Il risveglio della Catalogna

Il Tribunale Supremo di Madrid ha voluto mettere la parola fine alla questione indipendenza proprio in questi giorni, con le condanne (dai 9 ai 13 anni di carcere) ai leader protagonisti del movimento separatisti. La notizia della sentenza ha molto colpito l’opinione pubblica che, poco dopo l’annuncio, ha dato via a un’ondata di proteste per le strade della Regione.

R500, una performance a piedi tra le vie di Milano.

R 500, o meglio “raggio 500”, è un esperimento dove scienza e teatro si fondono per regalare un’esperienza artistica a 360°. Si inserisce all’interno della area tematica “Ecology” della stagione teatrale della zona K. È stato ispirato dal lavoro del professore di botanica Joop Schaminée, che aveva indagato e condotto per un anno intero ricerche in un territorio nella provincia olandese di Zeeland, dall’estensione di un miglio quadrato.

Parola al Rettore

Parola al Rettore: intervista al professor Elio Franzini

Lo scorso 4 ottobre 2019 si è tenuta l’inaugurazione del Dipartimento di Informatica “Giovanni Degli Antoni” in via Celoria 18. Il dipartimento, fondato nel 1986, si è riunito agli altri dipartimenti di area scientifica in Città Studi. Il nostro rettore Elio Franzini è stato presente alla giornata di inaugurazione e abbiamo avuto l’occasione di rivolgergli alcune domande, durante un’intervista radiofonica organizzata da Radio Statale. 

Iris Van Herpen: l’arte della fantasy couture -Vulcano Statale

Iris Van Herpen: l’arte della fantasy couture

Da sempre l’obiettivo della moda è la funzionalità, si muove nell’ambito della vita reale e concreta e questo la allontana inevitabilmente dall’ideale di art pour l’art. Iris van Herpen è senza dubbio tra coloro che hanno fondato un nuovo concetto di moda: l’idea di moda è un’espressione artistica del proprio io e non uno strumento commerciale privo di contenuti.

Venezuelani a Milano, intervista a Lucila Urbina

La crisi politica che contrappone Nicolás Maduro e Juan Guaidó ha sbattuto il Venezuela sulle prime pagine dei giornali di tutto il mondo, dividendo l’opinione pubblica tra sostenitori dell’uno e dell’altro presidente. Come spesso accade, forse inevitabilmente, la narrazione dei conflitti si sofferma sui grandi protagonisti, finendo per trascurare chi più di tutti meriterebbe attenzione: le vittime.