David di Donatello 2019, il trionfo delle eccellenze del cinema italiano via web

David di Donatello 2020, il trionfo delle eccellenze del cinema italiano

Per ricostruire il Paese dopo la drammatica epidemia sarà necessario recuperare ispirazioni e tornare a sognare e a far sognare.

Così, con la lettera dal Presidente Sergio Mattarella, si apre la 65esima edizione dei David di Donatello, ovvero la più importante cerimonia di premiazione del cinema italiano.

Quest’anno le premiazioni sono avvenute tutte in streaming, con un Carlo Conti isolato ma ospite di decine tra le case dei registi, attori e i vari personaggi presenti. Una cerimonia sicuramente straniante, caratterizzata da una lista di premi che scorre senza il rumore scrosciante degli applausi, o l’emozionante camminata dei vincitori verso il palco.

Con una rapida trafila di nomi che lascia solo spazio d’opinione al cast, ignorando le troupe, questa edizione dei David di Donatello risulta smart, social, contraddistinta da immancabili spazi pubblicitari e da pochi, ma importanti, omaggi a Sordi e Fellini. 

Film indiscutibilmente protagonista della serata – e non c’erano dubbi su questo – è Il traditore di Marco Bellocchio; grande opera del noto regista che narra le vicende di Tommaso Buscetta, interpretato da un Pierfrancesco Favino magistrale. Ne avevamo parlato qui.

Il traditore porta a casa, oltre a vari premi, anche le sei statuette più importanti: miglior film, miglior regia, miglior attore protagonista e non (quest’ultimo a Luigi Lo Cascio), miglior sceneggiatura originale di Marco Bellocchio insieme a Ludovica Rampolli, Valia Santella e Francesco Piccolo; e infine miglior montatore ad opera di Francesca Calvelli.

Tra le cinquine brilla anche Pinocchiola nota trasposizione cinematografica della fiaba di Collodi, efficacemente riprodotta dall’internazionale Matteo Garrone: il suo cast e in particolar modo la sua troupe che ha coinvolto Hollywood e Cinecittà, con artisti del calibro di Mark Coulier (Oscar per The Iron Lady e Grand Budapest Hotel) al trucco prostetico, vincitore insieme a Dalia Colli del David al miglior truccatore, che hanno saputo sorprendere la giuria per il particolare tecnicismo della pellicola, aggiudicandosi i David per miglior scenografo a Dimitri Capuani, miglior costumista a Massimo Cantini Parrini, miglior acconciatore a Francesco Pegoretti e migliori effetti visivi VFX ad opera di Theo Demiris e Rodolfo Migliari.

Tre su quindici i premi aggiudicati al favoritissimo Il primo re di Matteo Rovere, l’ambizioso film sulla fantastorica fondazione di Roma e il racconto dell’esodo di Romolo (Alessio Lapice) e Remo (Alessandro Borghi): dopo un’incertezza per il premio di miglior attore a Borghi, soffiato da Favino, e la lunga lista di David tecnici accaparrati da Pinocchio, il fantastico lavoro dietro a Il primo re è premiato per il miglior produttore con Andrea Paris e lo stesso Matteo Rovere per Groenlandia con Rai Cinema, Roman Citizen e Gapbusters; immancabili i premi per miglior autore della fotografia a Daniele Ciprì e miglior suono.

Un po’ di sorpresa invece hanno destato i premi musicali – soprattutto per la presenza in entrambe le categorie di Thom Yorke, candidato per il film Suspiria di Luca Guadagnino – in particolar modo il David al miglior musicista aggiudicato da L’orchestra di Piazza Vittorio per il film Il flauto magico di Piazza Vittorio, regia di Mario Tronco e Gianfranco Cabiddu; la miglior canzone originale va invece a un Diodato che con Che vita meravigliosa, colonna sonora de La dea fortuna di Ferzan Ozpetek, segna il suo anno con la già precedente vittoria a Sanremo.

Delusione da tutti i punti di vista per Martin Eden di Pietro Marcello che si aggiudica solo la statuetta, seppur non meno importante delle altre, di migliore sceneggiatura non originale a opera di Maurizio Braucci e Pietro Marcello. Per il resto il film, con Luca Marinelli nei panni di Martin Eden, non raggiunge la soglia d’attenzione tanto sperata; una pellicola già minata al tempo da una distribuzione nelle sale fallace che, contrapposta a una felice attenzione dalla critica, determinò invece uno scarso successo nel pubblico.

