Recup: solidali contro lo spreco alimentare

Il mercato è un evento di condivisione e convivialità.
All’iniziale turba di colori e di movimenti, con commercianti che urlano e trattano sul prezzo, segue lo spopolamento. I furgoni sono spostati qui e lì, dai banchi di frutta e verdura, ormai poco colorati, qualche ortaggio rotola per terra insieme ad altri resti.
Se si aspetta ancora un po’, oltre ai venditori ambulanti che ripongono tutto sui loro carretti, è possibile vedere qualche indigente che fruga nella spazzatura in cerca di cibo.

È a questo punto che interviene Recup, un’associazione creata con lo scopo di combattere lo spreco alimentare e l’esclusione sociale nei mercati rionali.
Nata nel 2014 da un’idea di Rebecca Zaccarini, Recup è ormai attiva in molti mercati di Milano.
Tornata da Lille, dove ha avuto modo di entrare a contatto con progetti sociali e solidali ruotanti attorno al mercato di Wazemmes, Rebecca ha pensato di intervenire sullo spreco alimentare cominciando dal mercato di viale Papiniano.

«Ho iniziato a farlo a Papiniano: lì c’erano soprattutto anziani, italiani, che a fine mercato rovistavano nella pattumiera. Non mi sembrava molto dignitoso.»

Il meccanismo di intervento è molto semplice. Alla fine del mercato ci si reca dai commercianti chiedendo se è avanzato qualcosa dai loro banchi. Si raggruppa quanto si è recuperato all’interno di un punto del mercato e qui si inizia un lavoro di divisione degli alimenti: il cibo non in buone condizioni viene scartato, quello commestibile viene ridistribuito.

I beneficiari sono gli stessi esecutori del lavoro: in questo modo si crea un concetto di collaborazione e comunità tra persone diverse, un contatto interculturale e intergenerazionale che prima mancava.

Il cibo che alla fine della divisione e della distribuzione non viene consegnato a nessuno, talvolta, viene recuperato dai responsabili del Social Market di via Ovada, che ridistribuisce il cibo a persone segnalate da enti assistenziali riconosciuti.
Partecipando a una giornata di Recup al mercato di via Curiel il venerdì pomeriggio, visitando i vari venditori ambulanti, con l’entusiasmo di Elena, Roberto — uno dei responsabili del Social Market — e  Carla, un’anziana signora che ci ha aiutati a dividere e scartare frutta e verdura, si può vedere quanto Recup abbia raggiunto il suo vero scopo: creare una comunità interculturale e intergenerazionale che collabori all’insegna dell’integrazione e dello scambio.

Dal 2014 a oggi, l’associazione ha avuto modo di espandersi. Oltre ai progetti nei mercati, Recup sta approdando nelle scuole con dei laboratori che hanno lo scopo di sensibilizzare i più piccoli sul tema dello spreco e del riciclo. Uno di questi consiste nel far colorare i bambini con acquerelli e gessetti fatti da scarti e frutta e verdura.
Se volete saperne di più su Recup nel 2015 è stato girato un documentario.

Maria Marcellino
Ho gli occhi leggermente all’infuori. Ragion per cui molti si domandano se ho problemi alla tiroide o se faccio uso di sostanze stupefacenti. Ci tengo a smentire entrambe le ipotesi.