Del: 2 Marzo 2021 Di: Arianna Locatelli Commenti: 0
Terre selvagge. Panamericana, il road trip più lungo al mondo

Esiste una strada che percorre da nord a sud un intero continente, 25.750 km che collegano i freddi territori dell’Alaska con la terra dei fuochi. Si tratta della Panamericana, un sistema integrato di strade che partendo dalla località di Prudhoe Bay arriva nel paese di Ushuaia, in Argentina, costeggiando la costa pacifica del continente americano. Nata in seguito alla Convention on the Pan-American Highway del 1937 siglata tra i 13 stati che attraversa: Canada, Stati Uniti, Messico, Guatemala, El Salvador, Honduras, Nicaragua, Costa Rica, Panama, Colombia , Ecuador, Perù, Cile e Argentina.

La lunghezza della Pan American Highway

Si tratta del road trip più lungo al mondo: grazie infatti ad alcune deviazioni “non ufficiali” presenti soprattutto nel tratto sudamericano, il tragitto arriva complessivamente a un totale di 45mila km: sono numerosi i viaggiatori che negli ultimi anni hanno deciso di intraprendere questo viaggio in macchina, van, addirittura in moto o in autobus. Questa strada è infatti quasi tutta carrozzabile tranne che per un centinaio di chilometri nello stato di Panama: vicino al confine con la Colombia, infatti, si interrompe per un breve tratto a causa della conformazione del luogo che ha reso impossibile la costruzione di una strada asfaltata.

Con i suoi 40 mila chilometri la Panamericana attraversa climi e paesaggi estremamente diversi tra loro.

Dopo essere partiti da Prudhoe Bay, ben sopra il circolo polare artico, si lasciano le grandi distese di neve e ghiacciai per attraversare le incredibili foreste canadesi: la prima deviazione si incontra all’altezza della località di Edmonton, proprio in Canada, dove si può scegliere tra il proseguire costeggiando la regione dei grandi laghi americani o optare per l’attraversata di Colorado e Arizona, attraverso i meravigliosi parchi nazionali. Entrambe le tratte si uniscono poi negli aridi territori del Texas, all’altezza di San Antonio, prima di entrare in Messico per iniziare a percorrere la parte più antica della Panamerican Highway, quella attraverso Centro e Sudamerica.

Giunti in El Salvador per la prima volta ci si affaccia sull’Oceano Pacifico, attraversando poi senza interruzioni Ecuador e Perù, costeggiando l’alta catena montuosa delle Ande. Un altro bivio fondamentale si incontra in Cile dove si è costretti a scegliere se dirigersi direttamente verso sud, precludendosi poi però la possibilità di proseguire in Argentina, o se decidere di percorrere la tratta originale. Si inizierà, così, un Coast to Coast del continente sudamericano attraverso i suggestivi territori della Patagonia, partendo dal Pacifico per giungere sulla costa atlantica all’altezza di Buenos Aires, la capitale argentina. Da qui si proseguirà per Ushuaia, meta finale nonché città più australe al mondo.

Il cartello che indica la presenza della Panamericana in Cile

Il fascino che questa attraversata suscita ha portato numerosi viaggiatori a raccontare delle loro esperienze: una delle più famose testimonianze è quella di Bruce Chatwin, autore di «In Patagonia», un reportage in forma di romanzo che racconta del viaggio dell’autore in America Latina alla ricerca dei resti di un animale preistorico.

Ma sicuramente, ancora più noto, è il mitico viaggio di Che Guevara e del compagno Alberto Granado a bordo della Poderoza, la famosa motocicletta con la quale i due intrapresero una lunga peregrinazione attraverso vari stati sudamericani. Questo viaggio di ottomila chilometri portò il giovane medico argentino a prendere definitivamente coscienza della povertà e delle ingiustizie che flagellavano l’America Latina: una delle vicende che maggiormente lo scossero fu la vista delle disastrose condizioni in cui gli indios si trovavano costretti a lavorare in una miniera di rame presso la regione di Atacama, nel Cile settentrionale.

Che Guevara e Granado.

Il viaggio fu documentato dallo stesso Che Guevara, raccontato poi in Latinoamericana. I diari della motocicletta, un resoconto di questa esperienza che portò poi il giovane argentino, animato da grande fervore nei confronti della vita, a essere uno dei personaggi chiave della rivoluzione cubana, oltre a uno dei pensatori rivoluzionari più influenti del XX secolo.

«Lì abbiamo capito che la nostra vocazione, la vera vocazione, era viaggiare in eterno per le strade e i mari del mondo. Eternamente curiosi, osservando tutto ciò che potesse comparire davanti alla vista. Annusando ogni angolo, ma sempre con discrezione, senza piantare radici in nessuna terra […]». Questa frase, tratta proprio dagli scritti di Che Guevara, ben riassume il bisogno di scoperta che la Panamericana promette di soddisfare, unendo i punti estremi del mondo, in un viaggio che, anche percorso in parte, non potrà non lasciare il segno nella vita di tutti quelli coloro lo intraprenderanno.

Arianna Locatelli
Da piccola cercavo l’origine del mio nome perché mi affascinava la storia che c’era dietro. Ancora oggi mi piace conoscere e scoprire storie di cui poi racconto e scrivo. Intanto corro, bevo caffè e pianifico viaggi.

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