Del: 16 Aprile 2022 Di: Francesco Pio Calabretta Commenti: 0
Il cinema di Yorgos Lanthimos: grottesco e tragedia

Uno dei registi più acclamati degli ultimi anni è Yorgos Lanthimos, regista di opere che hanno fatto discutere e non poco. I suoi film, girati tra Grecia, Regno Unito e Stati Uniti, hanno permesso al regista di ottenere riconoscimenti ed essere apprezzato sia da pubblico che da critica, nonostante le messe in scena possano apparire particolari e per pochi. Un cinema ricco di citazioni, studi, conoscenze pregresse che stanno alla base della storia e delle scelte fatte.

Chi ha apprezzato Lanthimos con la sua ultima fatica, La Favorita (2018), si troverà sicuramente spiazzato dai film antecedenti ad essa, da Alps a Il sacrificio del cervo sacro, passando per Kynodontas (Dogtooth) e The Lobster. È proprio nella confusione dello spettatore che si nota la crescita artistica del regista, una figura in grado di sconvolgere e spiazzare senza però mai esagerare.

Kynodontas (Dogtooth)

Uno dei principi cardine della carriera di Lanthimos è sicuramente il rapporto culturale e sociale con il suo paese natale, la Grecia.

Un rapporto particolare, molto presente e che non si limita agli avvenimenti della storia dell’isola, ma anzi trova una ricerca ancora più profonda nelle azioni dei personaggi e nella costruzione dell’intera opera. I personaggi delle opere di Lanthimos appaiono come assenti, incapaci di comunicare, come figure tragiche che si muovono su un palcoscenico reprimendo ogni forma spontanea di comportamento. Il parlato è strutturato, drammatico, musicale, mentre il ballo è atto di ribellione verso la realtà.

Sono elementi che si affermano in ogni opera: la musica elettronica ballata come simbolo della solitudine in The Lobster o la danza esasperata ispirata a Flashdance in Kynodontas. È un uso della musica alternato all’incomunicabilità dei personaggi, una musica, dal pop contemporaneo alla musica classica, che segue uno spartito ben preciso per esprimere delle sensazioni in relazione alle immagini mostrate, da Nick Cave allo Stabat Mater, da Elton John alla Passione secondo Matteo di Bach.

La musica è solo uno degli elementi progettati e inseriti alla perfezione nelle opere del regista greco.

Gli infiniti riferimenti alla letteratura greca, il simbolismo della tragedia, la religiosità sono tutti colonne portanti del cinema di Lanthimos: il mito platonico della caverna in Kynodontas, in cui i giovani sono bloccati in un mondo irreale da cui non possono e forse non vogliono uscire; Il sacrificio del cervo sacro ispirato esplicitamente alla Ifigenia in Aulide di Euripide; l’accecamento e la colpa del padre che ricade sui figli, tutti elementi della tragedia Greca che si ritrovano nelle opere di Lanthimos.

Il sacrificio del cervo sacro

I personaggi inoltre non hanno né nome né una psicologia definita, simbolo dello straniamento brechtiano, che altera l’utilizzo del grottesco e che attraverso l’assurdo condiziona lo spettatore. I futuri distopici dei film di Lanthimos trasudano infatti una feroce satira alla società contemporanea, colma di vincoli che rendono gli uomini incapaci di cambiare il proprio destino.

Ad aiutare o a distruggere gli abitanti dei futuri mondi distopici di Lanthimos in questa impresa è infatti sempre un elemento esterno: la donna che il padre porta in casa per soddisfare i bisogni sessuali del figlio in Kynodontas, causa della frattura all’interno della famiglia; il giovane Martin ne Il sacrificio del cervo sacro. Sono superamenti dei limiti imposti dalla società che devono essere per forza di cose puniti, odierni Prometeo che per volontà del destino si ritrovano a dover decidere cosa fare, in alcuni casi con coraggio, in altri affidandosi al fato fino alla fine.

La favorita, ultima opera realizzata ad oggi, rappresenta invece un nuovo punto di inizio.

Il regista abbandona completamente gli elementi greci per orientare il proprio cinema verso una poetica apparentemente meno impegnata. Riconferma però i riferimenti cinematografici del regista, evidenti sin dalle prime opere. Stanley Kubrick è probabilmente l’ispirazione più esplicita, dall’utilizzo del grandangolo alle inquadrature tipiche Kubrickiane (la scena dello studio ne Il sacrificio del cervo sacro esplicitamente ispirata a 2001: Odissea nello spazio). Altre citazioni riguardano Peter Greenway ne La Favorita e la somiglianza con I misteri del giardino di Compton House sia nei temi che nell’ambientazione; o ancora tra la casa di Kynodontas e quella di Teorema di Pasolini, parallelismo effettuato da alcuni critici e meno noto al grande pubblico.

Il nuovo film di Lanthimos, Poor Things, arriverà nelle sale nel 2022 e sembra voler essere un nuovo tassello nel cinema “internazionale” iniziato con La Favorita. È sicuro che, finché Lanthimos saprà come usare il grottesco e le sue conoscenze, avrà ancora per molto da dire nel cinema contemporaneo.

Francesco Pio Calabretta
Classe 2000, studio Scienze dei beni culturali. Mi godo il momento ma penso al futuro. Per adesso invece imparo, esploro e bevo birra.

Commenta