Leggere attraverso il tatto

Michela Contino

Vi è mai capitato di pensare a come un non vedente possa approcciarsi alla lettura?
La risposta che ci viene immediata è quella dell’utilizzo del vocalizzatore, per intenderci il funzionamento di Siri su iPhone, il “Leggi ad alta voce” di Word o l’Audible di Amazon, per cui un metodo che trasforma la parola scritta in parola orale. Tuttavia, questi mezzi presentano un grosso problema: la mancanza di espressività nella lettura e il fatto che molte parole straniere o che presentano un’accentazione particolare non sono riconosciute dal sistema. Inoltre, risultano scomodi da utilizzare in luoghi rumorosi, cosa che li rende quasi impossibili da usare in quei piccoli spazi di tempo libero che tutti noi ci ritagliamo nell’arco della giornata per poterci immergere nel mondo letterario.

Per riuscire a dare una maggiore immedesimazione al lettore non vedente è stato inventato lo Schermo o Display Braille.

Si tratta di una sorta di piccola tastiera, da circa 40 o 80 tasti, ognuno dei quali è composto al suo interno da otto piccoli pallini che sono azionati tramite piezoelettricità, cioè tramite un impulso elettrico. Questo viene mandato al pallino che si deve alzare per creare la lettera desiderata, che viene poi “letta” tramite le dita. Ovviamente se la nostra riga di testo risulta più lunga di 80 o 40 caratteri a seconda del modello di Display, essa viene divisa in più righe e il movimento tra di esse avviene con due semplici tasti posti a lato dei tasti, i classici freccia su e freccia giù presenti anche nelle tastiere, il cui funzionamento è esattamente come quello dell’a capo della macchina da scrivere.

I libri possono essere “letti” dalla tastiera in due modi: tramite una connessione Bluetooth, tra l’apparecchio di lettura digitale e la tastiera Braille, oppure tramite l’inserimento di una scheda SD contenente il testo direttamente nella tastiera.
Una volta caricato il testo, il lettore è completamente indipendente e libero di leggere  in qualunque posto e momento.

Attraverso lo Schermo Braille, per leggere basta far scorrere le dita sulla tastiera, esattamente come farebbe un pianista mentre suona il proprio strumento.

I testi leggibili con questa tecnologia sono sempre più numerosi, anche grazie al fatto che i programmi come Word, in particolare il formato PDF, contengono già l’automatizzazione del passaggio e la creazione di questi metadati che poi verranno letti dalla tastiera.
In sostanza è stupefacente quanto la tecnologia possa aiutare e semplificare la vita di coloro che hanno delle diversità nel modo di approcciarsi alla lettura, senza compromettere l’effetto della lettura sul lettore.
Chi fosse interessato ai prossimi eventi di Reading al Buio può consultare il sito della Fondazione Lia È un’occasione per rimanere affascinati da questo modo diverso di leggere, che riesce comunque a emozionare ed entrare nel cuore e nella mente degli ascoltatori.

Piccolo Dizionario
Apparecchio di lettura digitale: con questo termine si indica qualunque mezzo in grado di leggere e visualizzare un testo digitale, come ad esempio il Kindle, Kobo, altri E-Reader ma anche i telefoni che supportano il formato pdf o le app di Amazon Kindle e Kobo.

Fondazione Lia: nata nel gennaio 2011 come progetto, è una fondazione che promuove il libro e la lettura in tutte le sue forme tradizionali e digitali.

Reading al buio: incontri tra scrittori famosi e lettori non vedenti o ipovedenti che leggono alternativamente lo stesso e-book.

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