Pillole di economia. Il cuneo fiscale

Pillole di economia. Il cuneo fiscale

Le tematiche di carattere economico rientrano senza dubbio in quel ventaglio di argomenti spesso difficili da comprendere a fondo per chi non ne ha mai approfondito lo studio. Abbiamo deciso di dare vita a questa rubrica nella quale cercheremo di sviscerare, con il linguaggio più semplice e accessibile possibile, vari temi economici legati all’attualità. A questo link trovate la scorsa puntata.


“Non possiamo assumerti perché ci costi troppo”, “Il mio stipendio va più in tasse che in cibo”: sono tutte frasi che sentiamo più o meno tutti i giorni, in casa, a lavoro, ma anche in metropolitana la mattina ascoltando le conversazioni degli impiegati che si dirigono in ufficio.

Non sono, tuttavia, affermazioni buttate lì a caso, tanto per fare una sana conversazione su quanti problemi abbia lo Stato italiano.

Esiste, infatti, un vero e proprio indicatore economico che ci dice quanto “pesano” le imposte sui redditi dei lavoratori, e su quanto questi ultimi “pesano” sul datore di lavoro: il cosiddetto cuneo fiscale

Sicuramente non risulterà un termine troppo sconosciuto, anche perché costituisce un tema molto dibattuto negli ultimi tempi, ma forse non tutti sanno esattamente di cosa si tratti

Come già accennato, il cuneo fiscale è un indicatore (come i più noti PIL e PNL) costituito dalla somma delle imposte (dirette e indirette e contributi previdenzali, ossia quei versamenti che danno diritto ad avere una pensione e determinano il suo importo) diviso per il costo del lavoro complessivo.

In altre parole è la differenza tra quanto costa un lavoratore alla sua azienda e quanto effettivamente il lavoratore percepisce a fine mese nella sua busta paga. 

Questo valore viene poi espresso in percentuale, ed è interessante notare che non riguarda solo lavoratori dipendenti, ma anche i liberi professionisti e i datori di lavoro hanno il loro cuneo fiscale, calcolabile sempre conoscendo le imposte che gravano su di loro.

L’OCSE studia ogni anno i dati sul cuneo fiscale dei 36 Paesi aderenti, rapportandola sempre con la retribuzione media nel singolo Paese. Nel 2019 il valore medio è stato del 36,15, e qui l’Italia si guadagna il podio con un 47,9%, preceduta solo da Germania (49,5%) e Belgio (52,7%).

È un dato che sicuramente fa pensare, e proprio per questo il taglio del cuneo fiscale è uno dei punti principali della Manovra economica 2020 la quale, per il momento, si propone un taglio di 3 miliardi di euro a partire da luglio di quest’anno.

Il cuneo fiscale, e ora sappiamo di cosa si tratta, appare quindi come un indicatore molto importante per la politica economica del nostro Paese, nonché la dimostrazione che effettivamente le lamentele che sentiamo tutti i giorni non sono proprio campate in aria.

(A questo link il grafico dati Ocse)

Articolo di Martina Di Paolantonio.

Redazione on FacebookRedazione on InstagramRedazione on TwitterRedazione on Youtube

Commenta