Le serie tv sono il “nuovo cinema”?

Avete presente quel luogo comune per cui  le serie tv sono diventate il “nuovo cinema”?
Ciò che conferma questa affermazione è  il fatto che attori di successo hanno ormai, da qualche anno, preso a far parte di cast, diventati letteralmente “stellari”, di serie tv altrettanto di successo.
Un esempio è quello di Anthony Hopkins, attore e regista gallese, premio Oscar per la sua interpretazione ne Il silenzio degli innocenti (1991), che ha preso parte alla prima stagione della acclamata serie di successo di HBO Westworld — Dove tutto è concesso (2016), di cui è in onda in questi giorni in lingua originale su Sky Atlantic (canale 110) la seconda stagione. Matthew McConaughey, premio Oscar per Dallas Buyers Club (2013), è stato, invece, il protagonista insieme a Woody Harrelson della spettacolare prima stagione della serie tv, sempre prodotta da HBO, True Detective (2014).

Oltre agli attori di successo, hanno cominciato a cavalcare l’onda del successo delle serie tv anche registi affermati: da Paolo Sorrentino con The Young Pope (2016), in cui inoltre hanno recitato magistralmente attori del calibro di Jude Law e Diane Keaton, a Woody Allen che ha diretto nel 2016 una mini-serie, prodotta da Amazon, Crisis in Six Scenes.
Non dimentichiamoci di David Lynch che nel mondo seriale è conosciuto già dagli anni ’90 per la nota serie tv I segreti di Twin Peaks, di cui è andata in onda proprio lo scorso anno una terza stagione, o di un altro David, il Fincher regista di Fight Club (1999) e Zodiac (2007) — per citarne solo due — , che ha diretto Mindhunter, serie di successo di Netflix dell’ultimo anno.
E si potrebbe andare avanti ancora per molto a citare tutti gli attori e i registi già affermati che hanno preso parte negli ultimi anni a, nella maggior parte dei casi, fortunate serie tv.

Di fatti, eravamo stati abituati al processo contrario, per cui un discreto attore di una discretamente nota serie tv finiva sul grande schermo: per citarne un paio, si pensi a Katie Holmes, che abbiamo visto nei panni di Rachel Dawes in Batman Begins (2005), primo film della fortunata trilogia di successo di Christopher Nolan sul personaggio di Batman, o a Michelle Williams, che invece è arrivata a ricevere ben quattro candidature agli Oscar per quattro film differenti: entrambe sono approdate sul grande schermo dalla serie tv Dawson’s Creek (1998-2003); un po’ meno nota forse è Shailene Woodley che, dalla imbarazzante — per utilizzare un eufemismo — serie tv La vita segreta di una teenager americana (2008-2013), è approdata sul grande schermo fino a sfiorare la vittoria di un Golden Globe come miglior attrice non protagonista nel film Paradiso Amaro (2011), diretto da Alexander Payne, in cui ha recitato al fianco di George Clooney, anche quest’ultimo approdato al grande schermo dopo l’esperienza televisiva di E.R. Medici in prima linea (1994-2009).

Sembrerebbe essere una novità questo nuovo processo inverso che vede, come si è detto, un attore o regista di successo passare dal grande al piccolo schermo, non perdendo di prestigio.

Al contrario e a ragione, si potrebbe affermare che questo nuovo fenomeno non abbia fatto altro che costituire un vantaggio per entrambe la parti: i registi e attori già di successo acquisiscono ulteriore notorietà presso un differente pubblico — quello televisivo, ma anche quello del web — , e la serie tv acquista prestigio e nuovi spettatori proprio grazie alla partecipazione di questi attori e registi affermati.

Tanto per rincarare la dose, ricordiamo che proprio in queste settimane sta andando in onda su Sky Atlantic una nuova serie tv, Trust, diretta niente meno che da Danny Boyle, regista che conosciamo bene per quel capolavoro che è Trainspotting (1996). La serie, ambientata tra l’Inghilterra e la nostra Italia, narra le vicende legate al rapimento di John Paul Getty III, nipote del miliardario petroliere John Paul Getty, e vede la partecipazione di alcuni giovani attori italiani, tra i quali spicca l’interpretazione del più noto Luca Marinelli e di un meno noto, ma altrettanto valido attore, Andrea Arcangeli, che abbiamo visto come protagonista nel film The Startup – Accendi il tuo futuro (2017), diretto da Alessandro D’Alatri.

Non sarebbe, a questo punto, un azzardo affermare che il luogo comune “le serie tv sono il nuovo cinema” non sia più tanto un luogo comune, quanto la descrizione di questo nuovo “genere cinematografico-seriale”, di cui stiamo lentamente prendendo coscienza e che sta — non così lentamente — prendendo piede, in Italia e nel mondo.

Francesca Rubini
Vado in crisi quando mi si chiede di scrivere una bio, in particolare la mia, perché ho una lista infinita di cose che mi piacciono e una lista infinita di cose che odio. Basti sapere che mi piace scrivere attingendo da entrambe.