Del: 12 Dicembre 2021 Di: Matilde Elisa Sala Commenti: 0
Da Rileggere per la prima volta: Ricordo di Natale

Il giovane Buddy ha solo sette anni e Sook, una sua lontana cugina, ne ha giusto qualche decina in più ma, nonostante ciò, sono amici per la pelle. Vivono in una piccola casa dell’Alabama, con altri parenti, poco simpatici, ma insieme si divertono moltissimo e condividono momenti indimenticabili. Una mattina di fine novembre, come ogni anno, percepiscono nell’aria l’arrivo del momento tanto desiderato: l’inizio del periodo natalizio. 

L’attesa del Natale è scandita da un rituale tutto loro, fatto di noci da raccogliere nel bosco, un abete da tagliare e poi decorare, ma soprattutto un gran numero di panfrutti da preparare e regalare a tutti gli amici del paese e anche a quelli più lontani, come il presidente Roosevelt. Confezionate anche le sorprese per tutta la famiglia, i due amici pensano ai regali da scambiarsi l’uno con l’altro: desidererebbero donarsi qualsiasi oggetto prezioso ma, invece, finiscono sempre per costruirsi a vicenda un aquilone che il giorno di Natale si preparano a far volare nel cielo. 

Ma proprio quello sarebbe stato l’ultimo Natale trascorso insieme: Buddy è infatti costretto a trasferirsi per frequentare la scuola militare.

Sook, ancora per qualche novembre, continua a preparare i suoi panfrutti e ne invia sempre uno al suo caro amico, fino a quando Buddy non apprende la notizia che Sook se n’è andata per sempre, libera come gli aquiloni che hanno sempre fatto volare insieme. Di lei, sarebbe rimasto solo il ricordo.

È il 1956 quando Truman Capote, talento della letteratura americana contemporanea, scrive Ricordo di Natale. Dietro la storia di un’amicizia meravigliosa, si cela il ricordo autobiografico del piccolo Truman, che altri non è che il nostro Buddy. Infatti, all’età di soli quattro anni Capote fu affidato dai suoi genitori divorziati a dei parenti in Alabama. Non avendo nessuno di caro, si lega con particolare affetto proprio alla cugina Sooky, l’altra protagonista del racconto.

La trama di questa storia è molto esile e, all’apparenza, sembrerebbe che Capote abbia scritto un semplice racconto di Natale per bambini.

Ma in realtà, nascosti dentro i piccoli gesti della quotidianità spicciola dei due protagonisti, ci sono significati ben più profondi: attraverso questo racconto Capote ci invita a riflettere sull’esperienza del ricordo, l’unico appiglio che gli uomini hanno una volta diventati adulti, per rivivere l’atmosfera di certi eventi o situazioni, proprio come il Natale, con lo stesso occhio curioso e carico di magia che hanno i bambini. Ciò che lui può fare ora è semplicemente provare a raccontare quello che ricorda con lo stesso entusiasmo e la stessa purezza che aveva quando era più giovane. 

Emblematico è il personaggio di Sook, una donna che in realtà ha più di sessant’anni, ma nel cuore è ancora una bambina. Nonostante la sua età, mossa dall’immaginazione e da una profonda spensieratezza, la cugina di Truman è in grado di vivere e godersi i momenti migliori senza la razionalità che tendenzialmente contraddistingue gli adulti. 

È ben intuibile ora che i destinatari principali del racconto di Capote siano proprio gli adulti, persi nel loro ordine mentale e nelle loro abitudini, troppo occupati a prendere parte, sempre di più, del mondo reale e concreto, lontani da ogni fantasia e leggerezza.

L’autore li invita, attraverso le sue parole, a immergersi per un piccolo istante nella loro memoria, tornando indietro nel tempo, e rivangare tra i loro ricordi più importanti, proprio come aveva fatto Buddy con il suo ricordo di Natale.

Forse è proprio questo che Truman Capote voleva augurare ai suoi lettori: che potessero vivere il Natale, e qualunque altro momento della vita, cogliendone il senso più profondo, lasciandosi trasportare dai ricordi e dalla fantasia di quando erano bambini e, in parte, cercando di tornare piccoli, anche se per poco tempo. 

Allo stesso tempo però Capote cerca di rivolgersi anche ai giovani, seppur magari in misura minore, invitandoli a trascorrere ogni singolo attimo con serenità e delicatezza, raccogliendo tanti ricordi felici, e non dimenticando mai, nemmeno da grandi, la loro parte più bambina e sensibile. Insomma, ognuno di noi potrebbe essere stato proprio un giovane Buddy e potrebbe diventare, crescendo, un adulto come Sook.

Ricordo di Natale è tra i racconti natalizi meno noti, ma sicuramente è uno tra i più belli per la sua purezza e per la sua profondità, a tratti nostalgico e malinconico, ma fortemente positivo per lo slancio di vita che propone.

Matilde Elisa Sala
Studio Lettere, mentre aspetto ancora la mia lettera per Hogwarts. Amo i gatti, il Natale e la neve, viaggiare, specialmente se la destinazione è New York, leggere e immergermi ogni volta in una storia diversa. Scrivo, perché credo che le parole siano lo strumento più potente che abbiamo.

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