La fine dell'era Draghi

La fine dell’era Draghi

Se c’è una persona che l’Unione Europea – e in particolar modo l’Italia – deve ringraziare per aver evitato lo sfascio finanziario negli ultimi otto anni, è senza ombra di dubbio Mario Draghi. L’uomo che ha salvato l’Euro sta per terminare i suoi otto anni di eccelso lavoro come Presidente della più alta istituzione economico-finanziaria comunitaria, la BCE, e dal primo di novembre al suo posto siederà Christine Lagarde, ex ministro dell’economia francese ed ex direttrice del Fondo monetario internazionale, la quale si presume abbia tutte le carte in regola per continuare l’operato portato avanti dal nostro connazionale banchiere.

Campo popolazioni romanì

Smontiamo i pregiudizi sui rom

Il 15 marzo scorso abbiamo avuto il piacere di frequentare una lezione che trattava lo sterminio di rom e sinti da parte del nazifascismo. Il professore Luca Bravi, dell’Università degli Studi di Firenze, in due ore ha tratteggiato con precisione la storia della popolazione romanì, sfatando pregiudizi che anche al giorno d’oggi rimangono forti nella nostra società.

La nostra malattia democratica

“E’ meglio la peggiore delle democrazie della migliore di tutte le dittature” affermava Pertini. Ma se la democrazia fosse corrosa dal suo interno, e non da minacce terze?
L’essenza di una democrazia liberale prevede che le funzioni dello Stato siano affidate a chi ottiene più consensi: ma spesso non si tratta degli stessi che saprebbero condurre meglio un governo, e fare il bene degli elettori, bensì di coloro che sanno ipnotizzare le menti e procacciarsi i voti a suon di promesse altisonanti.

Di Maio e i gilet gialli, un avvicinamento che deve preoccuparci?

Dal 13 novembre dello scorso anno l’intera Francia è in ostaggio dei gilet gialli, una marea gialla che ogni weekend invade le strade e le piazze delle principali città francesi manifestando contro le scelte dell’amministrazione Macron. Luigi Di Maio, vicepresidente dell’esecutivo giallo-verde che già da tempo ha iniziato un conflitto aggressivo con la Francia istituzionale sul tema dell’immigrazione, ha deciso di andare a incontrare alcuni dei rappresentanti del movimento francese. Sorge spontanea la corrispondenza tra l’Italia e la Francia.

Giuseppe Conte, il premier che non c’è

Quello di Giuseppe Conte è un unicum nella storia italiana: un professore di diritto senza alcuna esperienza politica catapultato in pochi giorni alla guida del Paese. Inesperto, forse impreparato, di sicuro sottoposto a pressioni fortissime da parte dei suoi due vicepremier. Dall’esterno non si può sapere se il suo ruolo sia irrimediabilmente compromesso da questi fattori; di certo in una democrazia liberale come l’Italia bisognerebbe almeno porsi il problema.

Salvini pigliatutto

Il fatto politico nuovo, piaccia o no, è l’ascesa di Matteo Salvini. Il leader leghista si muove, con allucinante destrezza, nel vuoto politico dell’Italia del 2018; un’Italia senza idee e senza speranze, segnata da odi e da rancori profondissimi.