MARGHERITA FRA LE STELLE

Vul­ca­no inter­vi­sta la Hack, la don­na di scien­za più cono­sciu­ta in Italia

Abbia­mo pen­sa­to che il modo miglio­re per inau­gu­ra­re le nascen­ti pagi­ne dedi­ca­te alla scien­za fos­se quel­lo di pub­bli­ca­re un’intervista alla cele­bre astro­fi­si­ca Mar­ghe­ri­ta Hack. In fon­do chi meglio di lei può par­lar­ci di scienza?

Signo­ra Hack, ter­mi­na­to il liceo si iscris­se alla facol­tà di let­te­re ma, dopo aver segui­to la pri­ma ora di lezio­ne, cam­biò indi­riz­zo e andò a fisi­ca, incon­tran­do la sua vera voca­zio­ne e pas­sio­ne. Pos­sia­mo dire che que­sto cam­bio è sta­ta la for­tu­na e la sto­ria dell’astrofisica nazio­na­le e inter­na­zio­na­le?
Sem­mai for­tu­na mia che let­te­re non mi piacque.

Per­chè stu­dia­re fisi­ca e nel­lo spe­ci­fi­co astro­fi­si­ca?
La fisi­ca, in fon­do, è ciò che gover­na tut­to il mon­do. Tut­te le leg­gi fisi­che sono fon­da­men­ta­li per capi­re il mon­do, la natu­ra e il fun­zio­na­men­to di tut­te le cose. Dal­la pen­to­la di acqua che bol­le alle fiam­me del gas che diven­ta­no gial­le se ci si but­ta del sale sopra. Sono tut­ti feno­me­ni fisici.

Cos’è l’universo per un’astrofisica del suo livel­lo?
L’universo è tut­to ciò che esi­ste, l’importante è riu­sci­re a capi­re come è fat­to, cosa sono le stel­le, cosa sono i pia­ne­ti, le for­ze che li muo­vo­no, ovve­ro la for­za gra­vi­ta­zio­na­le; che le stel­le bril­la­no gra­zie alle rea­zio­ni nuclea­ri che avven­go­no al loro inter­no; che l’universo si evol­ve con­ti­nua­men­te e tut­ti i cor­pi che lo costi­tui­sco­no si for­ma­no, invec­chia­no e alla fine muo­io­no. Pos­sia­mo dire che è una geo­gra­fia in gran­de sca­la che ci per­met­te di capi­re a fon­do l’ambiente in cui viviamo.

Rispet­to agli stu­den­ti e ai gio­va­ni del­la sua gene­ra­zio­ne come vede l’in­te­res­se e l’ap­proc­cio a que­sta par­ti­co­la­re mate­ria nel nuo­vo mil­len­nio?
Oggi c’è mol­ta più pos­si­bi­li­tà dal pun­to di vista del­la ricer­ca, ci sono stru­men­ti che ai miei tem­pi sem­bra­va­no fan­ta­scien­za. Si cono­sce mol­to di più dell’universo, ma allo stes­so tem­po ci sono anco­ra mol­te cose da sco­pri­re, come la mate­ria oscu­ra o l’energia oscu­ra. Tut­to som­ma­to ora è più appas­sio­nan­te lo stu­dio dell’universo, anche per­ché è una com­ple­ta pale­stra di fisi­ca. In pas­sa­to, soprat­tut­to nel XIX seco­lo, l’astronomia con­si­ste­va più che altro nel misu­ra­re i moti del­le stel­le, inve­ce oggi è fisi­ca. Noi appli­chia­mo tut­te le bran­che del­la fisi­ca per capi­re la strut­tu­ra dei cor­pi cele­sti ed è mol­to più inte­res­san­te di una volta.

