia dovuto il ritorno di queste mentalità?

All’opportunismo politico. È molto più facile fare presa e cavalcare la paure delle persone che non spingerle alla ragionevolezza e a pensare con razionalità ai nostri problemi, trovando delle soluzioni sensate, cioè difficili perché non c’è la bacchetta magica per risolvere i problemi.  Allora è più facile dire “dàlli all’immigrato, tutti i problemi dellItalia sarebbero risolti se se ne andassero via queste masse di persone che stanno invadendo il nostro paese”. Sarebbe più facile e quindi è dovuto a questo. Il progetto protezionista, nazionalista e xenofobo è dovuto al fatto che è più facile cavalcare le paure che governarle con senso di responsabilità. Delle paure va portato rispetto ma non bisogna cavalcarle, altrimenti si spinge la gente verso lintolleranza. Quello che è successo a Macerata è una lezione, dobbiamo ricordarcene. A furia di dire che è tutta colpa loro qualcuno poi imbraccia un fucile e inizia a sparare.

Sarebbe possibile un governo di larghe intese?

Tutto è possibile, bisogna vedere le elezioni. Emma Bonino non smette di dire che sono delle domande che pare tolgano il dovuto rispetto agli elettori. Non sappiamo cosa uscirà dalle urne, se iniziamo a parlare di governo di larghe intese è come dire che tutti i giochi sono già fatti. Cosa serve votare se tanto qualcuno nelle stanze del Palazzo ha già deciso per il governo di larghe intese? Io dico che la lista +Europa con Emma Bonino deve sfondare il muro del 3%, deve portare un importante gruppo di parlamentari europeisti, federalisti, liberali in Parlamento e deve fare in modo che la coalizione europeista sia ampia e forte. Noi vogliamo un governo europeo, un governo che con forza dica di restare nellEuro e di procedere nella strada dell’integrazione. Con chi sarà? Lo decideranno gli elettori.

Lei è candidata anche alle regionali. Com’è stata la campagna politica di +Europa dal punto di vista lombardo? Ha trovato consenso?

Io sento molto consenso intorno, sento un clima di sfiducia in questa destra ecclesiale, leghista, xenofoba che ci sta governando malamente da decenni. Sento un grande desiderio di cambiamento, sono orgogliosa di fare parte della coalizione che sostiene la candidatura di Gori. Ssono profondamente convinta che in vista anche delle elezioni regionali il voto a +Europa sia un voto importante. +Europa porta con sé una cultura dei diritti civili della legalità. Dico unultima cosa ai lettori e alle lettrici: la lista si propone, fra i punti del suo programma, di rendere effettivamente accessibile laborto in Lombardia. Troppi sono i consultori che sono ormai in mano soltanto ai medici obiettori. È importantissimo che le giovani donne o le donne che comunque desiderano abortire abbiano la possibilità di farlo.

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