Illustration: Shaye Anderson

Number stations: un perfetto spionaggio

Fase uno: una canzone oppure un motivetto musicale. Fase due: un messaggio audio apparentemente insignificante. Fase tre: la stessa canzone o motivetto musicale, ad accompagnare la chiusura della sequenza. Queste le poche, ma essenziali fasi, con cui viene trasmesso un messaggio da parte delle Number Stations.

Le Number Stations sono stazioni radio, di origine sconosciuta, impiegate per la trasmissione di messaggi criptati, rivolti alle spie su suolo nemico. 

A seconda della caratterizzazione dei messaggi, si possono distinguere tre diverse tipologie di stazioni: stazioni che trasmettono in codice Morse, stazioni che trasmettono rumore (Noise Stations)stazioni in fonia, dove vengono pronunciati numeri. Queste ultime sono le più comuni, perché è praticamente impossibile per un radioamatore normale tradurre le sequenze di numeri. L’oggetto utilizzato per decodificare le sequenze di numeri, infatti, è il cifrario di Vernam, un sistema di crittografia definito “il cifrario perfetto”: ad una o più sequenze di numeri vengono associate delle lettere. La particolarità di questo cifrario è che non è mai uguale: per ogni comunicazione radio, il cifrario cambia le regole di associazione. Si ottengono quindi coppie di numeri che un giorno significano una lettera, e in futuro un’altra diversa. Le spie sapevano in anticipo quale cifrario utilizzare secondo ogni comunicazione radio.

L’origine di queste stazioni sarebbe riconducibile già a partire dalla prima guerra mondiale. Ma il loro picco d’utilizzo è avvenuto durante la guerra fredda.

Ma cosa permette alle Number Stations questo primato?

L’incredibile utilità, in ambito spionistico, di queste stazioni radio è da ricercarsi nella modalità di trasmissione dei messaggi, eseguita tramite lo sfruttamento delle onde corte. Le onde corte sono onde elettromagnetiche ad altissima frequenza (variano tra i 3 e 30 MHz), che stanziano notevolmente le affini onde medie (tra i 300 kHz e 3 MHz) e le onde lunghe (tra i 148,5 e 283,5 kHz). Questa peculiarità consente alle onde corte di poter percorrere distanze estesissime. Grazie alla rifrazione, che avviene nello strato più alto della ionosfera, utilizzando la composizione chimica di essa come uno “specchio”, è possibile l’invio di messaggi audio senza l’ausilio di satelliti artificiali o amplificatori di segnale, rendendo il suddetto non rintracciabile. 

Una peculiarità importantissima, nonché impossibile da ottenere sia tramite le onde lunghe, sia tramite le onde medie. Le prime, a causa della loro bassa frequenza, vengono diradiate in linea retta, seguendo la curvatura della Terra, e non agendo ad alta quota, sono inevitabilmente rintracciabiliLe seconde, nonostante vengano rifratte anch’esse dalla ionosfera, non possiedono una potenza sufficientemente alta per poter percorrere lunghe distanze, necessitando obbligatoriamente di amplificatori di segnale.

Riguardo la reale esistenza delle number stations, serpeggia ancora scetticismo da parte di alcuni. Nessun governo, infatti, ha mai ammesso l’esistenza (o di essere a conoscenza) di queste stazioni radio, come non si sono mai fisicamente scoperte le localizzazioni delle emittenti.

Il sito Motherboard, nel 2015, ha rilasciato un articolo riguardo la presenza di una Number Station cubana ancora in onda, nonostante il raffreddamento delle tensioni tra Stati Uniti e l’Isola. 

Immagine di copertina: illustazione di Shaye Anderson.

Matteo Lo Presti
Calciofilo e meme lord, il tutto innaffiato da Poretti 9 luppoli. Amo i tatuaggi, la filosofia morale, la Liguria e scrivere. Sogno l'autarchia e l'atarassia.