Carlos Ruiz Zafón: un percorso verso il bene

Era il 2001 quando le librerie italiane furono inondate dal primo romanzo per adulti di Carlos Ruiz Zafón, “L’ombra del vento”, il primo di una tetralogia conclusa tre anni fa, la quale ha venduto il tutto il mondo diciotto milioni di copie, portandolo ad essere lo scrittore spagnolo più letto dopo Cervantes. 

Nato e cresciuto a Barcellona e spostatosi successivamente in California, Zafón ha pubblicato inizialmente dal 1994 al 1996 tre libri per ragazzi: “Il principe della nebbia”, “Il palazzo di mezzanotte” e “Le luci di settembre”.

Storie molto diverse, ma che hanno in comune la narrazione della vita di giovani ragazzi che devono affrontare sfide, a volte anche sovrannaturali. 

Il primo e l’ultimo hanno uno script iniziale molto simile: l’obbligo da parte di una famiglia europea di trasferirsi e una grande avventura affrontata da due fratelli, che li porteranno a svelare e fronteggiare misteri avvolti nella nebbia e nel mistero.

Quello di mezzo invece si sposta nella calda e caotica Calcutta, dove due gemelli separati alla nascita si ritroveranno e dovranno scoprire insieme cosa è successo il giorno della loro nascita e il mistero di un padre all’apparenza perfetto.

È l’anno prima del nuovo secolo che pubblica “Marina”, un’intensa storia di amicizia tra uno studente collegiale e una ragazza particolare. Due ragazzi chiusi che insieme troveranno un’alchimia perfetta e il giusto coraggio per indagare in una stravagante storia che coinvolge la resurrezione e l’immortalità.

Zafón riesce a raccontare un tema adolescenziale con una scrittura matura in grado di arrivare a tutti i generi di pubblico.

In generale tutti i suoi libri rivolti ad un pubblico più giovane sono in grado di emozionare e lasciare un messaggio importante anche ai non ragazzi.

Dopo quattro libri separati, con “L’ombra del vento” ha inizio il suo progetto più importante e prolifico: la tetralogia del cimitero dei libri dimenticati.

In quattro libri racconta una Barcellona ferita, problematica, la quale ha dovuto affrontare due guerre e una longeva dittatura, con al centro di tutte le storie il cimitero dei libri dimenticati, un luogo meraviglioso, immenso, situato nelle fondamenta nella città catalana, contenente tutti i libri che hanno bisogno di protezione, quelli raccontati da scrittori maledetti e misteriosi. 

È proprio in quel luogo che Daniel Sempere (il protagonista, N.d.R.), portato dal padre libraio il giorno in cui non riesce a ricordarsi il volto della madre, trova il libro di Julian Carax intitolato “L’ombra del vento”, il quale lo proietterà nel passato di uno scrittore francese maledetto e in un’avventura che non lo abbandonerà mai

Ricordo che quella mattina di Giugno mi ero svegliato gridando. Il cuore mi batteva come se volesse aprirsi un varco nel petto e fuggire via.


«Non mi ricordo più il viso della mamma » dissi con un filo di voce.

« Su Daniel vestiti, voglio mostrarti una cosa» disse.

Il suo seguito, “ Il gioco dell’angelo”, si sposta un po’ più nel passato e racconta l’incredibile storia di David Martin, scrittore con molto potenziale legato alla famiglia Sempere, che nel corso della sua vita riceverà un’insolita offerta: scrivere una nuova religione, la quale possa essere diversa da tutte le altre, con nuovi valori e obiettivi. 

“ La religione è per i mediocri. Li consola, risponde alle inquietudini che li divorano e, in ultima istanza, imputridisce le loro anime e consente di giustificare la loro grettezza e la loro avidità fino a credere che siano virtù e che le porte del cielo si spalancheranno solo per gli infelici come loro […] a me serve qualcosa di diverso.” 

Gli ultimi due libri, “Il prigioniero del cielo” e “Il labirinto degli spiriti”, raccontano la vita da adulto di Daniel, che dovrà affrontare una nuova scioccante rivelazione e farà di tutto per scoprire la verità insieme ai suoi più fidati amici e ad un nuovo personaggio che metterà ancora più in disordine la vita della famiglia spagnola.

“In questa vita si perdona tutto, tranne dire la verità.”

Quattro libri che legano un’unica grande storia con molti personaggi legati tra loro, ogni libro é una porta diversa da cui entrare e come ripete l’autore all’inizio di ogni opera — si può iniziare da qualsiasi, creando cosi il proprio percorso personale perché il contenuto non cambia, cambia solo il come tutto si ricostruisce nella propria mente. 

Zafón è uno scrittore particolare che, se riesce a penetrare il lettore, ha la capacità di non uscire più dalla sua mente e dal suo cuore perché i suoi libri vanno oltre al raccontare una semplice storia, sono capaci di lasciare un’impronta profonda e indelebile. Leggere i suoi capolavori è come ascoltare e immergersi in una sinfonia che ti culla, ti coccola e ti fa intraprendere un percorso indimenticabile il quale ti accompagnerà per tutta la vita.

“Fin da bambino ho sempre avuto due grandi passioni, la scrittura e la musica. Non sapevo bene cosa volevo fare da grande, se scrivere o comporre musica. Alla fine ho deciso di comporre con la penna”.

Articolo di Federico Metri

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