In Cina nasce la corsia riservata ai dipendenti da smartphone

Nell’era dove tutto è tecnologico e ogni avvenimento arriva in tempo reale sugli smartphone e dispositivi simili in genere, ormai non si ha più tempo di fare altro, nemmeno di camminare mantenendo la testa alzata per osservare il mondo e quello che ci circonda.

Gli “smombie”, (Smartphone + Zombie) neologismo nato ad indicare tutti quelli che si aggirano con gli occhi fissi sugli schermi, sono sempre di più e pare che il numero di chi preferisce il mondo virtuale da quello reale stia diventando sempre più numeroso.

Per ovviare al problema e risolvere definitivamente questa “perdita di tempo” la città cinese di Xian, ha realizzato una corsia appositamente studiata per chi vuole controllare in santa pace il suo smartphone. La strada, che parte appena fuori da un centro commerciale, è lunga parecchie centinaia di metri e larga appena un metro e, per essere distinguibile dalle altre comuni vie, sono presenti delle riproduzioni degli apparecchi telefonici e una scritta esplicativa.

L’intento è quello di creare uno spazio percorribile totalmente sicuro, al fine di evitare quegli spiacevoli eventi che nell’ultimo decennio si sono venuti a creare, per non parlare del numero di incidenti nati per disattenzione dei pedoni che ormai è in costante aumento, dato che il proliferare di “smombie” è ormai inarrestabile.

Questa scelta ha scatenato non poche discussioni: alcuni trovano che possa garantire maggiore sicurezza, altri ancora pensano che favorisca una condotta pericolosa e rischiosa dato che porta chi percorre quella strada a non guardare mai percorso e gli ipotetici rischi.
Anche da noi questi zombie di ultima generazione si aggirano per le strade e perdendosi spesso l’occasione di ammirare una bellezza senza pari. Non è infatti così raro vedere dei turisti che guardano un monumento attraverso lo schermo, tramite video o foto, invece che ammirarlo direttamente; per non parlare dei momenti al ristorante o in luoghi di ritrovo dove persone sedute allo stesso tavolo non si guardano nemmeno in faccia, perché presi a scrivere e controllare i social.
Forse se ci connettessimo di più con il mondo è meno con i social non solo non avremmo bisogno di nuove infrastrutture ma ci renderemmo anche conto di quanta bellezza senza pari abbiamo intorno che non ha bisogno di likes per capire che è la fine del mondo.

Francesca Ferrari
Sono una letterata combattiva come una tigre, ruggisco ma faccio anche le fusa. Non importa come cado, l'importante è rialzarmi e nel mentre guardo il mondo e ne faccio articoli.

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