Stadio o non stadio: questo è il dilemma

Stadio o non stadio: questo è il dilemma

Ad aver investito la costruzione del nuovo impianto sportivo per Milan e Inter è una vera e propria diatriba tra i sentimenti legati a uno degli edifici simbolo di Milano e il desiderio di innovazione e modernità .

A scontrarsi, in un clima che promette tempesta, sono la giunta comunale del sindaco Beppe Sala e le due squadre di Milano, che per l’occasione hanno deposto le rivalità calcistiche presentandosi unite nella discussione sul nuovo stadio. 

È ormai chiara l’intenzione del comune di permettere l’edificazione del complesso presso il quartiere di San Siro, in modo da intersecare il progetto con la riqualificazione di una delle zone più periferiche di Milano, triste teatro negli ultimi anni di racket di case abusive e droga.

Ma che fine farà il vecchio stadio?

La speranza del sindaco è quella che il futuro riservi ancora un ruolo di prim’ordine per lo storico Giuseppe Meazza, per esempio nel calcio femminile e giovanile.

L’idea del Comune è, dunque, quella di mantenere attivo l’attuale stadio di San Siro e costruire, nella stessa zona, un nuovo complesso per accontentare le richieste delle due squadre. 

Peccato che la proposta non abbia trovato l’appoggio di Milan e Inter: infatti, durante il vertice del 4 dicembre svoltosi nella Sala Marra del Comune, sono fioccati commenti non proprio pacifici.

“Non si sono mai visti due stadi uno a cento metri dall’altro. Magari essere primi è anche bello, ma a volte anche un po’ stupido”, ha osservato non senza una buona dosa di ironia il presidente del Milan Paolo Scaroni. Parole che non fanno presagire nulla di buono per il mantenimento di San Siro e segnalano una certa tensione tra le parti impegnate nella trattativa.

E, in effetti, tutto il vertice del 4 dicembre, a cui il sindaco Sala non ha partecipato, si è giocato su un botta e risposta di fuoco tra il Comune, Scaroni, e l’amministratore delegato dell’inter, Alessandro Antonello.

Se dalla parte della giunta comunale si accusano le società di scarsa serietà, dall’altra parte le due squadre lamentano una raffica di dichiarazioni che non hanno aiutato a fare chiarezza sull’argomento. Inoltre, la mancata presenza del sindaco, garantita in un primo momento, non ha contribuito a rasserenare il clima.

A nulla è servito il ramoscello d’ulivo porto dall’assessore al turismo, Roberta Guaineri, e dall’assessore all’urbanistica, Pierfrancesco Maran, che hanno proposto la formazione di un tavolo di lavoro misto, al fine di trovare la soluzione migliore per mantenere in vita il Meazza. Le squadre preferiscono, invece, fare le loro valutazioni in modo autonomo.

Fallita la trattativa di pace, il Comune torna all’attacco accusando il nuovo impianto di costare troppo (600 milioni), mentre i due club rivendicano il ruolo di imprenditori che vogliono il meglio per i loro tifosi.

La situazione, insomma, sembra essersi impantanata in un litigioso stato di stallo. 

Eppure il nuovo stadio non è solo un capriccio delle due società calcistiche, ma un desiderio condiviso da molti cittadini di Milano. Lo dimostra un’indagine svolta da Ipsos Italia su 2000 individui, che ha riportato come il 77% degli intervistati consideri il nuovo impianto “un’opportunità da cogliere al volo”, capace di portare maggiore comfort e sicurezza ai tifosi, nonché posti di lavoro e benefici per l’intera città. L’auspicio dei milanesi è quello che il Comune continui a dialogare con le due squadre al fine di portare a termine un’importante infrastruttura che trova il completo appoggio del 64% degli intervistati.

Se la soluzione alla trattativa su San Siro si prospetta ancora lontana, i tifosi però possono almeno fantasticare su quale sarà l’aspetto del tanto desiderato complesso sportivo.

Sono due i progetti papabili a trasformarsi nel nuovo stadio di Milan e Inter:  “La cattedrale” ideata dallo studio architettonico Populous, che vanta diverse collaborazioni con altre società calcistiche per la costruzione dei loro stadi, e “Gli anelli di Milano”, nato da una cooperazione tra gli studi Manica e Sportium, in cui i due anelli vogliono poeticamente simboleggiare l’unione tra i due team.

Il primo progetto punta tutto su giochi di luce proiettati su un’elegante facciata in vetro che richiama il maestoso Duomo di Milano e sull’innovativa idea architettonica di avvicinare il pubblico al campo, in modo da permettere una visibilità mai stata possibile prima. Anche nel progetto del gruppo Sportium sono previsti effetti luminosi a Led, che consentiranno di colorare gli anelli di Milano di blu durante le partite dell’inter e di rosso nei 90 minuti più recupero del Milan. Niente paura per il Derby: ogni curva sarà illuminata con il suo colore di appartenenza in modo da sottolineare il principio cardine di questo progetto, ovvero la volontà di rappresentare due squadre storiche e rivali, ma unite per la loro città.

Entrambi gli studi architettonici prevedono, Comune permettendo, la demolizione del vecchio San Siro che, nel caso del progetto di Popolous, sarà sostituito da un museo per ricordare la storia dei due team milanesi; nei piani del gruppo Sportium, invece, è previsto il mantenimento del solo campo da gioco, in modo da regalare a tutti gli appassionati l’ebrezza di calciare un pallone sull’erba dello storico e indimenticabile Giuseppe Meazza.

Beatrice Balbinot
Mi chiamo Beatrice, ma preferisco Bea. Amo scrivere, dire la mia, avere ragione e mangiare tanti macarons.

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