Halloween nella letteratura

Halloween nella letteratura: dalle origini ad oggi

Dalle tesi di molti studiosi Halloween trae le sue origini dalla festa celtica di Samhain, nome che deriva dall’antico irlandese e significa “fine dell’estate”. Secondo il calendario celtico in uso 2000 anni fa tra i popoli dell’Inghilterra, dell’Irlanda e della Francia settentrionale l’anno nuovo incominciava il 31 ottobre.

Nel IX secolo la Chiesa cattolica istituì la festa di Ognissanti per il primo novembre: probabilmente questa scelta era intesa a creare una continuità col passato, sovrapponendo la nuova festività cristiana a quella più antica. A conferma, gli studiosi osservano che, in precedenza, Ognissanti era già festeggiato in Inghilterra il 1 novembre. Questa tesi ha avuto larga diffusione.

La prima attestazione su carta, “Halhalon”, risale al 1556 e si tratta di un termine di origine scozzese. All Hallows’ Eve significa “Notte di tutti gli spiriti sacri”, cioè la vigilia di Ognissanti.

Fu Shakespeare il primo che portò Halloween in letteratura nel 1603 con la commedia Measure for Measure. Mentre in un’altra commedia di Shakespeare, The Two Gentlemen of Verona (1593), quando uno dei personaggi, Speed, accusa il suo maestro di “lagnarsi come un mendicante a Hallowmas” si fa riferimento alla pratica tardomedievale dell’elemosina, quando la gente povera andava di porta in porta a Ognissanti e riceveva cibo in cambio di preghiere per i loro morti il giorno della commemorazione dei defunti (il 2 novembre). Questa usanza nacque in Irlanda e Gran Bretagna.

Successivamente il poeta scozzese John Mayne scrisse un poema su Halloween, What fearfu’ pranks ensue!, che appare nel 1780 sul Ruddimans Weekly Magazine, pubblicato da Walter Ruddiman a Edimburgo. Mayne, a sua volta, ispirò Robert Burns nella composizione di Halloween (1785):

Upon that night, when fairies light
On Cassilis Downans dance,
Or owre the lays, in splendid blaze,
On sprightly coursers prance;
Or for Colean the rout is ta’en,
Beneath the moon’s pale beams;
There, up the Cove, to stray an’ rove,
Amang the rocks and streams
To sport that night;
[…]

Il simbolo principale di Halloween è la zucca intagliata che risale alla tradizione di intagliare rape per farne lanterne con cui ricordare le anime del Purgatorio. La rapa è stata usata tradizionalmente ad Halloween in Irlanda e Scozia, ma quando irlandesi e scozzesi emigrarono in Nord America iniziarono a sostituire la rapa con la zucca. La tradizione americana di intagliare zucche risale al 1837 ed era originariamente associata al tempo del raccolto in generale, mentre fu associata specificamente ad Halloween verso la seconda metà del Novecento.

La zucca veniva chiamata “Jack-o’-Lantern” e da una leggenda irlandese si tramanda che un fabbro di nome Jack, una sera al pub incontrò il diavolo. Per un patto, il diavolo promette a Jack che gli avrebbe risparmiato la dannazione eterna. Jack, però, durante la propria vita commise così tanti peccati che, quando morì, fu rifiutato dal Paradiso e presentatosi all’Inferno, venne scacciato dal diavolo che gli ricordò il patto. A causa del freddo e del buio, il diavolo gli tirò un tizzone ardente, che Jack posizionò all’interno di una rapa intagliata che aveva con sé. Cominciò, così, da quel momento a vagare senza tregua alla ricerca di un luogo in cui riposarsi.

In letteratura possiamo trovare riferimenti a Jack-o’-Lantern in The Legend of Sleepy Hollow (1820), racconto dello scrittore statunitense Washington Irving raccolto nell’antologia The Sketch Book of Geoffrey Crayon, Gent. Il protagonista, Ichabod Crane, invitato alla festa della donna che amava, per la festa di Ognissanti, ascolta dei racconti paurosi, tra cui la leggenda del “cavaliere senza testa”. Al suo ritorno a casa, si ritrova inseguito dal cavaliere decapitato, che lo colpisce al capo con la sua testa. Ma al mattino, i soccorritori trovano solo il berretto di Crane e una zucca (presumibilmente la “testa” del cavaliere). Ancora Jack-o’-Lantern compare in un racconto breve di Nathaniel Hawthorne, pubblicato nel 1837.

La festività di Halloween divenne, con il tempo, carica di superstizioni, introducendo nell’immaginario esseri soprannaturali di ogni tipo.

Tutto l’800 vede nascere opere letterarie gotiche e horror. Basti citare Frankenstein di Mary Shelley del 1818; The Vampyre attribuito a John Polidori, pubblicato nel 1819; The Strange Case of Dr Jekyll and Mr Hyde (1886) scritto da Robert Louis Stevenson; Dracula, romanzo epistolare del 1897 di Bram Stoker.

In realtà il primo romanzo gotico della storia risale al 1764, The castle of Otranto di Horace Walpole. Durante il XX secolo spicca invece il nome di Ray Bradbury con Something Wicked This Way Comes (1962) e The Halloween Tree (1972).

Infine viene spontaneo pensare a Stephen King, ma Halloween, tutto sommato, è presente brevemente in alcuni romanzi della sua produzione. La festività di Halloween si è così strettamente legata all’horror ispirando un elevatissimo numero di autori a raccontare storie sempre più paurose ancora ai giorni nostri.

Elena Gentina
Studentessa di lettere moderne. Amo la musica, la letteratura e il cinema. Vivo tra le nuvole ma cerco di capire quello che sta a terra.