La crisi dei single ai tempi del Covid: panico o meditazione?

La prima pagina di Sette, il settimanale del Corriere della Sera, escludendo l’editoriale di Harari, è dedicata alla rubrica 7 di cuori di Massimo Gramellini.

Il titolo della scorsa settimana recitava Per me, single, il dopo sarà peggio dell’adesso. Autrice dell’SOS è Alessandra, 39 anni, preoccupata per l’inesorabile e incerto proseguimento della pandemia: il suo “unico compagno, un gatto probabilmente bipolare, di nome Baol“.

Per quanto una passeggiata all’aria aperta, grazie all’attuale Fase 2, possa apportare benefici per corpo e spirito, è inevitabile che ci si trovi in tempi tenebrosi per i non congiunti.

Accanto al tormento di non potersi più bere una birra in compagnia dei propri amici, capitola la crisi dei single, e con essa tutti i fattori emotivo-sessuali che, inevitabilmente, saranno compromessi fino a data da destinarsi.

L’argomento è stato oggetto di numerosi interventi, reperibili sia su testate giornalistiche, ma anche su profili Instagram di psicologi e sessuologi, che cercano di esorcizzare questa paura con post e video a riguardo.

Una di questi è la sessuologa Sabrina Gatti – gestrice dei canali Youtube e Instagram Sessualità e benessere – la quale ha esposto il problema e i rischi nel lungo periodo in una videointervista rilasciata al quotidiano La Stampa:

Si tratta di una difficoltà che inizia a diventare davvero pesante dal punto di vista mentale. Le problematiche sono numerose, specialmente l’assenza totale di contatto fisico, e il massiccio utilizzo di materiale pornografico per cercare di arginare il problema. Non è da escludere, inoltre, che la volontà assidua di tornare alla vita sessuale e relazionale di prima, causi picchi di stress incentivando i single ad uscire di casa, violando le regole di distanziamento sociale.

In soccorso ai single sono intervenuti, com’è logico pensare, i siti d’incontri e le dating app. Tinder, la più popolare tra queste, oltre al nuovo record di “swipe” totalizzato ad aprile (+37% rispetto a febbraio), ha deciso di introdurre le videochat nel prossimo aggiornamento, per incentivare maggiormente gli utenti al suo utilizzo (nota molto strana, dato che sulla piattaforma non è possibile inviare immagini durante le conversazioni).

Ma quanto può essere influente il loro operato in una situazione del genere? Decisamente ridotto, visto che, se da una parte avere qualcuno con cui parlare è sì importante, il fatto di trovarsi all’interno di un’applicazione per smartphone, comunicando con perfetti sconosciuti, ipotizzando sulla sincerità delle loro parole e impossibilitati a capirne i sentimenti, per molti non coincide assolutamente con un approccio diretto.

È questa la vera spada di Damocle che pende su scapoli e zitelle, veleggianti con la fantasia in acque tormentate, immaginandosi ancora a secco di avventure e coccole ad Halloween e Natale dell’anno corrente oppure a Carnevale 2021.

Ma è forse un imperativo categorico, il fatto che non si possa più avere contatti diretti con sconosciuti da “sedurre”?

Lo psichiatra e sessuologo Marco Rossi, in un’intervista rilasciata al quotidiano online Agi, ha provato a riscrivere le dinamiche del corteggiamento in piena emergenza, prendendo atto dell’impossibilità dei luoghi di aggregazione.

Ci annuseremo attraverso il sorriso degli occhi, l’unica parte del nostro volto che resterà visibile in mezzo alla gente, e ci annuseremo molto anche attraverso le parole. Si sarà portati a prestare davvero attenzione a quello che dice l’altro, si svilupperà una nuova sensibilità e questo non è certo uno svantaggio.

Il dottor Rossi prosegue asserendo che questa nuova consapevolezza potrebbe influire positivamente sui rapporti, alimentando quindi empatia e capacità di ascolto degli interlocutori-amanti, evitando tra l’altro di disdegnare a priori app e siti d’incontri (ora come ora, reputati strumenti molto importanti).

Inoltre, la pazienza che si sarà in grado di maturare in questo periodo si ripercuoterà felicemente una volta terminata l’emergenza. Grazie all’autoconsapevolezza e all’accettazione della situazione, esiliando quindi la fobia del “tempo perso da recuperare a tutti i costi”, si sarà in grado di vivere il periodo di distanziamento sociale nel migliore dei modi.

Illustrazione di copertina di Nadia Snopek.

Matteo Lo Presti
Calciofilo e meme lord, il tutto innaffiato da Poretti 9 luppoli. Amo i tatuaggi, la filosofia morale, la Liguria e scrivere. Sogno l'autarchia e l'atarassia.

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