Osmosis, il nuovo sci-fi di Netflix

Osmosis è una nuova serie tv di genere sci-fi sbarcata su Netflix in tutto il mondo il 29 marzo, ed è la terza serie di produzione francese a essere arrivata sulla piattaforma streaming dopo Marseille e Tutte per una  The Hookup Plan.

Creata da Audrey Fouché, che aveva già dato vita a due serie tv di successo, Les Revenants e I Borgia, Osmosis è ambientata in una Parigi del futuro e vede come protagonisti due fratelli legati dalla passione per la neuroscienza, Paul (Hugo Becker aka il Principe Louis di Gossip Girl) ed Esther (Agathe Bonitzer) Vanhove, che insieme hanno creato un dispositivo, appunto Osmosis, (che dà il nome alla serie) che permetterà a chi ne usufruirà di visualizzare e localizzare l’anima gemella, tramite dati raccolti attraverso i social network. 

Osmosis, il nuovo sci-fi di Netflix -Vulcano Statale

Quando la serie si apre, il progetto è nella sua fase di testing. L’unico fino a quel momento ad aver sperimentato la validità del dispositivo è lo stesso Paul che, proprio grazie a esso e al collegamento con la sua anima gemella, si è risvegliato da un coma profondo.

Già dalle prime puntate i filoni narrativi aperti saranno vari: uno seguirà i due fratelli che tramite lo stesso dispositivo, in una versione più complessa, cercheranno di risvegliare la madre da un coma; uno che seguirà la figura di Esther, il suo rapporto con la tecnologia e i suoi ricordi del passato in particolare in riferimento alla figura materna; un terzo filone ci mostrerà invece i retroscena della relazione tra Paul e Josephine, la sua anima gemella. Oltre a questi tre filoni, verranno seguite le vite dei tester dopo aver assunto il dispositivo.

Dunque, un inizio un po’ confusionario, secondo alcuni. E, infatti, la storia comincerà a sbrigliarsi più o meno a metà della stagione. La stessa stampa francese, in particolare Le Monde, ha parlato diintrigues confuses” e ha quasi totalmente stroncato lo show. Tuttavia, non è la prima volta che i Maniaci Seriali si trovano a essere spettatori di serie televisive in cui si avrà un minimo di chiarezza solo sul finire della stagione, se non più avanti – si pensi al Trono di Spade: paragone forse azzardato, ma anche in quel caso gli intrighi durante le prime puntate sono confusi e ci si riesce a raccapezzare tra i vari nomi e le varie casate ben oltre la prima stagione –. 

Ciò non toglie che se appartenete alla categoria di spettatori che preferisce avere da subito chiarezza su filoni narrativi e personaggi, questa serie non fa per voi e probabilmente smettereste di guardare Osmosis dopo la prima puntata (sempre che riusciate ad arrivare alla fine).

C’è chi, poi, in maniera forse azzardata ha paragonato la serie a Black Mirror, ma il confronto è stato troncato sul nascere proprio da uno dei produttori, che ha affermato in proposito: “Is not quite a fantasy series, more near-future drama, but it is genre, talking about love”.

Osmosis, il nuovo sci-fi di Netflix -Vulcano Statale

E infatti, Osmosis parla dell’amore, e lo fa legando questo sentimento di cui tutti parlano, che quasi tutti hanno sperimentato, di cui tanti hanno scritto, alla tecnologia e ai social network, due aspetti della modernità che sono stati inglobati nella nostra quotidianità. Allo stesso modo si può dire che di essi tutti ne parlino, tutti li abbiano sperimentati e tanti ne abbiano scritto.

Quindi diventa quasi legittimo pensare che in un futuro prossimo i tre aspetti potrebbero essere così legati come lo sono in questo esperimento narrativo. 

Esperimento narrativo che forse era già stato tentato nel film del 2013 Lei – Her, di Spike Jonze, con protagonista Joaquin Phoenix e Scarlett Johansson (in una strana veste), e che oltretutto si è aggiudicato l’Oscar per la miglior sceneggiatura originale. La vicenda qui narrata seguiva il tormento amoroso di Theodore, che in procinto di divorziare dalla moglie si ritrovava ad affrontare un periodo di depressione, interrotto (parzialmente) solo dall’arrivo sul mercato di un sistema operativo presentato sotto forma di un auricolare, capace di instaurare relazioni e creare rapporti umani con chi avesse deciso di acquistarlo e di usufruirne.

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Ancora una volta le tematiche affrontate sono Amore e Tecnologia legate in maniera quasi indissolubile e il tutto catapultato in un futuro non troppo lontano. Questo film lo fa in maniera forse pioneristica se si considera che è uscito nelle sale nel 2013 e che il primo episodio di Black Mirror ad affrontare queste tematiche insieme, Hang The Dj (4×04), è comparso solo nel 2017.

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Francesca Rubini
Vado in crisi quando mi si chiede di scrivere una bio, in particolare la mia, perché ho una lista infinita di cose che mi piacciono e una lista infinita di cose che odio. Basti sapere che mi piace scrivere attingendo da entrambe.