Altra delusione riguarda il comparto attrici: nonostante le belle parole delle concorrenti, infatti, i premi miglior attrice protagonista e miglior attrice non protagonista sono segnate duramente dalla differenza di notorietà delle parallele categorie maschili; sintomo di un chiaro buco oscuro del cinema italiano, dove le aspiranti attrici non hanno e non avranno, di questo passo, le stesse opportunità degli uomini. Così mentre sullo schermo vediamo apparire quelli considerati grandi nomi maschili come quelli di Alessandro Borghi, Toni Servillo e Stefano Accorsi, quando vengono fatti i nomi delle candidate nella categorie miglior attrici protagoniste e non non si può far a meno di notare che pochi sanno chi sia Alida Baldari Calabria (la Fata Turchina di Pinocchio), Tania Garribba e Anna Ferzetti – quest’ultima tristemente nota in particolare per essere la moglie di Pierfrancesco Favino –.

Vittoria indiscussa per Jasmine Trinca in La dea fortuna per la categoria miglior attrice protagonista, e Valeria Golino, candidata sia come protagonista e sia come non protagonista, trionfa nella seconda categoria per il film di Igort, 5 è il numero perfetto. 

Encomio per il David speciale che va a Franca Valeri, la quasi centenaria attrice e regista che vanta produzioni di spicco con Fellini, Vittorio de Sica, Dino Risi e Comencini.

In poco più di due ore e venti minuti si è fatto un reale sunto del cinema italiano dell’anno passato: Il traditore di Marco Bellocchio domina la serataPinocchio è la riprova di un Garrone che vanta una vastissima capacità di produzione; e Il primo re, film ambizioso per la scena italiana, ricava il suo angolino di importanza.

I David di quest’anno sono altrettanto essenziali nel momento in cui segnano l’inizio di un modo diverso di concepire il cinema, terribilmente martoriato dallo stop delle produzioni causate dal COVID-19.

Mattarella a inizio serata ci ricorda cosa voglia dire produrre un film, dare immagine ai sogni; ci rammenta l’importanza del lavoro di cineasta e dell’attuale necessità di film sempre più ricchi di fascino e di originalità. La grande cerimonia è simbolo di una ripresa lenta ma, si spera, migliore e continuativa di un cinema italiano che fa capolino ed esce da una condizione di marginale posizione mondiale.

Simbolo di un sentimentalistico tentativo di rifarsi al passato, legato principalmente al periodo d’oro della produzione italiana: da Fellini e il ricordo dei 100 anni dalla sua nascita, i David di Donatello scommettono sul cinema che verrà.


Ecco la lista di tutti i vincitori dei David di Donatello 2020

Miglior film: Il traditore di Marco Bellocchio

Miglior regista: Marco Bellocchio (Il traditore)

Miglior regista esordiente: Phaim Bhuiyan (Bangla)

Miglior sceneggiatura originale: Marco Bellocchio, Ludovica Rampoldi, Valia Santella, Francesco Piccolo (Il traditore)

Miglior sceneggiatura non originale: Maurizio Braucci, Pietro Marcello (Martin Eden)

Miglior produttore: Andrea Paris e Matteo Rovere per Groenlandia con Rai Cinema, Roman Citizen e Gapbusters (Il primo re)

Miglior attrice protagonista: Jasmine Trinca (La dea fortuna)

Miglior attore protagonista: Pierfrancesco Favino (Il traditore)

Miglior attrice non protagonista: Valeria Golino (5 è il numero perfetto)

Miglior attore non protagonista: Luigi Lo Cascio (Il traditore)

Miglior autore della fotografia: Daniele Ciprì (Il primo re)

Miglior musicista: Orchestra di piazza Vittorio (Il flauto magico di piazza Vittorio)

Miglior canzone originale: Che vita meravigliosa (musica, testo e interpretata da Diodato in La dea fortuna)

Miglior scenografo: Dimitri Capuano (Pinocchio)

Miglior costumista: Massimo Cantini Parrini (Pinocchio)

Miglior truccatore: Dalia Colli, Mark Coulier (Pinocchio)

Miglior acconciatore: Francesco Pegoretti (Pinocchio)

Miglior montatore: Francesca Calvelli (Il traditore)

Miglior suono: Il primo re

Miglior effetti speciali visivi: Theo Demeris e Rodolfo Migliari (Pinocchio)

Miglior documentario: Selfie di Agostino Ferrente

Miglior film straniero: Parasite (기생충, 寄生蟲) di Bong Joon Ho

Miglior cortometraggio: Inverno di Giulio Mastromauro

David giovani (assegnato da una giuria di studenti da istituti superiori di II grado): Mio fratello rincorre i dinosauri di Stefano Cipani

David dello spettatore: Il primo Natale di Ficarra e Picone

David speciale: Franca Valeri

Andrea Marcianò
Classe '99, nato sul Lago di Como, studente in scienze della comunicazione, amante di cinema e televisione. Mi piace osservare il mondo dall'esterno come uno spettatore.

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