La regina delle farfalle e la politica di conservazione -Vulcano Statale

La regina delle farfalle e la politica di conservazione

Immagini di Arkive.org

Con un’apertura alare che supera i 28 cm Ornithoptera alexanderae è la farfalla più grande del mondo. La farfalla viene chiamata comunemente farfalla ali d’uccello della regina Alessandra, in onore della regina di Danimarca, Alessandra, moglie del re Edoardo VII di Inghilterra. Ad attribuirglielo fu, nel 1907, il banchiere e zoologo Lionel Walter Rothschild che finanziò la spedizione del collezionista Albert Stewart Meek per raccogliere campioni in Papua Nuova Guinea. Alcuni giornali riportarono che la farfalla volava così in alto che i membri della spedizione dovettero spararla con i fucili per poterla catturare. 

Vivacemente colorata, questa farfalla mostra un marcato dimorfismo sessuale. Infatti, maschi e femmine sono morfologicamente ben distinguibili tra loro. I maschi, più piccoli ma più vistosi, hanno ali nere coperte da striature iridescenti tra il blu e il verde e macchie gialle. Le femmine, più larghe, sono spesso meno colorate, con ali nere a striature marroni e macchie gialle sulle punte. Entrambi i sessi hanno testa e torace di colore nero mentre l’addome è di un giallo brillante. Come gli adulti, anche i bruchi di questa specie sono marcatamente colorati, di colore nero con spine rosso brillanti lungo il dorso e, nella zona centrale, due spine di colore giallo.

La regina delle farfalle e la politica di conservazione -Vulcano Statale

La farfalla più grande del mondo si trova esclusivamente in alcune aree della foresta pluviale della Papua Nuova GuineaÈ considerata una specie monofaga: si nutre esclusivamente delle foglie della specie di vite del regno floristico malese Aristolochia schlechteri, ed è legata ad essa anche per la sua riproduzione in quanto le uova vengono deposte sulla faccia ventrale delle sue foglie.

Poiché è, per molti, una delle più belle farfalle al mondo, Ornithoptera alexandrae attrae molti collezionisti, disposti a pagare migliaia di dollari per aggiungere un esemplare alle loro collezioni entomologiche.

Il governo di Papua dopo aver riconosciuto il loro declino, diede, nel 1966, protezione legale a questa specie e il commercio andò notevolmente riducendosi. Nonostante ciò, il numero di esemplari non aumentò in quanto negli anni successivi il loro habitat iniziò a diventare sempre più limitato, anche a causa dell’eruzione del vulcano di Mount Lamington nel 1951. Ad oggi però la principale causa di perdita di foresta pluviale nell’isola è da attribuire all’espansione dell’industria di palma da olio, gomma e cacao. 

La faccenda non è così banale. Sembra che, se prima i locali erano diffidenti nella vendita delle terre a scopi industriali, dopo i divieti di raccolta delle farfalle, non potendo ricavare alcun profitto redditizio dal mantenimento della foresta, accettarono di vendere terreni alle industrie. Nonostante ciò, il commercio illegale dei pochi esemplari rimasti proseguì, per cui, dopo l’inserimento della specie nell’Appendice I della Convenzione Internazionale sul Commercio di Specie Minacciate (CITES) il governo ha erogato alcuni incentivi finanziari verso le comunità locali che si occupano dell’allevamento di queste farfalle, in modo da avviare un commercio legale che possa migliorare la sopravvivenza della specie sul lungo termine. Sperando che, con la necessaria condizione del miglioramento dello stato dell’habitat, la Regina Alessandra possa tornare ad abitare nella foresta di Papua.

 

Novella Gianfranceschi
Laureanda in biologia evoluzionistica, penso mentre cammino e cammino per pensare, così evito qualsiasi tipo di dualismo mente-corpo, filosofia e scienza.