Magaluf: il caos beve pesante

Per gli amanti delle serie TV made in Italy, il 2017 è stato sicuramente l’anno della terza stagione di Gomorra e, in particolare, dalla prima di Suburra, tratta dall’omonimo film di Stefano Sollima, a sua volta derivante dall’omonimo romanzo di Carlo Bonini e Giancarlo De Cataldo.
La serie, il film ed il libro devono tutti il loro nome al tanto famoso quanto controverso quartiere di Roma, situato sulle pendici del Quirinale e del Viminale, tristemente famoso per essere stato, in epoca romana, teatro di immoralità, vizi e condotte dissolute.
Fatichiamo a ipotizzare che possa esistere nel vecchio continente un posto in cui queste nefandezze vengano, seppur in misura decisamente minore, replicate, ma è così.
Esiste infatti un piccolo paese dell’isola di Maiorca, situato sulla costa sud-ovest della stessa, che durante le vacanze estive si trasforma, inscenando non poche differenze con gli usi e i costumi della Roma di 2000 anni fa: Magaluf.
Ogni estate, migliaia di ragazzi provenienti da tutta Europa, specialmente dal Regno Unito e dalla Germania, si riversano in questa località da poco più di 4000 anime, prendendo d’assalto hotel, Bed and Breakfast, ville e appartamenti affittati dai locali per l’occasione.
Il magnete acchiappa turisti? Sicuramente il costo della vita estremamente basso, soprattutto per quanto riguarda la spesa di alcolici o gli ingressi nei locali, che fa sì che chiunque possa assicurarsi una vacanza all’insegna del divertimento più sfrenato, senza necessariamente fare i conti con le proprie finanze una volta tornati nella madrepatria.
Per qualcuno, però, il divertimento finisce quando inizia quello di un altro.

Magaluf è spesso protagonista della cronaca di tutto il mondo per avvenimenti parecchio sconcertanti, che non si fermano alle semplici scazzottate da saloon da parte di giovani teutonici o sudditi di Sua Maestà.

Curiosando, troviamo notizie di stupri, rapine e qualsivoglia atto di vandalismo.  Come se non bastasse, la moda targata summer 2017 consisteva nel tatuarsi la frase “I stole Maddie McCann”, la bimba scomparsa in Portogallo il 3 maggio 2007 e mai stata ritrovata.
Risale al 3 agosto 2017 un’invettiva contro questo genere di turisti, formulata dal sindaco di Maiorca, Antoni Noguera, che affermò, come riportato da Il Fatto Quotidiano:

Sono una minoranza che non vogliamo. È il turismo dell’ubriachezza. Arrivano sull’isola per la promessa alcolica, quasi tutta concentrata a 200 o 300 metri da Playa de Palma.

Nel periodo comprendente i mesi estivi, la stampa europea si scatena, sfornando articoli su articoli farciti di notizie di cronaca sempre fresca, sottolineando perennemente il degrado presente in quella zona delle Baleari, domandandosi come abbia intenzione di agire il governo spagnolo per arginare questo fenomeno del “turismo spazzatura”.
Sempre nell’articolo de Il Fatto Quotidiano del 3 agosto 2017, il primo cittadino maiorchino propone azioni per contrastare il problema: “Abbiamo chiesto ai locali di riorientare il loro business. Il prossimo anno ci saranno nuove regole, metteremo fine a questo turismo”.
Quindi, i locali rivedranno le loro politiche circa il dispensare alcol a cascata per pochi spiccioli, mentre sul lato della sicurezza, a partire dall’estate 2015, sono stati schierati i “bobbies”, ossia gruppi di vigili inglesi, per preservare le strade di Magaluf venendo anche incontro ai bisogni dei turisti inglesi.
Il rigore e la severità dell’operato del sindaco si sono già visti in parte, con uno sporadico aumento pecuniario delle sanzioni.
È di pochissimi giorni fa un articolo del sito Dailystar: un ragazzo inglese, reo di stare bevendo alcolici passeggiando per le strade del paese, è stato sanzionato con una multa di ben 529 sterline, quasi 6 volte maggiore rispetto alle sanzioni precedenti (che prevedevano solo 100 sterline di multa).

La popolazione maiorchina ripone le sue speranze nell’operato del sindaco, sperando che le nuove direttive diano un calcio, o almeno riescano a limitare, questo tornado nord-europeo senza controllo.

Tornado che, in caso di riuscita dei piani di Noguera, si sposterà verso altre perle del turismo estivo mediterraneo, che cominciano già a tremare in vista dell’eventuale impatto.

Matteo Lo Presti
Calciofilo e meme lord, il tutto innaffiato da Poretti 9 luppoli. Amo i tatuaggi, la filosofia morale, la Liguria e scrivere. Sogno l'autarchia e l'atarassia.

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