Verso le Regionali: le prospettive del voto

Sono molte le domande che gravitano intorno alle elezioni regionali che si terranno i prossimi 20 e 21 settembre in Valle d’Aosta, Liguria, Veneto, Toscana, Marche, Campania e Puglia. Quali partiti trionferanno, chi soccomberà? Quanto i risultati elettorali influiranno sulla tenuta del governo? Il coronavirus sarà capace di condizionare il voto?

Su chi ne uscirà vincitore, Matteo Salvini sembra non avere dubbi. Durante il Forum Ambrosetti di Cernobbio, ha reso noto il suo prognostico, dichiarando di aspettarsi una vittoria del centrodestra in tutte le regioni, incassando quello che sarebbe un clamoroso 7 a 0. Sulla stessa linea anche Giorgia Meloni che sottolinea come l’obiettivo di Salvini non sia poi così irrealistico. La posizione dei due leader sembra sostenuta anche dai sondaggi.

Secondo l’ultimo report di Winpoll-Cise pubblicato il primo settembre su Il Sole 24 Ore, in Liguria oltre il 60% dei votanti sceglierà il forzista Giovanni Toti, mentre solo un esiguo 30% opterà per Ferruccio Sansa, candidato unico di PD e Movimento Cinque Stelle. Anche in Veneto si punta per una riconferma del centrodestra, con il leghista Zaia che sembra destinato ad una vittoria record con il 76,8% dei voti, bruciando così ogni altro avversario politico. Sulla stessa linea anche le Marche, dove il candidato di centrodestra Acquaroli si prepara a vincere con il 51,8% dei voti, staccando sia Pd sia Cinque stelle, i quali sembrano avvicinarsi rispettivamente al 36,1% e all’8,9% dei consensi.

Sul fronte dell’incertezza, troviamo Toscana e Puglia dove si prospetta un sofferto testa a testa.

Così come accaduto a gennaio in Emilia-Romagna, storica roccaforte della sinistra, anche la rossa Toscana sembra strizzare l’occhio alla candidata leghista Susanna Ceccardi con il 42,5% dei consensi, a solo mezzo punto di distanza dal candidato Pd Eugenio Giani. Situazione simile anche in Puglia, dove il presidente uscente Emiliano si trova a meno di un punto percentuale dall’avversario di destra ed ex governatore Raffaele Fitto. L’unica eccezione in questo panorama dal colore azzurro-verde, pare essere la Campania dove il successo di De Luca, candidato uscente del centrosinistra, è quasi scontato. Se i dati raccolti nei sondaggi dovessero risultare corretti, ci si domanda se non sia a rischio la tenuta del governo giallo-rosso.

I dubbi sono leciti, soprattutto alla luce del fatto che Pd e Cinque Stelle si presentano uniti solo in Liguria, dove tra l’altro rischiano di ottenere uno scarso successo, che mostra come la coalizione giallo-rossa non convinca appieno gli elettori. L’alleanza di governo sembra dunque pronta a vacillare sotto le spinte vigorose della Lega e di tutto il centrodestra, trionfante in quasi tutti gli scenari. D’altro canto, questa possibilità pare scongiurata dai maggiori leader di partito. Secondo Renzi, il governo reggerebbe anche con un 5 a 1 a svantaggio della sinistra. Sulla stessa linea, l’alleato Luigi Di Maio che esorta a non minare l’esecutivo. A sorpresa anche Matteo Salvini, durante la tappa brindisina del suo tour elettorale, dichiara «il voto locale non c’entra con il governo». Evitare una crisi di governo sembra dunque essere ritenuta la scelta più saggia da tutti gli esponenti politici. A influenzare questa posizione, potrebbe essere la situazione di emergenza sanitaria in cui il Paese ancora si trova, che renderebbe ancor più delicate le conseguenze di una possibile crisi politica.

Il coronavirus sembra dunque capace di condizionare anche le prossime scelte politiche, fra cui lo stesso voto regionale.  

Ne sono un esempio gli esiti del sondaggio che vedono in testa Vincenzo De Luca che, durante il diffondersi dell’epidemia, si è fatto riconoscere per i suoi modi fermi e incisivi, e la possibile rielezione di Zaia che si è fatto apprezzare per la virtuosa politica di tracciamento dei contagi e per la particolare attenzione ai problemi economici.

Da una diversa prospettiva, si potrebbe sostenere che la schiacciante vittoria del centrodestra e il possibile fallimento di Pd e Cinque stelle possano rivelarsi una manifestazione del malcontento dei cittadini verso il governo in carica, acuito proprio dalla gestione confusa e impreparata di molti aspetti dell’emergenza coronavirus. In ogni caso non vi sono dubbi. Qualunque sia l’esito elettorale, il voto regionale sarà un banco di prova decisivo, forse capace di influenzare la politica del prossimo futuro.

Articolo di Chiara Malinverno

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