Gli eterni indecisi di Gianna Schelotto -Vulcano Statale

Gli eterni indecisi di Gianna Schelotto

Sono sul punto di agire, si fermano, pensano, posticipano. Non agiscono più.

Sono gli eterni indecisi, quella categoria di persone accomunate da un’unica fondamentale caratteristica: la loro mente, nel momento di compiere una scelta, dalla più banale alla più complessa, è attraversata da molteplici pensieri contraddittori e conflittuali che offuscano la visione della realtà e allontanano il fatidico momento della decisione. Così scegliere il colore delle lenzuola, cosa mangiare per cena, quale libro iniziare a leggere, ma anche quale casa comprare, quale lavoro accettare, si trasformano in un’equazione impossibile da risolvere, nonostante le lunghe riflessioni e gli innumerevoli consigli di chi interpellano per annullare l’irresolutezza.

E quello che accade loro tra la volontà iniziale che spinge a una scelta e la sua rinuncia lo racconta la saggista e psicoterapeuta Gianna Schelotto nel suo nuovo libro Vorrei e non vorrei (Mondadori, 156 pagine, 17 euro) attraverso dieci casi illuminanti.

Gli eterni indecisi di Gianna Schelotto -Vulcano Statale

Nata a Rionero in Volture (Potenza), emigrata a Genova nel 1955 insieme alla famiglia, in seguito alla laurea in Pedagogia si dedica all’attività di sessuologa – tra le prime in Italia –. Diventa comunista come il marito Giuseppe, cui è legata da sessant’anni, poi femminista, eletta deputata nel Pci e, infine, senatrice.

La sua nuova creatura è una raccolta di racconti e brevi saggi che descrivono le esperienze particolari e al contempo quotidiane che vivono i rispettivi protagonisti, colti in un preciso momento di personale lotta introspettiva, segreta a chi li circonda, tra la paura di scegliere e sbagliare e l’ansia di non essere mai veramente in grado di prendere la decisione finale. Ma i racconti non si limitano a descrivere spaccati di realtà che diventano fluide e divertenti narrazioni; in ciascun racconto, se non in tutti, il lettore si immedesima nel protagonista, si tormenta per le sue insicurezze, anticipa le sue stesse paure, si ferma con lui, si blocca. Finché il destino non svela le carte.

Come accade nella leggenda all’asino di Buridano che, indeciso tra un fieno e l’altro, muore di fame poiché essendo un animale non ha potuto usare la ragione. Eppure, sottolinea nell’Introduzione Gianna Schelotto, è l’esatto contrario: “è ormai acquisito”, scrive, “che nelle decisioni da prendere, grandi o piccole che siano, siamo condizionati non solo dalla ragione, ma da una rete fittissima di giudizi e pregiudizi, di conscio e inconscio, di norme sociali e di intime convinzioni”.

È l’altalena del vorrei e del non vorrei il nucleo centrale delle narrazioni che danno voce ai processi interiori spesso inconsci: l’indecisione che nasconde la paura, l’ambivalenza, l’autostima vacillante. Attraverso i più svariati espedienti, gli eterni indecisi convincono gli altri a prendere decisioni al posto loro, barattando così la propria libertà di scelta con la temporanea e artificiosa liquefazione della loro stessa ansia.

La soluzione spesso è rappresentata dall’arte del procrastinare, anche a costo di sbagliare, di non scegliere. Il sogno di ogni specialista del temporeggiamento, scrive Gianna Schelotto, “sarebbe quello di poter trattare le decisioni come prodotti alimentari provvisti di regolare data di scadenza fissata d’ufficio da terzi”.

Nel corso della presentazione del libro al Teatro Carlo Felice di Genova avvenuta il 19 marzo scorso, con l’intervento di Alessandro Cassinis, Maurizio Roi, Carla Signoris, la stessa scrittrice confida, generando l’ilarità del pubblico, che non è immune da quell’indecisione che prova a scomporre: “doveva essere un libro di cucina”, ammette, “con le ricette della nonna…” ma era solo una tattica, un’acuta strategia per rimandare la stesura del nuovo libro.

Un libro che non suggerisce la soluzione, ma lascia cadere le maschere: non siamo indecisi, la scelta l’abbiamo già compiuta.

Il più delle volte abbiamo solo paura.

Gli eterni indecisi di Gianna Schelotto -Vulcano Statale

Articolo di Vittoria Amico

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