Quando il Black Friday si scontra con Fridays For Future

Da una parte abbiamo il Black Friday, una tradizione americana arrivata in Europa durante la Guerra Fredda, ma sentita particolarmente negli ultimi anni grazie all’esplosione dei siti e-commerce come Amazon. Dall’altra parte abbiamo i “fridays” di Fridays For Future di Greta Thunberg, la loro lotta contro il cambiamento climatico, gli sprechi e in particolare il 4° sciopero globale organizzato appositamente nel giorno del venerdì nero, in vista anche del COP25 dell’ONU a Madrid.

Quella di oggi è una giornata di opposizioni dunque: chi si lamenta del Black Friday e chi lo encomia, chi lo sfrutta per i regali ai parenti e chi ritiene assolutamente vergognoso soltanto aprire il portafoglio.

A spezzare la ormai usuale pratica dello shopping si fanno sentire più che mai gli ecologisti, i quali manifestano anche contro il consumismo insostenibile portato dal Black Friday. Il vantaggio e il guadagno della festa arriva soltanto alle aziende e ai piccoli imprenditori, del resto ci perdono tutti: i lavoratori delle stesse aziende in primis, che sono costretti a straordinari sottopagati, o i corrieri e-commerce anch’essi carichi di consegne; stiamo parlando insomma di una mobilitazione capitalistica gigantesca, la più grande dell’anno.

Verrebbe da chiedersi: ma sull’ambiente, che impatto ha? Tutto sommato le consegne evitano quegli ingorghi automobilistici verso i centri commerciali, internet ci salva, l’impatto ambientale è minore. Non è proprio così. Consideriamo soltanto le previsioni di vendita di quest’anno: secondo il Codacons (Coordinamento delle associazioni per la difesa dell’ambiente e la tutela dei diritti di utenti e dei consumatori) il giro d’affari del Black Friday potrà arrivare a 2 miliardi di euro, di cui 1.4 miliardi dagli e-commerce; questo comporta più consegne, più furgoni a diesel nelle strade, e se consideriamo che il diesel è il responsabile maggiore dell’inquinamento urbano, la situazione non può che peggiorare.

Bisogna anche dire che la settimana del Black Friday 2019 arriverà a fatturare il 20% in più rispetto all’edizione del 2018, ne consegue una maggiore attività produttiva, con un maggiore inquinamento causato dalla natura poco sostenibile dei prodotti acquistati: per esempio i tantissimi giocattoli fatti in plastica, con rispettivi packaging anch’essi in plastica usa e getta, le oggettistiche per gli smartphone, consolle per videogiochi, computer portatili, gli imballaggi in plastica per evitare urti durante il trasporto in caso di oggetti fragili.

Ci troviamo di fronte a una produzione assolutamente non sostenibile per l’ambiente, per non parlare del fatto che i maggiori produttori sono grandi multinazionali come: Apple – al top secondo alcune statistiche per quest’anno nelle vendite durante il venerdì nero – il suo concorrente Samsung, Microsoft, Amazon, Google, Nintendo, Xbox, Play Station e chi più ne ha più ne metta; tutti brand in cui la sensibilità ambientale è un problema non calcolato o controproducente.

Eppure le persone che si daranno allo shopping sia online che fisico, sempre secondo i dati Codacons, saranno circa 17 milioni nel paese, decretando un aumento complessivo del 13% dei consumatori rispetto allo scorso anno. Dunque il Black Fridayper gli italiani non è solo un problema, è anzi un’occasione, un buon modo per risparmiare e approfittare degli sconti; alcuni lo reputano un buon modo per portarsi avanti coi regali, altri semplicemente per puro gusto consumistico (alla americana insomma), altri ancora per modernizzarsi e adattarsi alle ultime uscite high tech.

Insomma gli italiani ascoltano poco la voce dei fridays, o forse lasciano il loro ecologismo in piazza una volta finita la manifestazione.

Sta di fatto che quella di oggi sarà in effettiva una giornata interessante per entrambi le parti: da una parte il Black Friday contestato come non mai, dall’altro la comodità di prodotti a bassissimo costo che fanno gola a non pochi, specialmente a quelli – studenti in particolare – che nel venerdì nero non vedono il culto capitalista costruito ad hoc, ma il modo per comprarsi aggeggi necessari per il proprio lavoro o per la costruzione di un futuro.

Andrea Marcianò
Classe '99, nato sul Lago di Como, studente in scienze della comunicazione, amante di cinema e televisione. Mi piace osservare il mondo dall'esterno come uno spettatore.

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