Del: 3 Maggio 2023 Di: Maria Pia Loiacono Commenti: 0
Il sol dell’avvenire e il ritorno sulla scena di Nanni Moretti

Dopo due anni dalla distribuzione di Tre Piani, Nanni Moretti è tornato sulla scena cinematografica italiana e internazionale con il film Il sol dell’avvenire.

Giovanni, protagonista della storia, è un regista, ed è momentaneamente impegnato con tre film: il primo è quello che sta dirigendo e in esso figurano Enniogiornalista dell’Unità e segretario della sezione del PCI al Quarticciolo, e Vera, sua moglie. Insieme, particolarmente entusiasti per l’arrivo a Roma del circo ungherese Budavári vedranno il proprio fervore morire sul nascere, a causa dei sollevamenti popolari a Budapest contro il governo filosovietico di Mátyás Rákosi

Il secondo è un film mai concretizzato a cui però ha sempre rivolto il suo pensiero: ci sono due ragazzi innamorati, l’evoluzione della loro storia e moltissime canzoni d’amore italiane. Il terzo invece, lo sta scrivendo, ed è la storia di Ned, che di ritorno da una festa verso casa, attraversa piscina per piscina, ritrovandosi succube di una consapevolezza piuttosto scomoda: sa di aver raggiunto il punto apicale della sua vita, quello che prelude al declino. 

Giovanni vuole essere fedele a sé stesso e al suo ruolo, con dei riti che deve necessariamente compiere prima e durante la direzione del proprio film (in questi, tra l’altro, saranno coinvolti anche tutti i suoi collaboratori), con un forte sentimento paternalistico nei confronti del cinema che lo porterà ad essere restio ad abbassarsi alle politiche economiche del mercato cinematografico.

Sembra quasi che Giovanni senta una responsabilità nei confronti del cinema, e che qualunque forma di compromesso, possa determinare un deterioramento di quest’ultimo:

chi lo guarda da fuori può crederlo un purista, ma in realtà forse è solo spiccata la sua attenzione nei confronti di ciò che sembra essere non più un’arte, bensì un mercato dove necessariamente bisogna rispettare le aspettative degli spettatori (soprattutto se si ha alle spalle una lunga carriera come la sua) e della produzione. Il cinema è diventato fugace, si cerca di rendere il turning point durante i primi secondi del film, palesando la superficialità di chi li dirige e di chi decide di spettacolarizzare ciò che non andrebbe spettacolarizzato (non per una questione retorica-morale, ma per rispetto nei confronti dell’azione stessa che si compie e della vicenda che si narra).

Giovanni ha una compagna, Paola, una produttrice con cui condivide la propria vita da circa 40 anni. Nonostante da ciò possa sorgere una certa linearità, il film in realtà mette in evidenza le difficoltà del tenere vivo un rapporto coniugale in cui c’è un lui, che si racconta come un cinico, un perfezionista e un nostalgico, e una lei, che invece si rivela maggiormente aperta alla contraddizione e ai continui cambiamenti che riguardano il modo con cui vive la relazione, la propria quotidianità e il proprio lavoro.

C’è da dire però che forse, il reale protagonista di questo film, è l’evoluzione. Il cinema evolve, come l’uomo, ed entrambi, sono fortemente accomunati da numerose contraddizioni che spesso si fa fatica a palesare e a comprendere.

Una volta presa consapevolezza di ciò, si diventa più leggeri e si inizia ad osservare il mondo con occhi diversi.

La contraddizione però che emerge maggiormente, è quella che riguarda l’individualità del protagonista: talmente forte, da sembrare quasi unica e irripetibile, ma in cui in realtà, facilmente ci si può immedesimare. Tutti noi siamo Giovanni, tutti noi siamo uno, nessuno, centomila e quando ne si prende consapevolezza, sembra quasi sia troppo tardi.

Lasciando da parte i sentimentalismi, Moretti ha nuovamente dato con questo film la possibilità all’uomo di potersi esporre, riconoscendo la velocità del cambiamento, suo e del mondo che lo circonda. Non è un film sulla nostalgia (nonostante ci siano dei chiari riferimenti ad alcuni film del ‘900), non è nemmeno un film che vuole essere paternalista e che ha l’intento di rivendicare il decadimento dell’attuale mondo cinematografico, semplicemente, è un film che vuole raccontare come stanno le cose ora, con schiettezza.

Appena usciti dal cinema, si è protagonisti di un vuoto esistenziale dettato dalla presa di coscienza di un mutamento irreversibile, e parallelamente, di un entusiasmo imparagonabile dettato dall’autenticità del film. Per Moretti non c’è una via di mezzo, ti deve far sapere che anche tu sei stato vittima di questo cambiamento e che comunque, hai la possibilità di poterlo vivere, o con una forte tensione nostalgica o con una forma attutita di disinteresse.

Il trailer del film
Maria Pia Loiacono
Studentessa di beni culturali, scrivo con lo scopo di imparare più cose del mondo che mi circonda, cercando di farmi e farvi incuriosire.

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