Annus horribilis: il peggio del 2018

Il 2018 volge al termine e gli ultimi giorni dell’anno sono sempre tempo di bilanci. Lo sono anche per noi di Vulcano. Ecco dunque in rapida successione quali sono stati, per noi, i fatti più controversi e le questioni più spinose degli ultimi 365 giorni, raccontati dalle firme della nostra redazione.

In copertina: “La zattera della medusa”, dipinto del 1819 del pittore francese Théodore Géricault.

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Politica ed economia

Giuseppe Conte, il premier che non c’è Michele Pinto
Quello di Giuseppe Conte è un unicum nella storia italiana: un professore di diritto senza alcuna esperienza politica catapultato in pochi giorni alla guida del Paese. Inesperto, forse impreparato, di sicuro sottoposto a pressioni fortissime da parte dei suoi due vicepremier. Dall’esterno non si può sapere se il suo ruolo sia irrimediabilmente compromesso da questi fattori; di certo in una democrazia liberale come l’Italia bisognerebbe almeno porsi il problema.

Per Italia e Germania è ora di finirla con l’opinionismo basato su stereotipi e pregiudizi Nicolò Tabarelli
Ogni volta che lo spread tra BTP e BUND cresce, i politici e le opinioni pubbliche di Italia e Germania tornano a scontrarsi. Il dibattito fondato sugli stereotipi, però, non aiuta a costruire un’Europa con più giustizia sociale.

Mondo

Il mondo arabo raccontato da Jamal Khashoggi Letizia Gianfranceschi
Cosa resta di Jamal Khashoggi, il giornalista ucciso nel consolato dell’Arabia Saudita di Istanbul? Restano le sue parole, la sua visione del Medio Oriente e del mondo arabo. Khashoggi ne aveva di cose da dire.

Kavanaugh, la Corte Suprema e il caso che sta scuotendo gli USA Elena Cirla
Il caso Kavanaugh — dal nome del giudice della Corte Suprema nominato dal Presidente Trump — ha rappresentato un nuovo esempio di quanto le molestie sulle donne siano comuni e diffuse. La drammatica testimonianza di Christine Blasey Ford è stata un esempio di coraggio. Secondo David Litt, lo speechwriter di Obama, l’intera vicenda è stato un grande errore dei Repubblicani.

Aung San Suu Kyi e la fine di un’icona pop Letizia Gianfranceschi
Capita spesso, in politica e non solo in letteratura, che la realtà non riesca a tenere il passo del mito. Il caso di Aung San Suu Kyi — l’ultima icona pop della politica internazionale, che ha deluso tutte le aspettative, non solo quelle della gente comune che l’aveva mitizzata, ma anche quelle nutrite da studiosi ed esperti — ne è un esempio.

Il lento genocidio del popolo saharawi Daniela Dincao
Sono ormai 43 anni che il popolo arabo-berbero saharawi aspetta il referendum per l’indipendenza che doveva essere organizzato già dagli spagnoli negli anni Settanta. Purtroppo è ancora lontana una soluzione politica accettabile che rispetti il diritto all’autodeterminazione del popolo saharawi.

Nel dubbio, spariamo all’uomo nero Gaia Lamperti
Il ventiduenne Stephon Clark è solo l’ultima vittima afroamericana della polizia. Secondo l’ultimo report di Mapping Police Violence, nel 2017 negli Stati Uniti sono morte 1.147 persone per mano della polizia. Tra queste, 149 erano disarmate, di cui 49 di colore, un terzo delle vittime.

La farsa delle elezioni cubane Letizia Gianfranceschi
Quattro cubani su dieci non erano a conoscenza del fatto che l’11 marzo si sono tenute le elezioni generali per la scelta dei deputati dell’Asamblea Provincial e dell’Asamblea Nacional del Poder Popular. A queste elezioni non ha partecipato l’opposizione non perché non esiste, ma semplicemente perché agli oppositori non è stato concesso di esercitare i propri diritti politici.

Le scuse maldestre di Catherine Deneuve Elena Cirla
Catherine Deneuve fa parlare ancora di sé: si sarebbe scusata con le vittime di violenze e aggressioni sessuali che si sono sentite violate, una seconda volta, dalla sua lettera firmata – insieme ad altre 100 attrici francesi – per il “diritto alla molestia”. Il problema, però, è che le sue scuse si rivolgono solamente alle donne molestate e violentate.

