Il WWF e il Museo del Prado uniti per l’ambiente

Cosa succederebbe se la temperatura mondiale aumentasse di 1,5 gradi?

Lo cambia todo risponderebbero da Madrid. 

In questi giorni (precisamente dal 2 al 13 dicembre) nella capitale spagnola si sta svolgendo la COP25, conosciuta anche come la 25esima United Nations Climate Change Conference, durante la quale i Paesi partecipanti si confrontano riguardo la crisi climatica attuale e le sue relative conseguenze.

In occasione di questo summit di portata mondiale, il Museo del Prado di Madrid e l’associazione ambientalista WWF hanno dato vita a una campagna di sensibilizzazione che unisce arte, ambiente e creatività, per renderci maggiormente consapevoli di ciò che stiamo vivendo e potremo vivere in un futuro non troppo lontano. 

Un aumento della temperatura di 1,5 gradi ci sembra quasi irrisorio: se ci dicessero che nella stanza in cui siamo in questo momento si è passati da 20 a 21,5 gradi, probabilmente non ce ne accorgeremmo nemmeno.

Eppure, se il pianeta Terra si surriscaldasse di “appena” un grado e mezzo, i danni che subirebbe il nostro ecosistema sarebbero stravolgenti.

Innanzitutto, molti ghiacciai si scioglierebbero o addirittura scomparirebbero. Questo porterebbe alla sommersione di intere zone attualmente popolate e migliaia di persone sarebbero costrette a emigrare.

Inevitabilmente aumenterebbe in modo esponenziale il numero dei rifugiati climatici che dovrebbero essere accolti in altri Stati, cambiare casa, magari anche lingua e abitudini.

La siccità si intensificherebbe in molte zone della superficie terrestre, portando a un incremento della desertificazione e al prosciugamento di fiumi e laghi nelle località a rischio o limitrofe. 

Gran parte delle specie animali si troverebbero in difficoltà nell’adattarsi a nuove temperature e la loro sopravvivenza potrebbe essere in pericolo: sia sulla terraferma sia negli oceani e nella barriera corallina. 

Inoltre, flora, fauna ed esseri umani dovranno abituarsi a un nuovo clima e ciò ci potrebbe costringere a vivere in luoghi in cui non è da escludere la contrazione di malattie e allergie a cui potremmo non saper fare fronte.

Secondo questo ipotetico bilancio, le difficoltà a cui andremmo incontro, per un aumento di “soli” 1,5 gradi, avrebbero un impatto sulle nostre vite che definire significativo è riduttivo.

Ma se le parole non bastassero a rendere l’idea della gravità della situazione, ecco allora che entra in gioco l’arte.

Per questo il WWF e il Museo del Prado hanno scelto alcune opere artistiche per dimostrare visivamente al pubblico quali sarebbero le possibili conseguenze di un apparentemente irrisorio aumento della temperatura globale.

Ecco che improvvisamente Filippo V, dipinto a cavallo da Velázquez, verrebbe completamente sommerso dall’acqua.

Oppure lo Stige di Patinir, ne El paso de la Laguna Estigia si prosciugherebbe e Caronte non potrebbe più navigarlo.

I Ninos en la playa di Sorolla sarebbero bambini coricati tra una miriade di pesci morti.

Infine, El Quitasol di Goya mostrerebbe i futuri rifugiati climatici alle prese con le difficoltà di vivere in accampamenti. 

Il linguaggio universale dell’arte cattura la nostra attenzione senza bisogno di eccessive spiegazioni: possiede una forza d’urto che, in questo contesto, risulta quasi geniale.

Ormai siamo consapevoli delle gravi conseguenze a cui stiamo andando incontro e di ciò che dovremo affrontare tra pochi anni.

Foreste bruciate, specie animali che si estinguono sempre più frequentemente, zone un tempo rigogliose ora desertificate, dissesti idro-geologici all’ordine del giorno, sono parte della nostra quotidianità in un mondo che sta mutando sembianze sotto i nostri occhi. 

Il video creato attraverso i capolavori artistici del Museo del Prado non è che un monito ad alto impatto visivo che, oltre a metterci di fronte alla realtà che potremmo vivere, vuole ricordarci come ogni giorno dovremmo fare qualcosa, anche una piccola azione quotidiana, per rendere il nostro pianeta una casa accogliente in cui abitare.

Caterina Cerio
Vivo a Milano ma sono innamorata di Siviglia, dove ho fatto il primo Erasmus. Amo il sole, il mare e la buona compagnia. Mi piace conoscere cose nuove e l’arte in generale con tutti gli stimoli che dà.

Commenta