Robot umanoidi, oltre la fantascienza

AAA facce cercasi. Detto così l’annuncio potrebbe non allettare nessuno e, anzi, risultare piuttosto inquietante. Ma se fosse contemplata una ricompensa di 115mila euro per il “donatore” del proprio volto, allora, forse, la questione si presenterebbe sotto una luce diversa. Proprio questa è la proposta messa online lo scorso ottobre dall’azienda inglese di componentistica robotica Geomiq che, in collaborazione con un’altra società del settore (di cui viene omesso il nome), ha dato il via all’innovativo, estravagante, progetto di fornire un viso umano alla prossima generazione di robot.

Per molti l’offerta potrebbe continuare a suonare sinistra.

In effetti sono anni che film come Terminator, Blade runner o il nuovo Gemini man alimentano paure e fantasie su una sempre più vicina rivoluzione dei robot, capaci di soverchiare il dominio umano sulla terra.

Ma se ad alcuni queste suggestioni su unfuturo apocalittico dominato dall’intelligenza artificiale fanno venire la pelle d’oca, ad altri la promessa di una vincita di 110mila sterline ( circa 115mila euro) è sufficiente a far dimenticare ogni ti-more. E infatti moltissime sono state le candidature arrivate alla mail messa a disposizione da Geomiq per questo progetto (faces@geomiq.com), tanto che l’azienda è stata costretta ad annunciare che, proprio a causa del gran numero di adesioni, solo ai candidati che avranno passato la prima fase di selezione sarà inviata una mail con tutti i dettagli relativi al prototipo del robot umanoide.

La partecipazione non è stata vincolata da limiti di età, di sesso o di nazionalità: ai candidati è stato richiesto solamente di possedere un volto “kind and friendly” e, ovviamente, di rinunciare a tutti i diritti di immagine in caso di vittoria. Al termine del progetto, che darà i suoi frutti nel 2020, il volto del vincitore sarà replicato in migliaia di robot distribuiti in tutto il mondo, i quali avranno il compito di aiutare gli anziani in difficoltà e potrebbero essere utilizzati anche nel reparto degenze degli ospedali.

Ma dietro al nobile scopo di creare intelligenza artificiale capace di supportare persone con problemi di salute si nascondono diversi punti interrogativi, a partire proprio dalla misteriosa azienda checollabora con Geomiq, il cui nome non viene mai indicato. Agli interessati viene fatto sapere solo che i finanziamenti per questo progetto arrivano da una società cinese con sede a Shangai. Senza dubbio la Cina, grazie alle sue moderne tecnologie, è uno dei paesi più indicati per affrontare l’arduo compito di portare avanti la ricerca in un settore come la robotica, da molti considerato ancora fantascienza.

Basti pensare che proprio in Cina lo scorso novembre l’agenzia di stampa statale Xinhua ha testato Anchorman, il primo giornalista robot in grado di presentare autonomamente un tg. Ma nella gestione cinese delle tecnologie più avanzate non mancano le zone d’ombra: recentemente molte aziende hanno optato per ingenti investimenti su nuovi programmi per il riconoscimento facciale, violando le normative sulla privacy dei loro clienti.

La bizzarra proposta di Geomiq, dunque, potrebbe rivelarsi un boomerang pronto a colpire la sicurezza della privacy dei candidati.

Certamente non sono state le scarne indicazioni messe a disposizione da Geomiq sulla pagina delprogetto a chiarire le idee e a scatenare una così larga adesione. Decisamente più probabile è che la promessa di un assegno a sei cifre abbia fatto gola ai partecipanti, che hanno deciso di accantonare dubbi e perplessità e di sfidare la sorte in questa lunga selezione. Oltre a Geomiq, altre aziende hanno tentato diaccaparrarsi nuovi candidati per testare le loro tecnologie assicurando un premio in denaro. E’ il caso di Google che, per sviluppare il riconoscimentofacciale su Android, ha offerto una gift card da 5 dollari da spendere su Amazon o Starbucks a chiavesse permesso una scansione del proprio viso.

Qualche settimana prima anche Amazon aveva proposto un test simile, chiedendo ai passanti di farsi scansionare il corpo per fornire al sistema in-formazioni utili sulle taglie dei prodotti destinati alla vendita online, in cambio di una carta regalo da 2 5 euro. Si tratta di offerte assolutamente irrisorie se comparate all’ingente somma messa a disposizione del vincitore della selezione per il progetto di Geomiq: non c’è da stupirsi se molti hanno accettato di assumersi qualche rischio in più.

Beatrice Balbinot
Mi chiamo Beatrice, ma preferisco Bea. Amo scrivere, dire la mia, avere ragione e mangiare tanti macarons.

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