“Un pia­ne­ta è un cor­po cele­ste che è in orbi­ta intor­no al Sole, ha suf­fi­cien­te mas­sa per­ché la sua stes­sa gra­vi­tà gli fac­cia assu­me­re una for­ma sfe­ri­ca e abbia puli­ti i din­tor­ni del­la sua orbi­ta.” Con que­sta defi­ni­zio­ne i dele­ga­ti all’Assemblea gene­ra­le dell’Unione astro­no­mi­ca inter­na­zio­na­le han­no declas­sa­to Plu­to­ne da pia­ne­ta a “pia­ne­ta nano”. Cosa signi­fi­ca? Ades­so cam­bie­rà qual­co­sa nel mon­do dell’astrofisica inter­na­zio­na­le?
Si trat­ta di una nuo­va cate­go­ria di pia­ne­ti. Recen­te­men­te è sta­to sco­per­to “Xena”, un pia­ne­ta poco più gran­de di “Plu­to­ne” che si tro­va ad una distan­za dop­pia dal “Sole” e pro­ba­bil­men­te se ne sco­pri­ran­no tan­ti altri anco­ra più lon­ta­ni. Han­no del­le carat­te­ri­sti­che un po’ diver­se dagli altri pia­ne­ti, sono mol­to più pic­co­li, han­no orbi­te più allun­ga­te ed è sta­to deci­so di chia­mar­li “nano-pia­ne­ti” e sono sta­ti mes­si tut­ti in serie “B” come la “Juven­tus”….

Mol­te di que­ste ricer­che le dob­bia­mo al tele­sco­pio Hub­ble?
Non solo, ma anche a tut­ti gli altri satel­li­ti che ci sono che spe­cu­la­no nei set­to­ri dei rag­gi gam­ma, di quel­li “X”, dell’infrarosso, e ai gran­di tele­sco­pi a ter­ra: sono tut­ti com­ple­men­ta­ri. Il tele­sco­pio spa­zia­le Hub­ble ha soprat­tut­to per­mes­so di vede­re gli ogget­ti più lontani.

Tro­va che i mass media ci pro­pon­ga­no un mon­do un po’ trop­po fan­ta­scien­ti­fi­co rispet­to alle effet­ti­ve cono­scen­ze e al lavo­ro di ricer­ca degli scien­zia­ti?
Spes­so la fan­ta­sia galop­pa, lo si vede anche dai tito­li dei gior­na­li. Ho let­to recen­te­men­te che fra 20 anni sapre­mo se esi­sto­no gli extra­ter­re­stri oppu­re no, quan­do più di una vol­ta è sta­to det­to che mol­to pro­ba­bil­men­te sco­pri­re­mo, anche pri­ma di 20 anni, gra­zie ai gran­di tele­sco­pi in pro­get­to, altri pia­ne­ti simi­li alla Ter­ra dove la vita è pos­si­bi­le. Que­sto non vuol dire che tro­ve­re­mo gli extraterrestri.

Nel 1997, lei è anda­ta in pen­sio­ne e da allo­ra non ha più avu­to un momen­to libe­ro. Scri­ve libri di divul­ga­zio­ne scien­ti­fi­ca, tie­ne con­fe­ren­ze in tut­ta Ita­lia e addi­rit­tu­ra è sta­ta can­di­da­ta da un par­ti­to di cen­tro sini­stra alle regio­na­li in Lom­bar­dia. Nien­te più ricer­ca?
Ho un grup­po di lavo­ro inter­na­zio­na­le che si occu­pa del­le stel­le chi­mi­ca­men­te pecu­lia­ri le qua­li han­no del­le ano­ma­lie di com­po­si­zio­ne chi­mi­ca. Ma comun­que fac­cio soprat­tut­to divulgazione.

Se doves­se spie­ga­re la sua mate­ria ad una per­so­na com­ple­ta­men­te a digiu­no di scien­za?
Farei degli esem­pi pre­si dal­la vita di tut­ti i gior­ni, che in fon­do è rego­la­ta dal­la scien­za anche se i più non se ne ren­do­no con­to. Tut­to quel­lo che noi cono­scia­mo è arri­va­to nel cor­so dei seco­li dall’esperienza del­la vita comu­ne e pian pia­no ci sia­mo resi con­to del­le ragio­ni per cui tut­to que­sto accade.

A cura di Marian­na Pia­cen­za e Maga­li Prunai

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