Avengers: Infinity War — recensione di un viaggio attraverso i mondi

Valentina Testa

La diciannovesima pellicola dell’universo MCU, diretta dai fratelli Russo, ha debuttato nelle sale italiane il 25 aprile, due giorni in anticipo rispetto agli States.
Circondato dal mistero e dal silenzio assoluto, preceduto dall’hashtag #ThanosDemandsYourSilence, messi a tacere i cavalieri dell’Apocalisse Mark Ruffalo, Tom Holland e Sebastian Stan, il film ha sollevato un’infinità di teorie speculative su quale potesse essere il suo reale contenuto (gli stessi attori, alla prima, tenutasi il 23 aprile a Los Angeles, non avevano idea di cosa effettivamente avrebbero visto in sala). Con queste, sono proliferati i totomorti, che davano quotati come già nella tomba tutti i personaggi che sono poi – chi più, chi meno – rimasti in vita.
La sala stracolma ha assistito al kolossal più atteso dell’anno, anticipato da 10 anni di film collegati l’uno con l’altro, che portano, inesorabilmente, allo scontro finale tra gli Avengers, anche se non come gruppo unito, affiancati, tra l’altro, dai Guardiani, e Thanos. L’enorme titano viola vuole spazzare via metà dell’universo, per creare un “bilanciamento”. Il suo nome, chiaramente ripreso dal greco thanatos, evoca un destino di morte incombente su tutto il cosmo – nonché sugli eroi che conosciamo.
In due ore e quarantotto minuti, lo spettatore assiste a una lotta continua, che vede Thanos, fermo sul suo percorso alla ricerca delle Gemme dell’Infinito, contro gli amati protagonisti delle vicende p—assate, in un visionario crossover che porta a un roallercoaster di emozioni.

I personaggi sono schierati su scenari diversi, che vanno da New York al Wakanda, dalla Terra a Ovunque, fino persino a Titano, il pianeta di Thanos.

Tra morti preannunciate e scampate e momenti tragicomici – elemento ormai caratterizzante dell’universo Marvel, soprattutto dopo lo straordinario successo de I Guardiani della Galassia – che servono a distruggere la Spannung del secondo precedente, Avengers: Infinity War è un viaggio attraverso i mondi nel tentativo, disperato, di sconfiggere Thanos.

Il film rappresenta il punto di climax ascendente di un’intera saga cinematografica, sorprende e lascia senza fiato fino all’ultimo secondo – anzi, persino durante e dopo i titoli di coda, con la classica scena post-credit, marchio Marvel.

Con un finale a dir poco spiazzante, Infinity War è destinato a lasciare i fan in un limbo fino al 3 maggio 2019, data in cui uscirà Avengers 4, il sequel ancora senza nome.