A Castiglioni, la Triennale omaggia il grande portavoce del design italiano

Arianna Preite

In occasione del centenario della nascita di Achille Castiglioni la Triennale di Milano mette in scena un’imponente mostra monografica, un viaggio trasversale attraverso l’opera del grande artista che ne ripercorre le innumerevoli tappe esplorando design, architettura e progetti di allestimenti. La mostra è visitabile dal 6 ottobre 2018 al 20 gennaio 2019. A curare il percorso Patricia Urquiola, designer spagnola che con Castiglioni mosse proprio i suoi primi passi al Politecnico di Milano.

La voce dell’artista guida tutto il percorso espositivo, rendendo la mostra un’esperienza fortemente dialogica, ricca di materiali multimediali costituiti da lezioni e conferenze in cui il designer spiega il funzionamento e le idee alla base dei suoi progetti più geniali. Straordinaria è, ancora oggi, l’estrema modernità e il forte spirito avanguardistico della sua opera, che servendosi di dispositivi creativi come il ready-made dadaista cerca di dare vita ad oggetti che uniscano funzionalità ed esigenze estetiche, ponendo l’accento su ogni elemento della vita quotidiana.

Ciò che stupisce nei video trasmessi durante il percorso, ma rintracciabile soprattutto all’interno di opere e progetti è la costante capacità di divertire e divertirsi attraverso il design, mantenendo sempre vivo uno spirito fortemente ironico e giocoso. Un esempio emblematico di questa giocosità lo sgabello “Sella”, ideato nel dopoguerra e costituito dalla seduta di una bici da corsa collegata attraverso un’asta in acciaio ad una semisfera alla base, che consente di sedersi “restando sempre in piedi”. Lo sgabello fu pensato infatti per consentire un supporto “dondolante” durante le telefonate, quando negli anni ‘50 i telefoni erano a parete.

 

“È possibile una vita senza luce? Che una luce dia vita? Con una luce modificare lo spazio?”

Castiglioni investe l’elemento luminoso di un’importanza e di un ruolo nuovo, rendendolo un supporto essenziale all’architettura e all’organizzazione della spazialità. L’illuminazione viene ridisegnata in un’estetica singolare e acquisisce una dinamicità senza precedenti, consentendo al punto luce di svincolarsi dalla sua posizione convenzionale.
La mostra contiene una sorpresa, racchiusa in una sala che rende omaggio alla grande passione di Castiglioni per questo tema, e che ne celebra il centenario con un’installazione proprio legata al numero cento e permeata da un’atmosfera molto emozionante, in cui ancora una volta fa da guida l’entusiasmo nella voce dell’artista che riecheggia all’interno dello spazio.