Del: 17 Ottobre 2020 Di: Redazione Commenti: 0
Dal 2021 zanzare OGM in Florida per combattere la dengue

C’è un’altra battaglia sanitaria in corso negli Stati Uniti martoriati dalla COVID-19: quella contro la febbre dengue, una malattia tropicale causata dal virus omonimo provocante dolore muscolare, cefalea e febbre (talvolta emorragica, con possibile evoluzione in shock circolatorio fatale) e trasmessa con le punture di zanzare della specie Aedes aegypti. Si tratta di insetti diffusi nel sud-est del Paese, il cui areale contiene l’arcipelago delle Florida Keys: un insieme di oltre 1700 isole a sud della Florida.

Qui la febbre dengue non è un problema nuovo: già nel biennio 2009-2010 una violenta esplosione di questa malattia costrinse il Florida Keys Mosquito Control District a uno sforzo titanico per tentare di eliminare la popolazione di Aedes aegypti, impiegando uso massiccio di larvicidi e rafforzando la presenza delle specie predatrici della zanzara. I risultati ottenuti però sono stati modesti, e fino a oggi si è stabilmente speso più di un milione di dollari all’anno per cercare di combattere questa vera e propria piaga.

Tutto questo potrebbe radicalmente cambiare. A fine agosto 2020 si è infatti ottenuto il nulla osta distrettuale (che fa seguito ad approvazioni federali e statali) per poter liberare, tra 2021 e 2022, circa 750 milioni di zanzare geneticamente modificate nell’arcipelago.

Tali zanzare, denominate OX5034, sono state ingegnerizzate per produrre femmine destinate a morire allo stato larvale, impedendo loro di diventare veicolo del virus dengue. Non c’è motivo, invece, di sopprimere la popolazione maschile di Aedes aegypti, che nutrendosi di nettare non rappresenta un pericolo per l’uomo.

Gli organismi geneticamente modificati sono stati sviluppati dalla Oxitec, un’azienda britannico-statunitense a cui il Florida Keys Mosquito Control District si era rivolta nel 2012. Il CEO dell’azienda, Grey Frandsen, si è detto fiducioso che la soluzione proposta porterà enormi benefici alla lotta non solo contro la dengue, ma anche contro il virus Zika e la febbre gialla.

Ma non tutti hanno salutato questo fatto con favore. Jaydee Hanson, Policy Director dell’International Center for Technology Assessment, ha pubblicamente accusato l’Agenzia statunitense per la protezione dell’ambiente (che aveva approvato il rilascio degli organismi della Oxitec anche nella contea di Harris in Texas). La critica è quella di aver ignorato i rischi ambientali del rilascio di OX5034 in maniera criminale. Inoltre, si è lamentato del fatto che fondi ed energie siano stati utilizzati per un progetto da lui definito “alla Jurassic Park” anziché confluire nella lotta al Covid-19, che in Florida ha mietuto a oggi (dati del 4/10/2020) più di 14.800 vittime.

La forte riduzione o l’eliminazione di una specie da un ecosistema pone seri interrogativi sul mantenimento di un equilibrio della catena alimentare che, se distrutto, potrebbe ripercuotersi in negativo sulla nostra salute. Ad esempio, tra i maggiori predatori di zanzare figurano i pipistrelli (13 specie maggiori soltanto in Florida). Questi, vedendo ridotta da mani umane la loro fonte di cibo, potrebbero essere forzati a cambiare areale, magari entrando in contatto con aree abitate. Così, porterebbero con sé un assortimento di virus (particolarmente elevato a causa del
metabolismo accelerato che permette loro di volare e dello stile di vita promiscuo), che potrebbero passare a organismi intermedi, quindi infettare l’uomo.

Considerando che la virologa Shi Zhengli già nel 2004 aveva constatato come i pipistrelli della Cina meridionale contenessero centinaia di diversi coronavirus, la facilità con cui un virus muta, le gravi zoonosi che sono state registrate nel passato (influenza aviaria e suina, solo per citare due esempi) e che probabilmente ne stiamo vivendo una con la pandemia attuale, è evidente che bisogna essere più che cauti nell’alterare gli equilibri naturali.

Anche l’associazione Friends of the Earth si è espressa contro l’operato della Oxitec, definendolo in suo comunicato come un esperimento rischioso per l’ecosistema e per gli abitanti della Florida. I sostenitori di OX5034 restano tuttavia convinti della validità e sicurezza ambientale del progetto, citando come punti a favore test sul campo condotti con successo in Brasile (dove zanzare geneticamente ingegnerizzate sono state rilasciate per combattere il virus Zika) e il fatto che, stando alle dichiarazioni della Oxitec, globalmente siano state già rilasciate oltre un miliardo delle loro zanzare nel 2020, senza che ciò causasse danni ambientali o all’uomo. Va considerato che anche larvicidi e insetticidi hanno un costo ambientale, così come (seppur in maniera diversa) il rinforzo di specie insettivore. Infine, la specie da eradicare, Aedes aegypti, rappresenta soltanto l’1% della popolazione di zanzare dell’arcipelago.

Tutto questo però non convince le oltre 240.000 persone che hanno firmato una petizione su Change.com per fermare il rilascio delle zanzare: a loro avviso rappresenta la trasformazione di territorio nazionale in laboratorio a cielo aperto per i test di una azienda privata. Ciò indica come il progetto della Oxitec debba ancora conquistarsi l’approvazione di una larga fetta di popolazione.

Una cosa però è certa: se le zanzare geneticamente modificate si dimostreranno efficaci contro il diffondersi dei virus e sostenibili sul piano ambientale, allora il nuovo fronte che si aprirà nella lotta contro le malattie veicolate da insetti potrebbe essere quello risolutore di una piaga sanitaria e sociale. Piaga che uccide all’anno 725 mila persone nel mondo e con cui l’umanità è costretta a coabitare fin dal tempo dei faraoni.

Articolo di Simone Santini.

Foto di copertina di Zac Declerk.

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