Adrian, l'attesa nuova serie tv di Mediaset -Vulcano Statale

Adrian, l’attesa nuova serie tv di Mediaset

Millennials e televisione “pubblica” (Rai e Mediaset). Olio e acqua. Dracula e l’aglio.

Tutti binomi riflettenti che difficilmente riuscirebbero ad unirsi.

Non è un azzardo il primo sopracitato, poiché la realtà dei fatti è che sempre meno giovani guardano i programmi proposti sulle reti che vanno dal primo canale del telecomando al sesto. Francesco Devescovi, blogger de Il Fatto Quotidiano, ha riportato in un suo estratto i dati inerenti ai telespettatori del 2017. Oltre ad una perdita di questi ultimi del 5% rispetto al 2016, Devescovi ha individuato che “gli over 55 anni rappresentano il 36% della popolazione ma sono il 51% dell’intero pubblico televisivo. I giovani 25-34anni sono invece il 10% della popolazione ma solo il 5% del pubblico televisivo”. La causa sarebbe riconducibile agli argomenti trattati all’interno dei programmi dei palinsesti, considerati forse troppo conservativi e per nulla coinvolgenti.

Elsa Viora, presidentessa della Associazione ostetrici ginecologi ospedalieri italiani, in un articolo rilasciato da Il Messaggero ha voluto comunicare il suo sdegno riguardo la visione riluttante della televisione italiana sulla sessualità, considerata da essa ancora un tabù.

È un peccato che la tv non parli di conoscenza del corpo ed educazione all’affettività, lasciando che i ragazzi si informino su internet: la rete è utile, ma il pericolo delle fake news riguarda anche il sesso.

In mancanza di risposte dai canali televisivi, inevitabilmente ci si dirige sulla rete, in cui l’accesso ad argomenti di ogni gusto è totale; e sempre sulla rete impazza, nelle ultime settimane, l’attesa per una delle serie evento più bizzarre mai concepite su suolo italico, il cui eroe non ha super poteri o è tratto dalla mitologia, ma è un cantautore italiano: Adriano Celentano.

Adrian (questo il nome della serie) debutterà su Canale 5 il 21 gennaio, e prevederà 9 episodi per la prima stagione.

Scritta e diretta proprio da Celentano, la trama ruoterà intorno alle avventure del cantante, impegnato a combattere il male in un futuro post-apocalittico non ben definito.

Oltre alla stravaganza che emerge dal voler rendere Celentano un eroe della giustizia, agli albori della cronaca è emersa l’incredibile somma di denaro sborsata per la produzione della serie TV: più di 20 milioni di euro, condensanti prevalentemente su grafica (l’illustratore principale è Milo Manara) e musica (il premio Oscar Nicola Piovani è uno degli addetti).

Immediatamente, la prima domanda che ha stuzzicato molti spettatori dei teaser di Adrian, è quella circa l’accoglienza della serie: sarà un catastrofico flop, o un successo inaspettato?

Da una prima analisi, Adrian non introdurrebbe eclatanti novità dal punto di vista della trama e del genere dell’opera, per quanto nobili siano gli ideali del protagonista durante la narrazione. Chi mastica animazione giapponese avrà notato somiglianze con gli anime Ken Il Guerriero e Gantz (quest’ultimo per le ambientazioni metropolitane e noir). Inoltre, le premesse farebbero apparire una trama molto, forse troppo, incentrata non tanto sulle avventure che il Molleggiato affronterà, quanto sulla sua figura di eroe senza macchia, incapace di possedere difetti. Questo il principale pericolo derivante da un’opera che vede la presenza dell’autore all’interno della narrazione, peraltro da unico protagonista.

In conclusione, si può parlare di una serie tv animata creata, quasi appositamente, per la generazione che imparò a conoscere e amare Celentano, dal momento che fa leva principalmente sull’immagine del cantante —considerati i numerosi elementi biografici presenti all’interno della trama—?

La risposta sembrerebbe tendere all’affermativo, nonostante queste siano solo ipotesi perpetrate dalla visione dei teaser.

Il timore di avere tra le mani l’ennesima opera nostalgica non in grado di attirare le nuove generazioni è più concreto che mai.

Matteo Lo Presti
Calciofilo e meme lord, il tutto innaffiato da Poretti 9 luppoli. Amo i tatuaggi, la filosofia morale, la Liguria e scrivere. Sogno l'autarchia e l'atarassia.