Tommy Kuti, l’afroitaliano che si racconta in musica

A un mese esatto dall’uscita del video del suo nuovo singolo Politica su YouTube scopriamo di più sul giovane artista e sulla sua musica.

Classe ‘89, nato in Nigeria e arrivato in Italia due anni più tardi insieme ai suoi genitori, Tommy Kuti vive a Brescia dove lavora come rapper.

Recentemente è tornato nella sua terra d’origine, dove ha collaborato con artisti e produttori, alla riscoperta delle sue radici: per questo definisce la sua musica “rap con un tocco afro”, ovvero “una commistione di rap, pop, r&b, trap e sonorità afro.”

Ha iniziato a scrivere i primi testi all’età di 16 anni ispirato dalle barre di 50 Cent, ma ha presto intuito come la musica possa dargli la possibilità di far sentire la sua voce “e quella dei ragazzi di seconda generazione di tutta Italia”, come riferisce in un’IGTV sulla sua pagina Instagram. Le sue canzoni parlano infatti della difficile situazione degli immigrati in Italia o di chi, come lui, si sente straniero nel proprio paese: emblematico a questo proposito il titolo del suo album d’esordio, Italiano Vero, pubblicato nel 2018 con la Universal Music Italia. Parlare di politica è per Tommy una vera e propria missione, tanto che ci tiene a chiarirlo in un suo post:

 

Ultimamente non ho il tempo materiale di stare dietro alla politica. Non sono iscritto ad alcun partito e se proprio devo dirla tutta non mi sento rappresentato da nessuno dei nostri tanto chiacchierati leader. Eppure anche se non me ne interesso è difficile passare una giornata senza che la politica in qualche modo entri nella mia giornata. Che sia sul giornale, in Tv o nelle discussioni dei vecchietti al bar che quando pensano io non li capisca dicono frasi tipo “eh si ha ragione dobbiamo spedirli tutti a casa”. Ogni giorno in qualche modo la entra nella mia vita. Spesso mi fan notare che siccome questi temi sono cosi presenti nella vita di tutti i giorni, quando uno ascolta musica, lo fa per alleggerirsi dei problemi della quotidianità. Per questa ragione è giusto che la musica sia “Leggera” appunto. A volte mi sento strano o incompreso perché penso al contrario degli altri. Mi sembra che nella vita ci siano cosi tante cose superficiali che penso che la musica abbia la responsabilità di non esserlo (almeno in parte). Nell’ Italia 🇮🇹 di oggi c’è chi viene picchiato, umiliato o addirittura ammazzato a causa della propria diversità, noi giovani abbiamo scarse possibilità di realizzarci professionalmente e poche prospettive buone per il futuro. Mille problemi di cui nessuno parla anche perché chi governa è più interessato a prendere like che a risolverli. Giuro che ogni tanto vorrei fare uno di quei pezzi in cui dico “yayaya”, flexo, c’ho i soldi e c’ho le troie, ma non ci riesco. E’ più forte di me. Anche se all’apparenza appaio il più allegro e preso bene. Non ce la faccio a prendere in giro sti ragazzini e fingere che qui vada tutto bene… Flex, Flex e via. Boh, spero di non essere il solo. Ps. Non so suonare davvero il pianoforte ma ce l’ho in stanza.😂 📸 @myp1987

Un post condiviso da Tommy Kuti (@tommy_kuti) in data:

 

Il suo ultimo singolo, rilasciato il primo marzo, si intitola proprio Politica. Su un flow giocoso e spensierato ribalta alcuni dei pregiudizi diffusi nell’opinione pubblica: “Dicon che qui se sei nero vivi gratis/ Mi chiedono se è vero/ Rispondo: sì, magari”. Tommy racconta il disagio che prova persino andando in un negozio perché “Il commesso, lo noto, è sul chi va là”. L’invettiva, ricorrente nel genere, si fa qui tagliente nei confronti dei colleghi rapper che, secondo l’artista, preferiscono testi trash ad altri che affrontano i veri problemi di tutti i giorni perché ossessionati dalla voglia di vendere e scalare le classifiche; ma soprattutto si schiera contro il clima di odio promosso dalla Lega di Salvini e le misure adottate dal nuovo governo. A irritarlo maggiormente, però, sembra essere la diffusa assenza di capacità di analisi critica degli eventi e delle narrazioni, come ripete nel ritornello: “Sta gente si beve tutte le cazzate che vede alla tele/ Ti prego togliete il wi-fi a sti vecchi in rete/ L’ha letto su Lercio/ E tua nonna ci crede/ Siamo messi bene”. Insomma, “Questi non stanno bene”, sentenzia Tommy in chiusura. 

Ascolta Politica qui:

Laura Colombi
Mi pongo domande e diffondo le mie idee attraverso la scrittura e la musica, che sono le mie passioni.