Le 5 serie tv più “vulcaniche” del 2018

Il 2018 sta per concludersi e la redazione di Vulcano Statale ha preparato una classifica delle 5 serie tv più vulcaniche dell’anno!

Articolo di Valentina Testa

«Qual è la tua serie tv preferita?« è ormai la domanda che ha sostituito il classico «qual è il tuo film preferito?». Le serie televisive sono entrate di prepotenza nella vita quotidiana, soprattutto grazie alla “rivoluzione Netflix”, che ha  cambiato radicalmente il modo di consumare i contenuti seriali. La produzione è cresciuta di conseguenza: i titoli che ha regalato il 2018 sono tantissimi, e la lista può solo crescere se si includono le nuove stagioni di serie già in onda da qualche anno. Quali sono le cinque serie tv che, tra tutte, hanno dominato quest’anno che sta per chiudersi? Senza dimenticare di menzionare le più popolari dell’anno, che vedono Tredici in testa, seguita dal reboot Le terrificanti avventure di Sabrina, la sempreverde Doctor Who – che ha debuttato con un dottore donna, Jodie Whittaker –, BoJack Horseman che ha incantato con il monologo della quinta stagione, il Patrick Melrose di Benedict Cumberbatch e molte altre.

Le più degne di nota e consigliate sono però senza dubbio:

5  The Handmaid’s Tale

Serie tv del 2017, è basata sul romanzo distopico di Margaret Atwood del 1985, Il racconto dell’ancella. Con nove Emmy e due Golden Globe alle spalle, dei quali due a Elizabeth Moss come migliore attrice protagonista, The Handmaid’s Tale anche quest’anno ha messo in scena un mondo vittima dell’uomo, in cui le donne sono fortemente sottomesse e ridotte semplicemente ad Ancelle, in sostanza uteri viventi. La serie merita un posto in questa classifica grazie alla (preoccupante) somiglianza che la storia raccontata sembra avere con i giorni che viviamo, spesso infatti il costume indossato dalle Ancelle viene portato in scena durante le manifestazioni per i diritti delle donne – non da ultime, quelle italiane contro il decreto Pillon. A riprova del forte impatto che la televisione ha sull’immaginario collettivo.

4  Big Mouth

Nick Kroll e John Mulaney danno la voce a Nick e Andrew, due ragazzini in piena pubertà che fanno i conti con i cambiamenti del loro corpo. La serie originale Netflix è del 2017, e nel 2018 ha portato una seconda stagione in cui masturbazione, orientamento sessuale, body positivity e senso di colpa legato a pensieri erotici sono trattati senza freni e senza peli sulla lingua. Big Mouth, con la sua realizzazione a cartone animato, sembra più una serie adatta al pubblico adolescenziale che rappresenta, ma in realtà il suo target va da chi sta vivendo le situazioni raccontate a chi le ha già vissute, e, anzi, forse sono proprio questi ultimi a poterla apprezzare di più.

3 SKAM Italia

SKAM nasce nel 2015 in Norvegia: è una miniserie che non ha alcuna intenzione di andare oltre i confini del paese che rappresenta, ma grazie alla straordinaria capacità del web, viene vista anche in Europa e America. In momenti quasi coevi, in altri paesi del mondo si inizia a pensare a un reboot, Italia in testa: così nasce SKAM Italia, serie del 2018 in cui il format norvegese è ripreso in modo estremamente fedele, mettendo in scena le vite di alcuni liceali italiani. Con brevissime clip quotidiane disponibili su TimVision, SKAM Italia cambia anche il modo di fare tv, integrando il filmato con gli screenshot delle chat tra i protagonisti, rendendo lo spettatore ancora più coinvolto nella storia. Delle due stagioni messe in scena nel 2018, la seconda è la più degna di nota, perché porta sullo schermo una coppia omosessuale in modo del tutto innovativo per la storia cinematografica del Bel Paese. Un pregio riconosciuto anche all’estero, dal momento che (seppur per vie non molto legali) SKAM Italia è visto e apprezzato in tutto il mondo.

2 L’amica geniale

La “Ferrante fever” ha colpito tutti, senza esclusione di colpi. L’amica geniale ora non è più solo una tetralogia di successo, ma è anche una serie televisiva globalmente apprezzata, grazie alla collaborazione RAI-HBO che ha creato gli otto episodi in onda in questi giorni su Rai1 (seppur non senza polemiche, come quella scatenata dalla decisione di censurare la scena finale di molestie nel sesto episodio). Lila e Lenù portano lo spettatore nella Napoli degli anni ‘50, e raccontano attraverso i loro occhi una storia di dipendenza e voglia di distacco. Un racconto complesso e dalle mille sfaccettature, messo magistralmente in scena da Saverio Costanzo e già candidato ai Critic’s Choice Awards 2019.

1  La casa di carta

La produzione che ha dominato il 2018 è stata senza ombra di dubbio La casa di carta. Prima serie spagnola a vincere l’International Emmy Award, in realtà l’emittente originale ha distribuito prima e seconda parte nel 2017: ma a livello mondiale grazie all’accordo con Netflix, La casa di carta è stata resa disponibile tra l’inverno del 2017 e la primavera del 2018, diventando immediatamente un fenomeno popolare. Tutto il mondo si è colorato di rosso e si è coperto il volto con la maschera di Dalì, tutti cantavano Bella Ciao con il Professore e Berlino, macinavano episodi per vedere come sarebbe andata a finire la storia di Tokyo, Nairobi, Denver, Rio e gli altri. Con uno straordinario magnetismo, La casa di carta è la serie perfetta per una maratona televisiva: una botta di adrenalina continua, così forte che i buchi di trama passano in secondo piano.

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