Il successo di Casapound riflette l’assenza dello Stato

Roma, colle Oppio. In un locale dai tendoni neri, su un muro c’è il simbolo di una tartaruga con sopra una piccola insegna che recita la scritta “Casapound”. Le insegne sono evidenti, bianco su sfondo nero. Benvenuti al Cutty Sark.
Gli interni sono tappezzati di frasi, fotografie e manifesti di un’Italia antica, un’Italia passata alla storia, ma che qui sembra rinascere. Entrando ci s’imbatte in gruppi di persone, per lo più giovani. Si fanno chiamare “i fascisti del nuovo millennio.” Si autodefiniscono “militanti” della loro causa, che da qualche anno prende il nome di Casapound. Il Cutty Sark è un locale che viene portato avanti dal cuore pulsante che batte per i vecchi valori del fascismo. Qui i ragazzi lavorano gratis per “sacrificare” consapevolmente alla loro causa parte del loro tempo libero.

È una realtà di estrema destra, diversa da quella più formale e partitica di Forza Nuova. È un progetto che viene definito alternativo e che riprende, in parte, il modello dei centri sociali della vecchia sinistra.

Ed è, tra le altre cose, un fenomeno che sta prendendo sempre più piede all’interno delle scuole mediante il “Blocco studentesco” e che, allo stesso tempo, incontra il pieno appoggio della gente che vive le dure realtà quotidiane delle borgate romane.
A detta di Piero Ignazi, accademico e politologo nonché professore all’università di Bologna:

La realtà di Casapound è una realtà del tutto nuova e diversa dalle precedenti.

Il progetto nasce alla fine degli anni Novanta ma prende piede solo agli inizi degli anni duemila. Il Cutty Sark funge da polo d’irradiazione per una destra fortemente alternativa, che si riunisce nei centri sociali dove poter fare musica, sport, arte e teatro, ma anche nelle librerie dove apprendere la cultura della militanza fascista, ma anche dare un ampio sguardo al diverso panorama letterario e culturale, attraverso la lettura delle opere di scrittori e pensatori del calibro di Nietzsche, Tolkien, Pirandello, Corto Maltese, gli immancabili Mussolini e Marinetti, ma anche l’inaspettato Che-Guevara, ritenuto un esempio di lotta per le sue idee e per il proprio paese. Inoltre, Casapound organizza eventi e serate alle quali chiunque può accedere e nelle quali si affrontano diverse tematiche contemporanee. Da qualche anno hanno fatto partire anche una radio locale, radio Bandiera Nera, attiva ventiquattro ore su ventiquattro. Gianluca Iannone, considerato fondatore e leader naturale del partito, è il cantate degli Zeta Zero Alfa, uno dei gruppi musicali simbolo della destra non conforme. A consacrare il potere di questo gruppo è, senza dubbio, la “Cinghiamattanza”. Una canzone divenuta rito ufficiale, nonché prova di forza e virilità tra i giovani militanti di Casapound.
La militanza in Italia, sostiene il professor Ignazi, è un po’ diversa rispetto a quella di gruppi simili in Europa. Infatti, mentre negli altri paesi la maggioranza dei militanti è costituita da disoccupati e persone con scarsa istruzione, che appartengono a strati sottoprivilegiati, in Italia sono, per la maggior parte, studenti.
Al giorno d’oggi, Ostia è il comune più vicino a Casapound. Nel novembre 2017 vi sono state le elezioni del comune di Ostia. Il partito neofascista ha ottenuto oltre il 9% dei voti raggiungendo un traguardo inaspettato; entrare a far parte del comune e avere dei candidati a Roma. In alcuni quartieri, ribadisce Luca Marsella, candidato presidente ad Ostia per Casapound, il partito neofascista è riuscito ad ottenere addirittura il 20% dei voti.

Si sta delineando sempre di più una realtà diversa dal passato: Casapound è ormai un partito a tutti gli effetti e si sta sempre più diffondendo in svariate città e comuni italiani.

Se infatti nel 2013 Casapound aveva ottenuto 43 mila voti, nel 2017 ne ha ottenuti oltre 300 mila raggiungendo quasi l’1% del totale degli italiani. Il vero segreto di Casapound è stato ed è ancora la complicità e l’aiuto che dà alle persone indigenti dei vari comuni, in particolare di Ostia. Viveri di prima necessità vengono donati alle famiglie, esclusivamente italiane, che non riescono a sbarcare il lunario. Inoltre Casapound ha portato spesso aiuto ai terremotati del centro Italia con cooperative sotto diverso nome, come ad esempio “La salamandra”.
Tuttavia, come si può arrivare a votare un partito neofascista le cui idee si rispecchiano precisamente con quelle del ventennio? Com’è possibile esprimersi a favore di un movimento che mette in atto, spesso e volentieri, azioni intimidatorie nei confronti di coloro che la pensano diversamente? La risposta che si percepisce ascoltando le interviste alle persone è la mancanza dello Stato. Lo Stato manchevole nei riguardi delle persone più bisognose, che spesso vivono in periferie degradate. Lo Stato che fa promesse e non le mantiene e che è, quindi, uno Stato bugiardo. Spesso si sente dire che il fascismo è morto e settant’anni fa. La situazione attuale fa pensare che il fascismo sia tutt’altro che sepolto. Quello dell’esplosione degli estremismi di destra è un problema molto grande che bisognerebbe affrontare cercando di trovare una soluzione al più presto. Altrimenti potremmo essere costretti a dar ragione, un giorno non tanto lontano, al filosofo Edmund Burke, che disse: “Affinché il male trionfi, serve che i buoni non facciano nulla.”

Mattia Alfano

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