LA CATTIVA EDUCAZIONE

Ucci­der­ne uno per edu­car­ne cen­to. E’ sem­pre sta­to il mot­to dei bri­ga­ti­sti ros­si. Quel­li del 2007 nei loro pro­gram­mi peda­go­gi­ci ave­va­no pre­vi­sto, tra le altre cose, l’eliminazione di quel cat­ti­vo­ne di Pie­tro Ichi­no, pro­fes­so­re nel nostro Ate­neo. E a quan­to pare i nostri mes­sia­ni­ci edu­ca­to­ri ave­va­no scel­to pro­prio la nostra uni­ver­si­tà per tirar su nuo­vi allie­vi con la pisto­la. Ma con scar­so suc­ces­so. Per for­tu­na i nostri cer­vel­li anco­ra “poco edu­ca­ti” con­ti­nua­no a cre­de­re che il sogno di libe­ra­re il pro­le­ta­ria­to dal gio­go dei giu­sla­vo­ri­sti a col­pi di pisto­la, per poi maga­ri fare dell’Italia un’ oli­gar­chia mar­xi­sta-leni­ni­sta satel­li­te del­la Corea de Nord, dove ogni anno fab­bri­ca­re un ordi­gno nuclea­re fin­to per costrin­ge­re il resto del mon­do a barat­tar­ne lo sman­tel­la­men­to con bari­li di petro­lio nor­da­me­ri­ca­ni — sia solo il deli­rio di una ven­ti­na di casi gra­vi da ospe­da­le psi­chia­tri­co.
Benia­mi­no Musto
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