LA TRASFORMAZIONE DEL FUMETTO IN TRIENNALE

Alla Trien­na­le di Mila­no l’arte del fumet­to si pre­sen­ta al pub­bli­co rac­con­tan­do­gli cosa le sta acca­den­do da più o meno 10 anni a que­sta par­te. Una mostra che pro­va a fare il pun­to sui muta­men­ti e le ten­den­ze sti­li­sti­che che attra­ver­sa­no que­sto medium, secon­do un per­cor­so gui­da­to costrui­to attra­ver­so pan­nel­li, instal­la­zio­ni e, ovvia­men­te, tan­tis­si­me tavo­le ori­gi­na­li. L’esposizione è divi­sa in due sezio­ni: Gra­fic Novel Art e Asian Wave. Nel­la pri­ma si pre­sen­ta­no le evo­lu­zio­ni e i cam­bia­men­ti nar­ra­ti­vi del “roman­zo gra­fi­co”: si trat­ta di un gene­re nar­ra­ti­vo in cui la sto­ria non è costrui­ta per un eroe seria­le o per usci­re a pun­ta­te su qual­che rivi­sta, ma ha lo stes­so respi­ro di un roman­zo. Tan­to per capi­re di cosa si trat­ta, pos­sia­mo cita­re la gra­fic novel di mag­gior suc­ces­so inter­na­zio­na­le degli ulti­mi anni: Per­se­po­lis, auto­bio­gra­fia e ope­ra pri­ma dell’iraniana Mar­ja­ne Satra­pi. Fu Will Eisner il pri­mo rivo­lu­zio­na­rio inter­pre­te di que­sto gene­re fumet­ti­sti­co; oggi i suoi figli sono spar­si in tut­to il mon­do, e han­no nomi altret­tan­to alti­so­nan­ti, basti pen­sa­re agli ame­ri­ca­ni Frank Mil­ler e Char­les Burns, ai fran­ce­si Joan Sfar e David B, o agli ita­lia­ni Davi­de Tof­fo­lo, Pao­lo Baci­lie­ri e Gipi. 
Altra linea gui­da del­la mostra è la cosid­det­ta “Asian Wave”, l’onda asia­ti­ca che ha inva­so la cul­tu­ra fumet­ti­sti­ca occi­den­ta­le (e non solo). “Uno scor­cio sul­le con­se­guen­ze espres­si­ve e edi­to­ria­li di quel­lo che è il feno­me­no geo­po­li­ti­co più dirom­pen­te nel­la sto­ria del fumet­to e dei media”, secon­do Fau­sto Colom­bo e Mat­teo Ste­fa­nel­li, idea­to­ri e cura­to­ri del­la mostra. Ovvia­men­te si par­te riper­cor­ren­do la sto­ria del man­ga, a comin­cia­re dal suo patriar­ca, Osa­mu Tetzu­ka. Ma più in gene­ra­le ven­go­no posti in evi­den­za gli aspet­ti più ori­gi­na­li di inter­scam­bio cul­tu­ra­le Est — Ove­st: auto­ri occi­den­ta­li impe­gna­ti nel­la gra­fic novel che mostra­no debi­ti sti­li­sti­ci e cul­tu­ra­li ver­so la tra­di­zio­ne asia­ti­ca (come l’italiano Igort e il fran­ce­se Baru), e asia­ti­ci che si apro­no al con­fron­to con il fumet­to occi­den­ta­le (è il caso del nip­po­ni­co Jiro Tani­gu­chi).
Al ter­mi­ne del per­cor­so, vie­ne pro­po­sta un’ipotesi di “fumet­to­te­ca idea­le”. Per­ché anche un neo­fi­ta pos­sa ini­zia­re a orien­tar­si nel­la let­tu­ra, una vol­ta tor­na­to a casa da que­sta
mostra essen­zia­le e affa­sci­nan­te che sareb­be dav­ve­ro un pec­ca­to lasciar­si scappare.
FUMETTO INTERNATIONAL
Tra­sfor­ma­zio­ni del fumet­to con­tem­po­ra­neo
Trien­na­le di Mila­no, via­le Ale­ma­gna 6, tel. 02724341
Dal 18 mag­gio al 3 set­tem­bre -
Ora­rio 10,30 – 20,30
Benia­mi­no Musto
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Redazione

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