Habemus Brexit, forse

Ieri Boris Johnson e Jean-Claude Juncker hanno sorpreso tutti annunciando di aver trovato un nuovo accordo per la Brexit. L’annuncio è stato accolto con molto stupore. Ora c’è il rischio che il Parlamento britannico bocci, per l’ennesima volta, anche questo accordo.

Cosa sta succedendo in Inghilterra spiegato semplicemente

A poco più di un mese dall’insediamento, Boris Johnson ha deciso di andare all in, con una mossa imprevedibile che ha catapultato l’Inghilterra nell’ennesima crisi politica. Il primo ministro britannico, in vista del 31 ottobre, giorno in cui è prevista la scadenza di Brexit, ha bloccato il parlamento, riducendo il tempo concesso ai legislatori per attuare qualsiasi intervento che possa rallentare o annullare l’uscita dall’Unione.

Il Parlamento britannico è così confuso da colpirsi da solo

A distanza di quasi tre anni, ciò che si conosce meglio della Brexit sono senz’altro l’esorbitante quantità di problemi che sta affrontando l’Inghilterra. Il problema dei confini, delle esportazioni, dei cittadini europei nel Regno Unito, tutti temi di grande interesse nazionale e internazionale, che riguardano sia cittadini britannici che europei. Proprio per questo non si spiega la confusione che aleggia all’interno delle aule del potere inglesi, e soprattutto non si spiega come, a distanza di tre anni, non si sia ancora trovata una soluzione.

Brexit: negoziati nel limbo e governo May sempre più fratturato

Se c’è una persona la cui situazione, in queste settimane, non è affatto invidiata dalla maggior parte dei britannici è di sicuro Theresa May, leader del Tory Party e Primo Ministro inglese.
 Nonostante la May sia uscita vincitrice dalla mozione di sfiducia presentata ieri da 48 membri del partito conservatore — con 200 voti a suo sostegno e 117 a favore delle sue dimissioni — la premier ha ben poco da rasserenarsi.

Magma 163: May or May not

In questa puntata di Magma: Dal referendum consultivo che si è tenuto il 23 giugno 2016 ad oggi si sono…