Del: 28 Febbraio 2022 Di: Andrea Marcianò Commenti: 0
il ladro e il ciabattino

In ogni ambito della vita, in ogni professione e forma artistica, si sa, c’è sempre dietro un personaggio nascosto che riesce a fare le cose meglio ma senza un riconoscimento valido e concreto da parte del resto del mondo. Marie Curie per la ricerca scientifica ne è un chiaro esempio, ma come lo è stato Vincent Van Gogh per la pittura, o Franz Schubert per la musica. Per l’animazione cinematografica, invece, quella persona è l’artista anglo-canadese Richard Williams.

Meglio conosciuto per essere la mente dietro l’animazione in Chi ha incastrato Roger Rabbit di Robert Zemeckis, nel mondo del cinema è oltremodo famoso per uno dei film incompiuti più importanti e allo stesso tempo meno conosciuti della storia: Il ladro e il ciabattino.

Il film d’animazione è la Gioconda di Williams: lo ha accompagnato per tutta la vita, diventando la sua opera più grande ma anche la sua più asfissiante maledizione.

Nella sfarzosa Città Dorata abitano un Ladro, che non ha nome, e un ciabattino di nome Tacco: i due sono praticamente dei reietti della società, ma tutto cambia quando, per errore, Tacco viene rapito dal perfido Gran Visir ZigZag. Tacco conosce così la principessa del regno Yumyum, figlia del sultano Nod; i due si metteranno in combutta per sventare la minaccia incombente sulla città aiutati, involontariamente, anche dalla bizzarra figura del cleptomane Ladro.

La storia della produzione de Il ladro e il ciabattino è lunga, tortuosa, fatta di molti personaggi orbitanti intorno alla figura di Richard Williams, ma è soprattutto – anche se incompiuto, come già detto – il più grande film d’animazione della storia: ha aperto scuole di pensiero che si ispirano allo stile artistico di Williams — lui stesso poi scriverà un libro, The animator’s survival kit, una vera e propria bibbia dell’animazione –, inoltre ispirò moltissimi film, tra cui Aladdin, il quale parte da una storia molto simile, sia nei personaggi che nelle vicende.

Williams con Il ladro e il ciabattino diventò una fonte di motivazione e ispirazione per molti animatori divenuti poi i big del settore: Tomm Moore, il grande regista d’animazione irlandese, ebbe un’evidente influenza che palesò nel suo primo grande film, The Secret of Kells.

il ladro e il ciabattino
Secret of Kells di Tomm Moore

I motivi per cui un film incompiuto è considerato il più grande del suo genere, sono innanzitutto di natura tecnica e artistica. Ma Il ladro e il ciabattino ha una sceneggiatura scritta nel 1964, e ciò dimostra anche a livello narrativo e tematico dei tratti originali non indifferenti.

In primis, Richard Williams sceglie di animare utilizzando 24 intercalari, ovvero 24 fotogrammi per secondo: per dirla in maniera semplice, 24 «disegni» per ogni secondo di film.

Per intenderci, la Disney, e così il resto delle case di produzione, solitamente animano in 12fps, utilizzando quindi solo 12 disegni per secondo. E questo perché? Per garantire una maggiore fluidità ai movimenti delle figure in campo. Più disegni vogliono dire più fotogrammi, e più fotogrammi vuol dire più dettagli che si possono aggiungere alla scena: con soli 12fps puoi cavartela, ma con 24 riesci a concentrare la visione su un’animazione dinamica, ipnotica e maggiormente scorrevole. La Disney usava animare in 12fps per risparmiare soldi e tempo: meno disegni vuol dire comunque meno animatori che lavorano, meno matite consumate, meno ore impegnate e meno fogli sprecati; e in un’industria in cui il tempo è denaro questi fattori sono fondamentali.

il ladro e il ciabattino

Ma Il ladro e il ciabattino non è un’opera puramente estetica. I temi che tocca e approfondisce sono importanti e innovativi per l’epoca: la principessa Yumyum non è la classica ragazza Disney indifesa, sognatrice, necessaria alla trama solo perché è obiettivo del principe (per intenderci, negli anni ’60 alla Disney c’era in produzione la Bella Addormentata). Yumyum è indipendente e addirittura rivoluzionaria: è una delle prime che si rende conto del pericolo nella Città Dorata, non ci pensa due volte a ribaltare la situazione iniziando a vedere in Tacco un suddito fedele.

È inoltre scaltra, femminista, intelligente, troppo moderna forse per i canoni degli anni ’60.

Altro elemento che prova la bravura di Williams anche in scrittura è il fatto che sia il Ladro che Tacco il ciabattino sono quasi completamente muti nel film: non esiste una loro linea di dialogo, se non per qualche frase sporadica del ciabattino. Non è certo un elemento di inventiva così originale, sia chiaro. Disney ha infatti montato grandi film con protagonisti muti: Cucciolo dei sette nani di Biancaneve che, citando esplicitamente il film, «si esprime a smorfie», o anche Dumbo.

Ma nessun personaggio della Disney è mai riuscito a sostenere sulle spalle un film dai caratteri così onirici, con personaggi strutturati profondamente, dove, tra le altre cose, non sono assenti momenti ambigui dalla caricatura sessuale. Il Ladro non è semplicemente un ladro, è un elemento goffo e grottesco dall’aria simpatica; mentre il ciabattino è un protagonista in crescita, uscito dalla sua comfort zone, viene buttato nel macello della corte della Città Dorata, dove verrà messo alla prova.

E alla prova viene messo lo stesso Richard Williams che con il film realizza dei veri e propri tableaux, quadri che si rifanno alla miniatura persiana ispirandosi apertamente all’estetica surrealista.

Lo spazio è bidimensionale ma prende vita come in nessun altro film della animazione classica, e i personaggi si muovono in un mondo che sarebbe stato interessante approfondire e scoprire totalmente, se solo il film avesse avuto una sua produzione meno travagliata e soprattutto completa.

il ladro e il ciabattino

La storia di Richard Williams in Italia è raccontata dallo youtuber 151eg, il quale, appassionatosi all’epopea produttiva de Il ladro e il ciabattino, ha addirittura permesso al film di arrivare in Italia nel 2020. Prima di allora infatti la pellicola non conosceva, e tutt’ora non conosce, una distribuzione capillare. Noi possiamo goderne grazie al lavoro di doppiaggio curato dallo stesso 151eg che ha caricato l’intero film su Youtube gratuitamente, ma così non è per molti altri paesi del mondo.

È la maledizione e la contraddizione de Il ladro e il ciabattino: quella di essere il più grande film d’animazione mai realizzato che per questo, e per via delle logiche di mercato strettamente legate al sistema produttivo di Hollywood, non ha mai avuto una sua consacrazione adeguata.

Andrea Marcianò
Classe '99, nato sul Lago di Como, studente in scienze della comunicazione, amante di cinema e televisione. Mi piace osservare il mondo dall'esterno come uno spettatore.

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