Del: 27 Novembre 2020 Di: Matteo Lo Presti Commenti: 0
Milano cerca soluzioni contro l'inquinamento

Milan l’è on gran Milan: peccato però per i numerosi problemi d’inquinamento che, specialmente in inverno, flagellano la città.

Una risposta importante al problema è arrivata dal Consiglio comunale, con l’approvazione del Regolamento per la qualità dell’aria giovata da un’ampia maggioranza di consensi (25 voti favorevoli e solo 8 contrari).

Da gennaio 2021, infatti, sarà imposto il divieto di fumo nei parchi pubblici, negli stadi, nei cimiteri, nelle fermate dei mezzi di trasporto, e a meno di 10 metri di distanza da altri individui.

Non solo, ma da dicembre 2020 scatterà anche il divieto d’installazione di impianti riscaldanti a gasolio e biomassa, con l’intento sempre maggiore di confinare il più possibile quella che da sempre è una delle più grosse piaghe del capoluogo lombardo: l’inquinamento.

«Oh beato terreno del vago Eupili mio, ecco al fin nel tuo seno m’accogli; e del natìo aere mi circondi; e il petto avido inondi!» recitava Giuseppe Parini nelle sue “Odi” già nel 1759, rendendo i versi sopracitati più attuali che mai.

Legambiente, tramite il suo annuale rapporto “Mal’aria”, ha evidenziato come Milano non abbia mai rispettato gli standard di contenimento del Pm10 dal 2010 al 2019, ossia non riuscendo mai a limitare la concentrazione di polveri sottili entro, e non oltre, i 35 giorni consecutivi.

Nel 2019, inoltre, il limite massimo di concentrazione di Pm10 (>50 μg/m3) è stato superato 72 volte, primato in cui Milano è seconda soltanto a Torino (86 volte).

La principale causa di questa situazione è, sfortunatamente, da ricercarsi nella geografia: la conformazione della Pianura Padana, definita “a bacino” poiché circondata dalle Alpi, non permette il corretto defluire dello smog, a causa del difficoltoso movimento delle correnti d’aria.

Sul lato delle cause imputabili all’uomo, invece, primeggiano l’eccessivo traffico e sistemi di riscaldamento spesso obsoleti (legna, pellet, gasolio, che andrebbero sostituiti con impianti a fonti rinnovabili o a condensazione).

Per ovviare al primo problema, oltre alle numerose ZTL tra cui Area B e Area C, oltre ai servizi di mobilità alternativa (come il noleggio di monopattini e di biciclette disseminate in tutta la città), è stata notevolmente potenziata la rete ciclabile cittadina (attualmente si contano 35 km di piste ciclabili, che punteranno a essere 50 entro la fine dell’anno).

Dulcis in fundo, l’assessore alla mobilità Marco Granelli ha annunciato l’arrivo di 100 nuovi autobus elettrici entro il prossimo mese.

Il fumo di sigaretta quanto contribuisce all’inquinamento cittadino?

«Mentre un locomotore produce circa 3.500 microgrammi/metro cubo di Pm10, una sigaretta produce 717 microgrammi/metro cubo nello stesso lasso di tempo»: questo il risultato di un esperimento condotto da Roberto Boffi, pneumologo dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano.

Un altro elemento che va a incidere profondamente sulla salute dei cittadini e che si aggiunge al cocktail sopracitato: a quanto pare, in virtù di quello che può giovare ai cittadini, ogni precauzione è ben accetta.

Il Comune di Milano, anche in previsione di un’eventuale ritrosia da parte dei fumatori meneghini, ha deciso di procedere passo per passo, iniziando a bandire il fumo solo in determinati luoghi, per poi puntare a un totale “lockdown delle bionde” entro il 2025.

Matteo Lo Presti
Calciofilo e meme lord, il tutto innaffiato da Poretti 9 luppoli. Amo i tatuaggi, la filosofia morale, la Liguria e scrivere. Sogno l'autarchia e l'atarassia.

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