Making (of) Love

Making (of) Love, arriva la terza rivoluzione sessuale

Otto ragazzi, tanta voglia di abbattere i taboo e una sceneggiatura con l’obbiettivo di portare l’educazione al piacere sessuale nelle scuole, senza censura: questo è Making (of) Love. Il film si propone come manifesto della terza rivoluzione sessuale, una rappresentazione, per la prima volta nel nostro paese, sincera e diretta, che parla di piacere e di tutte le sue sfaccettature attraverso lo sguardo dei giovani.

A ideare il progetto è stato Paolo Mottana,  professore di Filosofia dell’educazione e di Ermeneutica della formazione e pratiche immaginali all’Università di Milano Bicocca. Il punto cruciale del film, come dice il professore nel trailer, è quello di costruire un’educazione alla sessualità che sia soprattutto orientata all’incontro con l’altro, cercando di sfatare i falsi miti a cui ha dato vita la pornografia e in particolare dando maggiore spazio alla dimensione dell’affettività.

Registi, produttori e supervisori di tutto il progetto sono invece Lucio e Anna, il cui lavoro precedente, Unlearning – Un invito gentile alla disobbedienzaè stato proiettato in 22 festival in tutto il mondo e uscito in più di 100 sale italiane, mentre Figli della libertà dopo varie proiezioni in Italia si sta affacciando ora anche al panorama internazionale.

La caratteristica cruciale di Making (of) Love è il fatto che la scrittura del film sia stata completamente lasciata in mano a otto ragazzi tra i 18 e i 25 anni, alcuni di loro semplicemente incuriositi o interessati al progetto, ma assolutamente privi di esperienza diretta in campo attoriale o cinematografico, mentre altri già in possesso di competenze nel settore. Grazie alla supervisione dei registi, i ragazzi stanno quindi elaborando un prodotto che miri a una rappresentazione del sesso in cui emerga prima di tutto la normalità delle diverse situazioni, ognuna ricca di imperfezioni e imbarazzi. Making (of) Love cerca di abbattere il ritratto della sessualità, così come viene dipinta dalla pornografia e dall’educazione sessuale in modo da permettere ai giovani un avvicinamento a queste tematiche più spontaneo e naturale.

L’Italia è l’unico paese in Europa in cui non esiste un sistema organizzato e adeguato di educazione sessuale a livello scolastico. Le rare volte in cui sono effettivamente attivi questo genere di progetti si tratta per lo più di lezioni estremamente approssimative, che vertono su una sorta di terrorismo psicologico che mette in guardia dalla pluralità di malattie sessualmente trasmissibili e dal pericolo di restare incinta, oltre a fornire un vademecum di metodi e precauzioni su come evitare entrambe le situazioni.

Questo, nella mente di ragazzi particolarmente giovani e inesperti, non può che generare un approccio spesso malsano alla sessualità, le cui “nozioni pratiche” vengono quindi spontaneamente ricercate all’interno della pornografia, nella quale altrettante sono le contraddizioni e le problematiche nella rappresentazione delle varie situazioni. In primo luogo lo squilibrio sul fronte della parità di genere, dove il ruolo della donna è nella maggior parte dei casi semplificato e ridotto a una mera sottomissione in favore del piacere maschile; e allo stesso modo, la raffigurazione dell’universo maschile è alterata, generando spesso nei giovani eccessive pressioni o ansie di prestazione ai fini di performance “perfette”.

Come ci racconta Piper, una degli otto ragazzi ai vertici della creazione del film, ciò che ci tengono a sottolineare è quanto, nella realtà, l’atto sessuale non potrà mai essere perfetto, e in quanto umani, ci saranno una molteplicità di interruzioni del tutto naturali, come quelle per bere, per starnutire o per qualsiasi genere di problematica o imbarazzo che è assolutamente normale si crei, in particolare quando si è alle prime armi, ma non solo.

Un altro dei temi importanti trattati nel film è quello del pleasing, argomento al quale Piper ci racconta di tenere molto, e cioè il bisogno di compiacere, una sorta di deformazione culturale che ci spinge a non rifiutare per non offendere. Il fenomeno è stato particolarmente approfondito durante l’elaborazione della scrittura, e all’interno del film l’obbiettivo è quello di trasmettere il messaggio che sia importante dire di no in modo molto chiaro e diretto quando necessario, per riprendere in mano il proprio potere personale e sentirsi liberi di esprimere a pieno ciò che si pensa, che sia rabbia o rifiuto, in risposta a situazioni di violenza o proposte insistenti che potrebbero sfociare in soprusi di vario genere.

Tra le tematiche viene affrontato anche il racconto di pratiche che includono situazioni di squilibrio o violenza, come quelle del BDSM, o di situazioni di cui non si parla mai ma che di fatto esistono, come la sessualità nel mondo della disabilità (fisica e mentale), cercando sempre di coniugarle alla dimensione dell’affettività, rendendo anche queste rappresentazioni profondamente umane e naturali.

La costante al centro sarà comunque quella del diritto al piacere, al di là di orientamenti sessuali, gusti, apparenze o limitazioni di carattere fisico.

Al primo posto verrà messo il rapporto con se stessi, la conoscenza e l’amore per il proprio corpo, qualunque esso sia, sfatando anche la molteplicità di taboo esistenti sul tema della masturbazione, in particolare femminile. Tutte le storie raccontate saranno inoltre velate da graduali mutamenti nelle inclinazioni dei protagonisti e nelle loro esigenze di sperimentazione, rendendo evidente al tempo stesso come la ricerca di esperienze nuove o fuori dal consueto non debba essere vissuta come un’imposizione o una tappa obbligata nel percorso di crescita di chiunque; ma semplicemente una scelta possibile, che come tale ha il diritto di essere rispettata.

Making (of) Love sarà la terza rivoluzione sessuale, sarà la spinta a non aver più paura di sbagliare, di osare, di comprendere e di essere liberi. Sarà l’assenza di timore, di giudizi e di taboo, e soprattutto il non aver più paura di crescere. Tutto questo e molto altro, con l’auspicio che le nostre scuole non chiudano le loro porte al progetto, ma lo colgano come l’occasione importante che è, per offrire a tutti i giovani studenti una formazione adeguata rispetto a una tematica di grande importanza che merita molto più spazio e più tempo di quello che le è stato riservato fino ad ora.

Il vostro aiuto è indispensabile per la realizzazione del progetto, che si sta finanziando attraverso un’operazione di crowdfunding, alla quale potete dare il vostro sostegno qui.

Arianna Preite
Studio Lettere Moderne e l’arte è da sempre la mia grande passione. Ho lasciato il mio cuore a Berlino. Amo le conversazioni stimolanti, ma non le chiacchiere di prima mattina.