Italia

Il caso “Auschwitzland”: reato camuffato da ironia Michela La Grotteria
La maglietta nera con scritto “Auschwitzland” indossata a un raduno neofascista ha dimostrato come il dibattito fascismo-antifascismo stia riprendendo vigore nel nostro Paese. E non è certo un bene.

Il successo di Casapound riflette l’assenza dello Stato Mattia Alfano
Come si può arrivare a votare un partito neofascista come Casapound, le cui idee si rispecchiano precisamente con quelle del ventennio? Com’è possibile esprimersi a favore di un movimento che mette in atto, spesso e volentieri, azioni intimidatorie nei confronti di coloro che la pensano diversamente? La risposta risiede nella mancanza dello Stato.

Derive giuridiche, derive politiche, derive umanitarie Lucia De Angelis
Aquarius, la nave di 70 metri della Ong SOS Mediterranée, non ha potuto attraccare a Malta, perché l’isola ha rifiutato di occuparsi dell’accoglienza, né in Italia perché Salvini ha chiuso i porti italiani. Se l’Europa continuerà ad ignorare la crisi del Mediterraneo, l’Italia sarà sempre più ostaggio della deriva razzista di Salvini.

Culture e idee

Relazioni e solitudini: siamo ad una scomparsa della spontaneità? Matteo Lo Presti
Secondo i dati Istat del 2018, sono 3 milioni le persone che dichiarano di “non avere una rete di amici, né una rete di sostegno, né partecipano a una rete di volontari organizzati”. Quanto conta l’immagine che si trasmette agli altri? Quanto questa influisce sulle relazioni e la solitudine? Quali sono gli effetti sulla spontaneità? E qual è la soluzione?

Depressione e stigma sociale: parliamone Lucia De Angelis
In Italia si stimano 2.8 milioni di depressi di cui quasi la metà con depressione “maggiore”, un dato tutto sommato al di sotto della media europea. Di questi però solo un terzo ha ricevuto un trattamento nei servizi di dipartimenti di salute mentale. E, secondo l’OMS, entro il 2030 la depressione sarà la malattia cronica più diffusa al mondo. Se si dissipa la densa coltre di biasimo che avvolge la malattia, più persone cercheranno e riceveranno il trattamento sanitario che meritano.

Auschwitz: cosa ci rivela il più terribile volto della Shoah Greta Fossati
Un reportage dal campo di concentramento di Auschwitz-Birkeneau, dove ogni cosa accaduta è rimasta cristallizzata in ogni dettaglio.

Parliamone: abbiamo bisogno di più direttrici d’orchestra Francesca Rubini
A marzo è andata in onda su Sky Atlantic (canale 110) la quarta stagione di una fantastica serie tv dedicata al mondo della musica classica, “Mozart in the Jungle”. Proprio con questa nuova stagione emerge una interessante questione, cioè il fatto che il numero di donne alla conduzione di un’orchestra è ancora oggi molto limitato.

Ambiente

Le domande del cambiamento climatico Novella Gianfranceschi
La letteratura e l’informazione sul tema del cambiamento climatico sono molto vaste e coprono diverse aree disciplinari. La chimica alla base degli studi di Arrhenius e Keeling è stata solo il punto di partenza. Oggi qualsiasi domanda sul destino umano – da dove veniamo? Chi siamo? Dove andiamo? – non può prescindere dalla riflessione sul clima e sui suoi cambiamenti.

Migranti climatici Daniela Dincao
Un’importante causa della migrazione, quella sconcertante che fa guadagnare i primi titoli sulle testate, ma che sui giornali raramente appare, è il cambiamento climatico. Abbiamo approfondito la questione alla terza edizione del Festival dei Diritti Umani, appena conclusasi a Milano.

Tecnologia

87 milioni di profili Facebook manipolati: Zuckerberg e il caso “Cambridge Analytica” Mattia Alfano
Il caso denominato “Cambridge Analytica” è scoppiato nel weekend tra il 17 e il 18 marzo: Guardian e New York Times hanno dimostrato un uso scorretto di una immensa quantità di dati prelevati da Facebook da parte di una società di consulenza inglese, chiamata appunto Cambridge Analytica, che ha lo scopo di prelevare un’enorme quantità di dati dai vari social network e, tramite l’uso di algoritmi complessi, rielaborarli al fine di ottenere un preciso profilo psicologico dei vari utenti.

Università

Vago… e io pago! Sheila Khan
Un’inchiesta di Sinistra Universitaria – Udu Statale svela che le tasse imposte dall’Università sono fuorilegge per un totale di 35 milioni di euro.

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