Homero, il guardiano delle farfalle

In Messico si è consumato l’ennesimo omicidio, perpetrato da mafiosi, ai danni di un cittadino. Per quanto le cause della morte di Homero Gòmez, questo il nome della vittima, non siano ancora state ufficialmente rese note, sul movente, sia la famiglia, sia coloro che lo conoscevano non hanno dubbi: è stato ucciso da una delle bande criminali locali perché, da attivista, si batteva contro la deforestazione illegale. Il corpo senza vita dell’uomo, di cui si erano perse le tracce già il 13 gennaio, è stato rinvenuto in un pozzo due settimane dopo. Se vogliamo comprendere questa vicenda, è bene prima di tutto partire dall’inizio e cioè dalla vita di Homero, dai suoi sogni e dalla sua perseveranza.

Nato cinquant’anni fa da una famiglia di taglialegna nello stato messicano di Michòacan, egli stesso svolse questa professione per anni, finché non rimase affascinato da un tanto piccolo quanto meraviglioso e fragile insetto: la farfalla monarca (Danaus pelixippus); e decise di impegnarsi per proteggerlo. Dopo aver studiato alla Chapingo Autonomous University divenne un ingegnere agricolo. Si ritrovò così a impegnarsi con passione ma anche con conoscenze e competenze per rendere realtà il suo progetto. Homero smise di tagliare alberi e scelse di difenderli, impegnando ogni sua energia, proteggendo l’habitat della sua amata farfalla, che giunge in alcune foreste del Messico ogni anno per svernare dopo un tragitto lungo più di cinquemila chilometri.Risultato immagini per homero gomez mexico

Tra le tante sue azioni in questo senso resta fondamentale la creazione del santuario per farfalle El Rosario, diventato patrimonio mondiale dell’Unesco. Un’area dovemigrano ogni anno, milioni di farfalle monarca provenienti dal Nord America. Specie, questa, a rischio di estinzione che riesce a riprodursi solo grazie alla particolare vegetazione e al clima favorevole del luogo. Negli ultimi tempi, però, a Michòacan come in molti altri luoghi, network criminali hanno iniziato ad abbattere illegalmente i boschi, per trafficare col legname e creare spazi per la coltivazione della marijuana. Il «paladino delle farfalle» Homero Gomez già dall’inizio degli anni 2000 aveva iniziato a parlare con la gente per sensibilizzarla verso l’ormai evidente effetto nocivo della deforestazione, in particolare nel suo territorio.

Anche come sindaco della città di Rosario non aveva taciuto davanti alle ingiustizie e non aveva rinnegato mai le sue convinzioni.

Elementi, questi, che hanno attirato su di lui gli odi delle numerose bande criminalipresenti sul territorio. Ai loro occhi, una persona che anteponeva al profitto illecito la vita di una fragile creatura doveva sembrare strana e soprattutto pericolosa. La famiglia di Homero ha dichiarato che l’uomo aveva ricevuto già diverse minacce. Ma Homero aveva resistito: evidentemente l’attivista in quella natura che aveva giurato a sé stesso di proteggere, era stato capace di scorgere qualcosa di più del denaro e del potere. Qualcosa che in parte può rivelarci la bellezza delle immagini della farfalla monarca, immagini che lui stesso postava spesso sui social.

Il 3 febbraio, due giorni dopo il funerale di Gòmez, un altro attivista che lottava per la difesa di El Rosario è stato trovato ucciso. Due morti da non dimenticare dentro il macabro bilancio di sangue del Messico dove nel 2019 gli omicidi sono stati 35.588 mentre, sempre stando ai dati ufficiali, i desaparecidos sono 61 mila, in gran parte scomparsi negli ultimi anni. Davvero, in Messico, per usare un’espressione forte, la vita delle farfalle sembra non durare molto meno di quella degli uomini, davanti allo strapotere ancora troppo eterno delle bande criminali.

Carlo Codini
Nato nel 2000, sono uno studente di lettere. Appassionato anche di storia e filosofia, non mi nego mai letture e approfondimenti in tali ambiti, convinto che la varietà sia ricchezza, sempre.

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