SATIRA (STELLE E) STRISCE

Chi anco­ra fos­se con­vin­to –a tor­to- che i fumet­ti sono solo “roba per bam­bi­ni” dovreb­be pri­ma di tut­to aver let­to qual­co­sa che non sia sta­to pro­dot­to dal­la Disney e uno dei modi miglio­ri per comin­cia­re a far­lo è dedi­car­si alla let­tu­ra di due ope­re di tut­to rispet­to: Doo­ne­sbu­ry e Boon­docks. Que­ste due ope­re ‑entram­be comic strip- sep­pur nate in perio­di diver­si, rap­pre­sen­ta­no ad oggi il meglio del­la sati­ra a fumet­ti che il pano­ra­ma ame­ri­ca­no pos­sa offri­re. Recen­te­men­te que­ste due ope­re sono sta­te rac­col­te anche in Ita­lia in alcu­ni volu­mi, ren­den­do­le di più faci­le repe­ri­bi­li­tà anche se ‑come spes­so è acca­du­to negli ulti­mi anni‑, i pri­mi ad accor­ger­si del poten­zia­le di que­ste stri­sce è sta­ta la pre­zio­sis­si­ma rivi­sta Linus.

Doo­ne­sbu­ry nasce nel 1970 dal­la pen­na di Gar­ry Tru­deau e fin da subi­to si carat­te­riz­za per i com­men­ti sagaci,pungenti e irri­ve­ren­ti all’attualità. Pur essen­do “temu­ta” da alcu­ni poten­ti, la stri­scia ha riscon­tra­to un tale suc­ces­so di pub­bli­co e cri­ti­ca da vin­ce­re addi­rit­tu­ra il pre­mio Puli­tzer nel 1975. I per­so­nag­gi di Doo­ne­sbu­ry ‑a dif­fe­ren­za del­la mag­gior par­te del­le comic-strip- sono mol­te­pli­ci ma tut­ti pres­soc­chè nor­ma­li: gen­te che dopo l’università è diven­ta­ta mam­ma o papà, pubblicitario,consulente, gior­na­li­sta o che è anda­ta in guer­ra. Hen­ry Kis­sin­ger (segre­ta­rio di Sta­to sot­to le pre­si­den­ze di Nixon e di Ford e pre­mio Nobel per la pace nel 1973) dis­se: >.

Mol­to più recen­te inve­ce Boon­docks, crea­to da Aaron McGru­der nel 1999. Pro­ta­go­ni­sti prin­ci­pa­li del­la stri­scia sono due bam­bi­ni afroa­me­ri­ca­ni: Huley e Riley che dal­le stra­de di Chi­ca­go si tra­sfe­ri­sco­no alla tran­quil­la pro­vin­cia peri­fe­ri­ca. Ini­zial­men­te la stri­scia ‑a dif­fe­ren­za di Doo­ne­sbu­ry che pre­sen­ta­va com­men­ti di taglio libe­ra­le riguar­dan­ti tut­ta l’attualità- era prin­ci­pal­men­te incen­tra­ta ad ana­liz­za­re la quo­ti­dia­ni­tà ame­ri­ca­na foca­liz­zan­do­si sul­le que­stio­ni raz­zia­li; dopo l’attento dell’11 Set­tem­bre si è inve­ce potu­to assi­ste­re ad una cor­re­zio­ne di rot­ta, cri­ti­can­do qua­si costan­te­men­te l’attuale ammi­ni­stra­zio­ne Bush. Ciò pur cau­san­do una sta­gna­zio­ne dei temi trat­ta­ti, non rie­sce a ren­de­re meno inte­res­san­ti le stri­sce che anzi spriz­za­no ener­gia vita­le e ten­sio­ne civile.

Anto­ni­no Marsala

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