Cristina De Paola, la fotografia e i paesaggi umani

Alice De Matteo

Cristina De Paola, classe 1995, è una giovane fotografa emergente. Salentina di nascita ma ormai milanese per adozione, ha concluso gli studi di Nuove Tecnologie dell’Arte presso Brera. Le tecniche artistiche usate da Cristina sono molteplici ma i progetti da lei pubblicati riguardano prevalentemente la fotografia. Se i primi scatti sono stati realizzati inizialmente per diletto, Cristina ha poi maturato la consapevolezza che la fotografia fosse il mezzo adatto per esprimere le proprie idee e la propria visione del mondo.

I soggetti dei suoi lavori sono tutto ciò che attira la sua attenzione, dalle persone ai luoghi. Negli ultimi due anni ha applicato agli scatti i suoi studi antropologici e sociologici, incentrati sull’individuo nel contesto urbano, con il quale può intrecciare un rapporto di estraneità o integrazione completa.

L’uomo in città è diventato così il soggetto privilegiato per indagare questo rapporto di influenza reciproca tra spazi e presenza umana.

Le città (ma non solo) dove l’individuo decide di vivere sono lo specchio del suo essere: questo è il tema del su0 libro fotografico Human/Landscapes, prossimamente in pubblicazione. Questo progetto andrà a seguire i precedenti che sono stati esposti nel 2016 presso la Ubik Gallery di Rotterdam e presso il Lume di Milano e la mostra dell’agosto 2017 ospitata nello spazio della Prima Gallery di Lecce.

Cristina utilizza una macchina Hasselblad di medio formato (modello 501 cm) e una Canon AE-1 (35mm). La tecnica preferita è la fotografia analogica. La scelta dell’analogico deriva dalla consapevolezza che oggi viviamo una sovrapproduzione di immagini dovute all’iper-utilizzo di alcuni social-network e degli smartphone. Lavorare tramite l’analogico significa impegnarsi in una direzione fotografica ben precisa in cui volontà espressiva e scatti devono seguire la stessa direttiva. Inoltre, la pratica dell’analogico prevede lo studio in camera oscura, in particolare per le fotografie in bianco nero. Proprio questi due colori avevano caratterizzato i primi lavori di Cristina, ma negli ultimi (che verranno pubblicati dal 19 Marzo) è invece più spesso presente il colore, ritenuto fondamentale per comprendere ora l’intento dell’artista.

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