Perché in Italia manca una destra moderata

L’Italia non è mai stata capace di esprimere una grande Destra. È questo,
probabilmente, il fatto determinante di tutta la sua storia recente. Ma non si tratta di una causa, bensì di un effetto. L’Italia non ha avuto una grande Destra perché non ha avuto una cultura capace di esprimerla. Essa ha potuto solo esprimere quella rozza, ridicola, feroce destra che è il fascismo.

Così scriveva nel 1974 Pasolini in un articolo pubblicato sul Corriere della Sera in occasione della vittoria del NO nel referendum sul divorzio. A distanza di anni rileggendo queste righe viene da chiedersi: l’Italia è cambiata? E’ nato un partito di destra moderato, liberale, in grado di rappresentare i valori della destra (amore per la patria, sicurezza, libertà in campo economico)?

Analizzando la situazione del nostro paese la risposta sembra essere negativa.

I due principali partiti di quello che oggi, impropriamente, viene chiamato “centrodestra”, Lega e Fratelli d’Italia, esprimono delle posizioni che in un qualsiasi altro periodo della nostra storia sarebbero state ritenute di estrema destra. Eppure oggi viviamo in un’epoca in cui il dibattito politico italiano si è polarizzato così tanto che persino posizioni xenofobe e omofobe sono ritenute “moderate”. In questa situazione agli occhi di molti (persino a persone di sinistra) Berlusconi potrebbe apparire come un abile statista, l’ unico in grado di mitigare l’ egemonia dei sovranisti nella destra italiana. Sarebbe bene ricordare che 25 anni fa fu lo stesso Cavaliere il primo a sdoganare i fascisti, alleandosi con Alleanza Nazionale, il partito nato dall’evoluzione dell’MSI (evento che lo stesso Berlusconi ha rivendicato recentemente) e che un “moderato” come Tajani, poco tempo fa, ha rilasciato un’ intervista in cui ha sostenuto il fatto che il Duce abbia fatto anche “cose buone”.

Insomma, sembrerebbe che la destra italiana sia naturalmente attratta dal fascismo, un fatto quasi unico nel panorama europeo. Perché se è vero che negli ultimi anni i partiti di estrema destra sono cresciuti in quasi tutti i paesi europei è anche vero che esistono, in queste nazioni, partiti di centrodestra con una lunga tradizione: i Repubblicani in Francia, il Partito Popolare in Spagna, ma, soprattutto, lo CDU-CSU della Merkel in Germania.

La cancelliera in questi anni di governo è arrivata a far approvare i matrimoni gay (anche senza i voti di tutti i membri del suo partito) e ha
accolto, a partire dal 2015, numerosi profughi provenienti dalla Siria. Certo, molti partiti di centrodestra attualmente al governo dei loro paesi, come l’OVP in Austria e Nuova Democrazia in Grecia, hanno assunto posizioni estreme in alcuni ambiti (soprattutto per quanto riguarda l’immigrazione).

Eppure l’Italia rimane una mosca bianca: secondo i sondaggi attuali, sommando i voti di Lega e Fratelli d’Italia, l’ estrema destra arriverebbe al 43%.

Ed anche i giornali di destra italiani (Il Giornale, Libero Quotidiano, La Verità) sono noti per il loro sensazionalismo ed estremismo, oltre che per il quantitativo elevato di notizie false che pubblicano. Ma come siamo arrivati a questo? Per anni la DC, il polo moderato per eccellenza, era riuscito a spostare verso posizioni di centro numerosi elettori di destra. Ma una volta scomparsa questi ultimi non hanno più trovato alcun partito. in grado di rappresentare i valori della destra seriamente, senza personalismi (il “berloscunismo”) o estremismi.

Ma le cose in un futuro non troppo lontano potrebbero cambiare: oggi si affacciano nuovi partiti che si definiscono “liberali” e “centristi” (+Europa, Italia Viva di Renzi e Azione di Calenda). Sono ancora piuttosto piccoli ma
hanno ampi spazi di crescita. Forse quello che serve oggi all’ Italia è proprio un polo liberale, storicamente assente nel nostro paese, in grado di attrarre i voti di coloro che sono stanchi di doversi accontentare di questa “rozza, ridicola, feroce destra” che attualmente domina il panorama politico italiano.

Articolo di Davide Muffatti

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