Del: 25 Febbraio 2021 Di: Carlo Codini Commenti: 0

Siamo in India, e in particolare a Bangalore (o Bengaluru), capitale dello stato meridionale di Karnataka. Una metropoli di quasi dieci milioni di abitanti conosciuta come polo scientifico-tecnologico di rilevanza mondiale ma famosa anche per i sontuosi parchi. Qui, sabato 13 febbraio, è stata arrestata l’attivista ambientalista Disha Ravi, 22 anni. Tra i motivi dell’arresto c’è l’aver favorito la circolazione di un toolkit, insieme di strumenti informatici e informazioni, legato alle proteste degli agricoltori che infiammano l’India dallo scorso novembre.

L’accusa è di sedizione. L’attivista è stata trasferita nella capitale Delhi, quasi duemila chilometri più a nord, e lì trattenuta dalla polizia per cinque giorni.

Chiariamo anzitutto il contesto. È esplosa con violenza, in questi mesi, la protesta dei contadini contro tre nuove leggi in materia di agricoltura approvate dal governo guidato da Narendra Modi. Quest’ultimo è accusato di voler favorire con questi provvedimenti le multinazionali, abolendo il tradizionale sistema dei mercati mandi. Si tratta di punti di raccolta pubblici dove i contadini vendevano i propri prodotti, con la garanzia di prezzi minimi negoziati a livello politico.

Le nuove leggi liberalizzano gli scambi e questo potrebbe essere un progresso, dal momento che il controllo statale è spesso stato considerato uno degli ostacoli allo sviluppo dell’economia indiana.Ma i contadini temono che, una volta “liberati” dal controllo pubblico, si ritroveranno a dipendere dalle multinazionali agricole col rischio di vedersi imporre prezzi di vendita bassissimi. Da ciò continue manifestazioni, per lo più pacifiche, ma anche con momenti di scontro come quanto il 26 gennaio migliaia di contadini hanno forzato i cordoni di polizia occupando il celebre “Forte Rosso” a Delhi.

A essere a rischio potrebbe essere anche l’ambiente, già messo a dura prova dal progredire industriale di un paese in forte sviluppo come l’India che ha determinato disastri molteplici, il più noto dei quali a livello globale è stato probabilmente quello di Bhopal.Ma anche l’agricoltura, in India come altrove, può minacciare l’ecosistema. In molti contesti è emerso tra l’altro un nesso preoccupante tra modernizzazione secondo la logica delle multinazionali e degrado ambientale (riduzione della biodiversità, uso sfrenato di sostanze chimiche ecc.).

Ed è in questo contesto che si colloca il toolkit con istruzioni su come diffondere messaggi attraverso i social media, firmare petizioni, organizzare raduni contro la “liberalizzazione” varata dal governo indiano. Uno strumento condiviso nella rete anche da Greta Thumberg lo scorso 3 febbraio, anche per aiutare gli stranieri a capire i motivi delle proteste e le difficoltà di molte famiglie indiane.Questo potrebbe aver concorso all’arresto di Disha Ravi, a causa del sospetto di cospirazione internazionale. In effetti, esponenti del partito di governo, ossia del BJP, hanno ravvisato nel toolkit e nella sua circolazione un segnale che rende «evidente l’esistenza di piani internazionali per un attacco contro l’India».

Disha Ravi, nel 2019 è stata tra le fondatrici della sezione locale di Friday for Future, ed ha partecipato in questi anni a molte iniziative a tutela dell’ambiente nella sua città.

Non è ancora chiaro il suo ruolo nelle manifestazioni. La giovane attivista ha scontato poi solo cinque giorni di carcere ma le proteste, sia in India che all’estero, tra le quali quella di Meena Harris, nipote di Kamala, non si sono fatte attendere.

Indignati anche molti politici indiani, di opposizione e non, che hanno definito il gesto come una delle tante azioni intimidatorie perpetrate dal governo e un attacco alla democrazia. Tra gli altri, Arwind Kejriwall, governatore di Delhi e oppositore di Narendra Modi, ha qualificato l’arresto come «un attacco senza precedenti alla democrazia indiana perché dare sostegno alle proteste dei contadini non può essere considerato un crimine».

Carlo Codini
Nato nel 2000, sono uno studente di lettere. Appassionato anche di storia e filosofia, non mi nego mai letture e approfondimenti in tali ambiti, convinto che la varietà sia ricchezza, sempre.

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