NON SI ESCE VIVI DAGLI ANNI OTTANTA N°3

La pro­va che la pre­sti­gio­sa testa­ta per la qua­le ho l’onore di scri­ve­re non vuo­le caval­ca­re l’onda del revi­val anni 80 che per­mea que­sti ulti­mi mesi se non ulti­mi anni, è che l’impostazione com­ples­si­va del gior­na­le è stu­dia­ta per sca­va­re la real­tà, spie­gar­la e far discu­te­re, pro­por­re pro­ble­mi; non bypas­sar­li super­fi­cial­men­te, come inve­ce è chia­ro dal­le righe di que­sta rubri­ca. Il ten­ta­ti­vo di que­sto spa­zio è non lascia­re trac­cia come Pao­lo Bara­ba­ni che nell’81 spo­po­la con “Hop hop soma­rel­lo”. Ma d’altronde l’odierna attua­li­tà ci invia mes­sag­gi che “rice­via­mo e volen­tie­ri pub­bli­chia­mo”: ana­lo­gie col decen­nio in que­stio­ne che nel mon­do del cal­cio sono palesi.

Nell’80 scop­pia il più gran­de scan­da­lo nel cal­cio (fino ad oggi): Milan e Lazio fini­sco­no in B per il Toto­ne­ro e vie­ne squa­li­fi­ca­to Pao­lo Ros­si il più rap­pre­sen­ta­ti­vo cal­cia­to­re ita­lia­no. Oggi Milan e Lazio rischia­no for­te­men­te la B, se non ci andran­no (soprat­tut­to il pove­ro Milan) sarà solo per meri­to di Bor­rel­li il Cat­ti­vo­ne. Buf­fòn ha dichia­ra­to che a Tori­no si anno­ia­va mol­to, indi per cui ha scom­mes­so milio­ni di euro su inter­net, per noia, e potreb­be fare una brut­ta fine. Pas­se­rà sere-nere, altro che Sere-dova. 

La Juven­tus nell’81 ruba uno scu­det­to alla Roman­ti­ca Roma anni ‘80; nel 2006 i deru­ba­ti sono tut­ti ma tant’é. For­se vista la mole del bot­ti­no quest’anno paghe­rà. E’curioso che nell’83 lo scu­det­to lo con­qui­sti pro­prio quel­la Roma: come suc­ce­de­rà nel 2007 poi­ché la serie A sarà com­po­sta da 2 squadre,Inter e Roma, le sole puli­te: e l’Inter arri­ve­rà secon­da (per­ché ter­za non può).

C’è da spe­ra­re che il Milan retro­ce­da anco­ra come gli accad­de nell’83, sen­za paga­re sta­vol­ta, ma sul cam­po per mani­fe­sta inferiorità.

Cer­to poco pri­ma dei Mon­dia­li dell’82 l’Italia pareg­gia­va 1 a 1 con la Sviz­ze­ra e poi vin­ce­va i Cam­pio­na­ti. Anche quest’anno abbia­mo fat­to 1 a 1 con gli impre­ve­di­bi­li elve­ti­ci… e qui mi fer­mo. Vor­rei che que­sto pez­zo fos­se ricor­da­to come ogget­to apo­tro­pai­co.

Fabri­zio Aurilia

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